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Filippesi 1-4: Troviamo forza in Gesù Cristo


Filippesi 1-4

Troviamo forza in Gesù Cristo

Ti sei mai trovato davanti a una difficoltà che sentivi di non poter superare? Che cosa hai provato in tale occasione? A chi ti sei rivolto per avere un aiuto? Paolo, mentre era in carcere a Roma, spiegò a Chi dobbiamo rivolgerci: «Io posso ogni cosa in Colui che mi fortifica» (Filippesi 4:13).

Capire le Scritture

Filippesi 1

In catene (vv. 7, 13–16) –In prigione

Filippesi 1:28 – «Il che per loro è una prova evidente di perdizione»

La Traduzione di Joseph Smith cambia questa frase con: «coloro che rifiutano il Vangelo richiamano sul loro capo la distruzione» (Filippesi 1:28, JST).

Filippesi 2:5–8 – «Annichilì se stesso»

L’anziano Neal A. Maxwell, membro del Quorum dei dodici Apostoli ha scritto: «Nei cieli il sublime nome di Cristo fu indicato come l’unico nome sulla terra che potesse offrire la salvezza a tutta l’umanità (Atti 4:12; 2 Nefi 25:20; vedi anche Abrahamo 3:27); eppure il Re dei re, il Messia visse volontariamente in circostanze estremamente modeste, sì, volle annullare se stesso, come ebbe a scrivere Paolo (Filippesi 2:7)» (Men and Women of Christ [1991], 63–64).

Filippesi 2:25 – Chi era Epafródito?

Epafródito era il messaggero che aveva portato a Paolo i doni dei santi di Filippi (vedere Filippesi 4:18). Dopo essersi ammalato e trovato «ben vicino alla morte», egli guarì e tornò a casa portando con sé questa lettera di Paolo (vedere Filippesi 2:25–28).

Filippesi 3

Quei della mutilazione (v. 2) –Coloro che conducono a traviamento, gli apostati

Studiare le Scritture

Studia Filippesi 1–4 e svolgi l’attività A e o l’attività B o l’attività C.

  1. I tuoi pensieri sul tuo potenziale

    «Il presidente Lorenzo Snow compose la seguente, bella poesia circa dieci anni prima di morire. È la somma di una lunga vita di obbedienza agli insegnamenti rivelati a lui circa cinquantadue anni prima. Questa poesia è dedicata all’apostolo Paolo e fu scritta a commento dell’epistola di questo apostolo ai Filippesi:

    Come anche Abrahamo, Isacco e Giacobbe

    prima bambini poi uomini, diventarono dei.

    Quello che l’uomo è ora, Dio era in passato,

    e quello che Dio è l’uomo può diventare,

    Questo rivela il destino dell’uomo …

    Un figlio di Dio, come Dio diventerà,

    e questo non sminuisce la natura di Dio;

    e colui che ha in sé questa speranza

    si purifica dal peccato.

    (LeRoi C. Snow, «Devotion to a Divine Inspiration», Improvement Era, giugno 1919, 659–661.)

    Confronta questa poesia con Filippesi 2:1–8.

    1. Che cosa hai imparato sul tuo potenziale?

    2. Che cosa puoi fare per adempiere il tuo potenziale?

  2. Lettera a un padre non appartenente alla Chiesa

    Leggi Filippesi 3:7–16 e pensa a quello che Paolo era disposto a fare per il Vangelo. Lo considerava un sacrificio? Leggi la seguente storia e scrivi una conclusione che rispecchi il principio espresso da Paolo:

    Susan non aveva mai veduto suo padre tanto adirato. Udiva ancora le sue parole: «Come puoi seguire le lezioni dei missionari di un’altra chiesa? Volgerai le spalle anche alla tua famiglia?» Susan rispettava suo padre. Dopo aver meditato molto sulle sue parole, si sedette al tavolino e gli scrisse una lunga lettera per spiegargli …

  3. Cerca le cose migliori

    Nel tredicesimo Articolo di fede, il profeta Joseph Smith cita Filippesi 4:8–9. Leggi e confronta questo passo delle Scritture con detto Articolo di fede. Esamina il seguente elenco e scrivi un sinonimo per ogni parola:

    1. Vere

    2. Onorevoli

    3. Giuste

    4. Pure

    5. Amabili

    6. Di buona fama

    7. Virtù

    8. Lode

    Noi crediamo nell’essere onesti, fedeli, casti, benevoli e virtuosi e nel fare il bene a tutti gli uomini. In verità possiamo dire di seguire l’ammonimento di Paolo: crediamo ogni cosa, speriamo ogni cosa, abbiamo sopportato molte cose e speriamo di essere in grado di sopportare ogni cosa. Se vi sono cose virtuose, amabili, di buona reputazione o degne di lode, queste sono le cose che noi ricerchiamo.