Restaurazione e storia della Chiesa
L’angelo Moroni
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“L’angelo Moroni” – Argomenti di storia della Chiesa

“L’angelo Moroni”

L’angelo Moroni

Nel 1823 un angelo di nome Moroni apparve a Joseph Smith e gli disse dell’esistenza di antichi annali incisi su tavole e sepolti in una collina vicino alla casa di quest’ultimo. Moroni, l’ultimo antico detentore degli annali a incidere i propri insegnamenti sulle tavole, apparve a Joseph in numerose occasioni tra il 1823 e il 1829, guidandolo e facendogli da mentore quando il giovane le ricevette e le tradusse. Anche se altri hanno prodotto resoconti fantasiosi o esagerati delle visite dell’angelo, quelli fatti dallo stesso Joseph Smith sono semplici, sobri e coerenti. La preparazione di Joseph a diventare un profeta iniziò con la Prima Visione, ma i suoi primi sostenitori di solito parlavano della visita di Moroni come dell’evento che ha dato inizio alla sua chiamata.1

The Angel Moroni Delivering the Plates to Joseph Smith

Dipinto raffigurante l’apparizione di Moroni a Joseph Smith, di C. C. A. Christensen.

L’apparizione dell’angelo fu la prima delle visioni di Joseph Smith a comparire nelle fonti storiche. Una rivelazione del 1830 dichiarò che un angelo il cui “aspetto [era come] folgore” apparve a Joseph e “gli diede potere […] affinché potesse tradurre un libro”2. Nel 1832, Joseph riporta quanto segue: “[Il Signore] mi mostrò una visione celeste poiché, ecco, vidi un angelo del Signore venne e stette dinanzi a me”.3 Questi e altri resoconti fanno riferimento al suddetto messaggero semplicemente con “l’angelo”4. Nel 1835, in una rivelazione pubblicata in Dottrina e Alleanze, Joseph indicò l’angelo come Moroni, il personaggio del Libro di Mormon.5 La sua dichiarazione più chiara sull’identità dell’angelo apparve in una lettera ai santi datata 1842: “E ancora, cosa udiamo? Liete notizie da Cumora! Moroni, un angelo dal cielo, che proclama l’adempimento dei profeti: il libro che doveva essere rivelato”6.

Tali resoconti non lasciavano dubbi sull’identità dell’angelo, ma un documento chiave complicava le cose. Il primissimo manoscritto del resoconto canonizzato della visita di Moroni (Joseph Smith – Storia 1:30–53) fa riferimento all’angelo chiamandolo “Nefi”7. È probabile che tale riferimento sia dovuto a James Mulholland, l’archivista di Joseph Smith che nel 1839 iniziò a combinare vari manoscritti della storia di quest’ultimo in un unico resoconto. Le prove suggeriscono che Mulholland non utilizzò ciò che Joseph Smith gli aveva dettato, ma attinse da fonti a sua disposizione che non sono sopravvissute. Mulholland potrebbe essersi facilmente confuso sull’identità dell’angelo perché molti dei primi resoconti di Joseph, antecedenti alla stesura da lui fatta, non ne menzionavano il nome.

Le prime versioni pubblicate della storia di Joseph Smith, oltre ad altri resoconti che menzionano un angelo “Nefi”, fecero tutte riferimento alla stesura di Mulholland. Di conseguenza, nelle pubblicazioni risalenti agli anni ’40 e ’60 del 1800 apparivano sia “Nefi” sia “Moroni”. Brigham Young sospettava che la storia contenesse un errore di copiatura e incaricò alcuni storici della Chiesa di fare una ricerca sulla questione. Esaminando gli altri resoconti di Joseph Smith riguardanti l’angelo, essi giunsero alla conclusione che il nome “Nefi” dovesse essere sostituito con “Moroni” e corressero direttamente il manoscritto di Mulholland.8 Non c’è nulla che dimostri che Joseph Smith abbia mai chiamato l’angelo “Nefi”.

Salt Lake Temple: Moroni Statue

La statua dell’angelo Moroni in cima al Tempio di Salt Lake poco dopo la sua installazione.

L’apparizione di Moroni è diventata il simbolo della Restaurazione e ora le statue di quest’angelo adornano le guglie della maggior parte dei templi della Chiesa. Tali statue fecero la loro prima apparizione nel 1892, quando più di cinquantamila santi si radunarono per assistere alla posa della pietra di coronamento del Tempio di Salt Lake. Durante la cerimonia, il presidente Wilford Woodruff attivò un pulsante elettrico e una macchina sollevò la pietra di coronamento di granito al suo posto. Nel corso della giornata, gli operai installarono una statua di rame placcato oro sulla guglia più alta. Anche se alcuni ritenevano che l’angelo fosse Gabriele e altri pensavano fosse l’“angelo che volava in mezzo al cielo” di cui si parla in Apocalisse 14:6, quasi tutti i Santi degli Ultimi Giorni a partire dalla suddetta cerimonia di posa della pietra di coronamento hanno identificato la statua con l’angelo Moroni.9

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