2019
4 Un vessillo per le nazioni
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“Un vessillo per le nazioni”, capitolo 4 di Santi – La storia della Chiesa di Gesù Cristo negli ultimi giorni, volume 2, Nessuna mano profana, 1846–1893 (2019)

Capitolo 4: “Un vessillo per le nazioni”

Capitolo 4

Un vessillo per le nazioni

Saints V2 illustration - Ensign Peak

Nell’aprile del 1847, Sam Brannan e altri tre uomini lasciarono la baia di San Francisco per andare alla ricerca di Brigham Young e della maggioranza dei santi. Non sapevano esattamente dove trovarli, ma gli emigranti seguivano per lo più la stessa pista per l’Ovest. Se si fossero diretti a est lungo quella pista, Sam e la sua piccola compagnia alla fine avrebbero incontrato i santi.

Dopo una breve sosta a New Hope per fare rifornimento, gli uomini viaggiarono in direzione nordest fino ai piedi della catena montuosa della Sierra Nevada. Le persone che conoscevano bene La Sierra li avevano ammoniti di non attraversarla così presto durante l’anno. Dissero che il passo era ancora coperto di neve e ciò significava che il viaggio avrebbe potuto impegnarli duramente per due mesi.

Sam era tuttavia convinto di poter attraversare le montagne velocemente. Spronando gli animali da soma, lui e i suoi uomini camminarono per ore su per i monti. La neve fitta ma ben compatta rendeva più sicuro il percorso. I torrenti di montagna erano tuttavia pieni d’acqua e costringevano gli uomini ad attraversarli pericolosamente a nuoto o a percorrere rischiose strade alternative.

Sull’altro versante, la pista li condusse lungo mastodontiche vette di granito che offrirono loro la visuale di una vallata con una bellissima pineta e un lago blu come il cielo. Scendendo a valle, trovarono i rifugi abbandonati di un accampamento in cui c’erano dei resti umani. Mesi prima, una carovana diretta in California era stata bloccata dalla neve. I migranti che avevano costruito i rifugi nell’attesa che passasse la bufera invernale, si ritrovarono senza cibo e impreparati al freddo, per cui molti morirono lentamente di fame o di congelamento, mentre altri ricorsero al cannibalismo.1

La loro storia faceva tristemente rammentare i pericoli del viaggio via terra, ma Sam rifiutò di farsi spaventare dalla loro tragedia. Egli rimase affascinato da quelle distese disabitate, al punto da esclamare: “Un uomo non può conoscere se stesso finché non ha viaggiato tra queste montagne selvagge”2.


A metà maggio, Brigham Young e la compagnia d’avanguardia avevano percorso quasi cinquecento chilometri. Ogni mattina, il suono della tromba svegliava il campo alle cinque, e il viaggio riprendeva alle sette. A volte dei ritardi rallentavano il passo della compagnia, ma in media riuscivano a percorrere tra i ventiquattro e i trentadue chilometri al giorno. La sera disponevano i carri in cerchio, si riunivano per le preghiere serali e spegnevano i fuochi di bivacco.3

A volte la monotonia della routine veniva interrotta dalla vista dei bisonti. I grossi animali irsuti viaggiavano in mandrie enormi che scendevano rumorosamente giù dalle colline e attraverso le pianure in modo talmente fluido che la prateria stessa sembrava essere in movimento. Gli uomini desideravano andare a caccia di quell’animale, ma Brigham aveva consigliato loro di farlo solo quando necessario, e di non sprecarne mai la carne.4

La compagnia viaggiò lungo una pista esistente che altri coloni diretti a ovest avevano tracciato anni prima. Un chilometro dopo l’altro, la verde prateria lasciava gradualmente il posto a un paesaggio desertico e collinare. Dalla vetta di una collina il panorama appariva impervio come il mare in tempesta. La pista seguiva il fiume Platte e attraversava diversi torrenti che fornivano l’acqua per abbeverarsi e lavarsi. Il terreno era tuttavia sabbioso. Talvolta, lungo il cammino, la compagnia scorgeva un albero o un po’ di erba verde, ma a vista d’occhio il territorio era per lo più desolato e malagevole.5

Di tanto in tanto, un membro della compagnia domandava a Brigham dove stessero andando. “Te lo mostrerò quando ci arriveremo”, era solito rispondere. “L’ho visto, l’ho visto in visione, e quando i miei occhi lo scorgeranno, lo riconoscerò”6.

Ogni giorno, William Clayton calcolava la distanza percorsa dalla compagnia e correggeva le mappe usate per orientarsi se riportavano delle imprecisioni. Non molto tempo dopo la partenza, lui e Orson Pratt lavorarono insieme ad Appleton Harmon, un abile artigiano, per costruire una sorta di odometro che chiamarono “roadometer”, un ingranaggio in legno attaccato alla ruota di un carro che grazie a un sistema di ruote dentate misurava accuratamente la distanza percorsa.7

Malgrado i progressi fatti dalla compagnia, spesso Brigham si sentiva frustrato vedendo le azioni compiute da alcuni componenti della stessa. La maggior parte di quei membri appartenevano alla Chiesa da anni, avevano svolto delle missioni e avevano ricevuto le ordinanze del tempio, eppure molti di loro ignoravano il suo consiglio riguardo alla caccia oppure sprecavano il tempo libero dedicandosi al gioco d’azzardo, alla lotta o a ballare fino a tarda notte. Certe mattine Brigham veniva svegliato dal vociferare di uomini che discutevano su qualcosa che era accaduto durante la notte. Temeva che le loro contese potessero presto tramutarsi in risse o in qualcosa di peggio.

La mattina del 29 maggio chiese agli uomini: “Supponiamo davvero di poter trovare una casa per i santi, un luogo di riposo e di pace in cui poter edificare il regno e accogliere le nazioni, con un atteggiamento gretto, spregevole, vile, frivolo, avido e malvagio?”8. Egli dichiarò che ciascuno di loro doveva essere un uomo di fede con una mente sobria, dedito alla preghiera e alla meditazione.

“Qui ogni uomo ha la possibilità di dar prova di sé, di sapere se pregherà e si rammenterà del suo Dio, senza che qualcuno gli chieda di farlo ogni giorno”, disse. Li esortò a servire il Signore, a ricordare le loro alleanze del tempio e a pentirsi dei loro peccati.

Successivamente, gli uomini si raggrupparono in quorum del sacerdozio e fecero alleanza, con l’alzata della mano, di comportarsi bene e di camminare con umiltà dinanzi a Dio.9 Il giorno dopo, quando presero il sacramento, un nuovo spirito prevalse tra gli uomini.

Heber Kimball scrisse nel suo diario: “Da quando abbiamo iniziato il viaggio, non ho mai visto i fratelli così tranquilli e moderati la domenica”10.


Mentre la compagnia d’avanguardia viaggiava verso ovest, circa la metà dei santi a Winter Quarters stava preparando i carri e imballando le provviste per il viaggio. La sera, dopo aver portato a termine i loro preparativi, spesso i santi si riunivano per cantare e ballare al suono del violino, e la domenica si incontravano per ascoltare i sermoni e discutere del loro imminente viaggio.11

Eppure, non tutti erano ansiosi di recarsi a ovest. James Strang e altri dissidenti continuavano ad allettare i santi con promesse di cibo, riparo e pace. Strang e i suoi seguaci avevano fondato una comunità nel Wisconsin, un territorio scarsamente popolato circa quattrocentottanta chilometri a nordest di Nauvoo, dove si stavano radunando alcuni dei santi scontenti. A Winter Quarters, parecchie famiglie avevano già preparato i loro carri ed erano partite con l’intento di raggiungerli.12

Come apostolo presiedente a Winter Quarters, Parley Pratt implorò i santi di ignorare gli apostati e di seguire gli apostoli autorizzati del Signore. “Il Signore ci ha chiesto di radunarci”, rammentò loro, “e non di disperderci in continuazione”. Disse loro che, alla fine della primavera, lui e John Taylor volevano mandare delle compagnie a ovest.13

Parley dovette però rimandare la partenza. Prima che la compagnia d’avanguardia partisse, i Dodici avevano organizzato diverse compagnie secondo rivelazione. Tali compagnie erano composte principalmente dalle famiglie che erano state suggellate per adozione a Brigham Young e a Heber Kimball. Gli apostoli le avevano istruite di preparare le provviste per l’anno a venire e di portare con loro i santi poveri e le famiglie degli uomini che appartenevano al Battaglione Mormone. Se non avessero rispettato l’alleanza di occuparsi di queste famiglie bisognose, i loro carri sarebbero stati confiscati e dati a coloro che erano disposti a farlo.14

Parley però riscontrò dei problemi nella realizzazione dei piani del quorum. Molti santi di queste compagnie, inclusi alcuni capitani di compagnia, non erano pronti a partire. Ad alcuni di loro mancavano le risorse per affrontare il viaggio, e senza provviste sufficienti sarebbero stati un fardello per gli altri membri delle compagnie che avevano provviste appena sufficienti per le loro famiglie. Allo stesso tempo, c’erano altri santi che non erano stati organizzati in compagnie ma che erano pronti e desiderosi di partire, temendo che la malattia e la morte avrebbero portato via altre persone a loro care, se fossero rimasti un altro anno a Winter Quarters.15

Parley e John decisero di riorganizzare le compagnie, adattando il piano originale per soddisfare le esigenze dei quasi millecinquecento santi che erano pronti ad andare a ovest. Quando alcuni santi si opposero ai cambiamenti, dubitando del fatto che Parley avesse l’autorità di modificare il piano dei Dodici, i due apostoli cercarono di persuaderli.

John spiegò che, in assenza di Brigham, l’apostolo con maggiore anzianità aveva l’autorità di dirigere i membri della Chiesa. Dal momento che Brigham non era a Winter Quarters, John riteneva che fosse responsabilità — e diritto — di Parley prendere le decisioni per l’insediamento.

Parley fu d’accordo. Disse: “Credo che sia meglio agire in base alle nostre circostanze”16.


Mentre viaggiava a ovest con la compagnia d’avanguardia, Wilford Woodruff spesso rifletteva sulla sua sacra missione. Egli scrisse nel suo diario: “Dobbiamo renderci conto che stiamo tracciando una strada su cui viaggerà il casato d’Israele per molti anni a venire”17.

Una notte sognò che la compagnia era arrivata nel nuovo luogo di raduno. Mentre fissava il territorio, dinanzi a lui apparve un tempio glorioso. Sembrava essere fatto di pietra bianca e blu. Voltandosi verso gli uomini che erano al suo fianco, chiese loro se riuscivano a vederlo. Dissero di no, ma ciò non sminuì la gioia che Wilford provava nell’osservarlo.18

A giugno, il clima diventò torrido. L’erbetta che aveva sfamato il bestiame diventò marrone per l’aria secca e il legname fu più difficile da trovare. Spesso, l’unico combustibile disponibile per alimentare il fuoco era lo sterco di bisonte seccato.19 La compagnia rimase tuttavia diligente nell’osservare i comandamenti secondo le istruzioni di Brigham, e Wilford riconobbe le benedizioni di Dio nel preservare le loro scorte di cibo, i loro animali e i loro carri.

“Abbiamo avuto pace e unione tra noi”, scrisse nel suo diario. “Se saremo fedeli nell’obbedire ai comandamenti di Dio, da questa missione scaturirà un gran bene”20.

Il 27 giugno, la compagnia d’avanguardia incontrò lungo la pista un esploratore molto noto che si chiamava Moses Harris. Harris disse ai santi che né la Valle del fiume Bear né la Valle del Lago Salato erano adatte alla colonizzazione. Consigliò loro di stabilirsi in una località chiamata Cache Valley, a nordest del Grande Lago Salato.

Il giorno seguente, la compagnia incontrò Jim Bridger, un altro esploratore. A differenza di Harris, Bridger parlò favorevolmente delle valli del fiume Bear e del Lago Salato, anche se li avvertì che le notti fredde nella Valle del fiume Bear avrebbero probabilmente impedito loro di coltivare il grano. Disse che la Valle del Lago Salato era fertile, con diversi corsi d’acqua dolce e pioggia durante tutto l’anno. Parlò bene anche della Valle dello Utah, a sud del Grande Lago Salato, tuttavia li ammonì di non disturbare gli indiani Ute che vivevano in quella regione.21

Le parole di Bridger sulla Valle del Lago Salato furono incoraggianti. Sebbene Brigham non intendesse identificare una destinazione prima di averla vista, insieme ad altri membri della compagnia era più interessato a esplorare la Valle del Lago Salato. E se non era dove il Signore voleva che si stabilissero, potevano almeno fermarsi lì, piantare le semenze e creare un insediamento temporaneo finché non avessero trovato la loro dimora permanente nel bacino.22

Due giorni dopo, mentre gli uomini della compagnia d’avanguardia stavano costruendo delle zattere per attraversare un fiume le cui acque scorrevano veloci, Sam Brannan e i suoi compagni arrivarono al campo poco prima del tramonto, sorprendendo tutti. La compagnia ascoltò rapita le storie di Sam sulla nave Brooklyn, sulla fondazione di New Hope e sul suo viaggio pericoloso attraverso le montagne e le pianure per raggiungerli. Disse che i santi in California avevano piantato per loro acri di grano e di patate per prepararsi per il loro arrivo.

L’entusiasmo di Sam per il clima e per il terreno della California fu contagioso. Egli raccomandò alla compagnia di rivendicare l’area della baia di San Francisco prima che lo facessero altri coloni. La terra era ideale per la colonizzazione, e degli uomini importanti in California erano amichevoli verso la causa dei santi e pronti ad accoglierli.

Brigham ascoltò la proposta di Sam con calmo scetticismo. Il fascino della costa della California era fuori questione, ma Brigham sapeva che il Signore voleva che i santi stabilissero il nuovo luogo di raduno più vicino alle Montagne Rocciose. Egli dichiarò: “La nostra destinazione è il Grande Bacino”23.

Poco più di una settimana dopo, la compagnia si allontanò dal sentiero più battuto che aveva seguito fino ad allora per prenderne un altro più incerto che conduceva a sud verso la Valle del Lago Salato.24


Quell’estate, Louisa Pratt trasferì la sua famiglia in una casa di tronchi che aveva acquistato per cinque dollari. Era la sua terza abitazione a Winter Quarters. Dopo che il camino nella sua casa di zolle aveva smesso di funzionare, si era trasferita in un rifugio umido, che era poco più di un buco di un metro e mezzo con il tetto che perdeva.

Nella nuova casa, Louisa pagò degli uomini perché le mettessero un pavimento di assi di legno. Poi, davanti alla sua casa, fece costruire una tettoia dove potevano stare sedute venticinque persone e, insieme alla figlia Ellen, aprì una scuola per bambini. Nel frattempo, sua figlia Frances coltivava e curava l’orto, e tagliava la legna per riscaldare la casa e per cucinare.

Louisa non era ancora in salute. Dopo essersi ripresa dalla febbre e dagli spasmi, aveva fatto una brutta caduta sulla neve ghiacciata e si era fatta male a un ginocchio. Mentre viveva nel rifugio sotterraneo, aveva contratto lo scorbuto e aveva perso i denti anteriori. Lei e le sue figlie avevano tuttavia sofferto meno di tanti altri santi. Tutti avevano vicini e amici che erano morti di qualche malattia che imperversava nell’accampamento.25

Dopo l’acquisto della casa e le riparazioni, le erano rimasti pochi soldi. Quando la sua scorta di cibo fu quasi esaurita, fece visita ai suoi vicini e chiese se fossero interessati ad acquistare il suo letto di piume, ma anch’essi non avevano abbastanza soldi. Mentre parlava con loro, Louisa accennò al fatto che a casa non aveva più nulla da mangiare.

“Non sembri preoccupata”, disse uno di loro. “Che cosa intendi fare?”.

“Oh, no, non sono preoccupata”, confermò Louisa. “So che la liberazione giungerà in qualche modo inaspettato”.

Mentre tornava a casa, fece visita a un’altra vicina. Durante la conversazione, la vicina menzionò un vecchio sostegno di ferro di Louisa che serviva per tenere le pentole sul fuoco. “Se lo vendi”, disse la vicina, “ti darò due stai di farina di mais”. Louisa concluse l’affare, riconoscendo che il Signore l’aveva benedetta ancora una volta.

Quella primavera, Louisa si sentì più in salute e osò uscire di casa per rendere il culto con i santi. Le donne nell’insediamento avevano cominciato a riunirsi per rafforzarsi a vicenda e per esercitare i loro doni spirituali. Durante una riunione, le donne parlarono in lingue mentre Elizabeth Ann Whitney, che era stata una guida spirituale tra i santi per molti anni, funse da interprete. Elizabeth Ann disse a Louisa che avrebbe avuto la salute, avrebbe attraversato le Montagne Rocciose e si sarebbe gioiosamente ricongiunta con il marito.

Louisa si stupì. Aveva supposto di ritrovarsi con Addison a Winter Quarters per poi compiere il viaggio verso ovest insieme a lui. Senza l’aiuto di lui, non vedeva come avrebbe potuto affrontare il viaggio sia fisicamente che economicamente.26


A mano a mano che i membri della compagnia d’avanguardia si dirigevano nel cuore delle Montagne Rocciose, il percorso si faceva più ripido e gli uomini e le donne si stancavano più facilmente. Davanti a loro, ben visibili al di sopra delle pianure, c’erano vette innevate più alte di qualsiasi montagna avessero mai visto negli Stati Uniti orientali.

Una sera all’inizio di luglio, Clara, moglie di Brigham, si svegliò con febbre, mal di testa e un intenso dolore ai fianchi e alla schiena. Presto anche altre persone lamentarono gli stessi sintomi e fecero fatica a mantenere l’andatura del resto della compagnia. Ogni passo che facevano sul terreno roccioso era straziante per le loro membra deboli.27

Col passare dei giorni, Clara si sentì meglio. La strana malattia sembrava attaccare rapidamente ma scomparire poco dopo. Tuttavia, il 12 luglio, Brigham fu colpito dalla febbre. Nel corso della notte delirò. Il giorno dopo si sentì un po’ meglio, ma lui e gli apostoli decisero di far riposare la maggior parte della compagnia mentre Orson Pratt avrebbe proseguito con un gruppo di quarantadue uomini.28

Circa una settimana dopo, Brigham istruì Willard Richards, George A. Smith, Erastus Snow e altri di proseguire e di raggiungere la compagnia d’avanguardia di Orson. “Fate sosta nel primo posto disponibile dopo aver raggiunto la Valle del Lago Salato”, li istruì, “e seminate le nostre patate, il grano saraceno e le rape, quale che sia la nostra destinazione finale”29. Rammentando quanto gli era stato riferito da Jim Bridger sulla regione, avvertì la compagnia di non andare a sud nella Valle dello Utah finché non avessero conosciuto meglio il popolo degli Ute che la abitava.30

Clara, i suoi due giovani fratellastri e sua madre rimasero con Brigham e con gli altri pionieri ammalati. Quando si sentirono abbastanza in forze per continuare, i membri della compagnia seguirono una pista poco battuta lungo un terreno irregolare pieno di sterpaglie. In certi punti, le pareti dei canyon erano talmente alte che la polvere pesante rimaneva intrappolata nell’aria, rendendo difficile vedere ciò che c’era davanti.

Il 23 luglio, Clara e la compagnia dei malati percorsero un lungo sentiero ripido fin sulla cima di una collina. Da lì scesero passando per un bosco fitto di alberi, facendosi strada lungo un sentiero cosparso di ceppi lasciati da coloro che lo avevano tracciato. Un chilometro e mezzo giù dalla collina, il carro che trasportava i fratelli di Clara si rovesciò in una gola e si schiantò contro una roccia. Degli uomini tagliarono prontamente la copertura del carro e trassero in salvo i ragazzi.

Mentre la compagnia si riposava ai piedi della collina, arrivarono due uomini della compagnia di Orson a cavallo, riferendo che erano vicini alla Valle del Lago Salato. Esauste, Clara e la madre continuarono ad avanzare con il resto della compagnia fino a tardo pomeriggio. Sopra di loro, il cielo sembrava prepararsi alla tempesta.31


La mattina seguente, il 24 luglio 1847, Wilford guidò il suo carro per diversi chilometri in fondo a una gola profonda. Brigham si trovava dietro di lui nel carro, troppo febbricitante e debole per camminare. Presto si trovarono a viaggiare lungo un ruscello in un altro canyon finché non giunsero su un altipiano che offriva una visuale della Valle del Lago Salato.

Wilford guardò con meraviglia la vasta area sottostante. Per chilometri davanti a loro si estendevano campi fertili di praterie verdi, bagnati da ruscelli di montagna. I ruscelli si riversavano in un fiume stretto e lungo che scendeva lungo la valle. Una cornice di alte montagne, con le loro vette frastagliate tra le nuvole, circondava la valle come una fortezza. A ovest, come uno specchio alla luce del sole, risplendeva il Grande Lago Salato.

Dopo un viaggio di più di milleseicento chilometri attraverso praterie, deserto e canyon, la vista era mozzafiato. Wilford riusciva a immaginare i santi che si sistemavano lì e stabilivano un altro palo di Sion. Potevano costruire case, coltivare frutteti e campi e radunare il popolo di Dio da tutto il mondo. E in breve tempo, la casa del Signore sarebbe stata stabilita tra le montagne ed elevata al disopra dei colli, proprio come aveva profetizzato Isaia.32

Brigham non riusciva a vedere chiaramente la valle, quindi Wilford girò il carro per permettere al suo amico di avere una visuale migliore. Guardando la valle, Brigham la studiò per diversi minuti.33

“Basta così. Questo è il posto giusto!”, disse a Wilford. “Proseguiamo”34.


Brigham aveva riconosciuto il posto non appena lo aveva visto. A nord della valle c’era la vetta della montagna che aveva visto in visione. Brigham aveva pregato di essere condotto direttamente in quel luogo, e il Signore aveva risposto alle sue preghiere. Non c’era motivo di cercare altrove.35

Sotto di loro, nella valle, c’era già attività. Ancor prima che Brigham, Wilford e Heber Kimball scendessero dalla montagna, Orson Pratt, Erastus Snow e altri uomini avevano stabilito un campo base e avevano iniziato ad arare, seminare e irrigare la terra. Wilford si unì a loro non appena raggiunse il campo, piantando un mezzo staio di patate prima di consumare il pasto della sera e di sistemarsi per la notte.

Il giorno dopo era domenica, e i santi ringraziarono il Signore. I membri della compagnia si riunirono per ascoltare sermoni e per prendere il sacramento. Malgrado fosse debole, Brigham parlò brevemente per incoraggiare i santi a osservare il giorno del Signore, prendersi cura del paese e rispettare la proprietà altrui.

Il mattino di lunedì 26 luglio, Brigham era ancora convalescente nel carro di Wilford quando si rivolse a lui e gli disse: “Fratello Woodruff, voglio fare un giro”.

“Va bene”, rispose Wilford.36

Quella mattina, insieme ad altri otto uomini, viaggiarono verso le montagne a nord. Brigham coprì parte della distanza sul carro di Wilford, tenendo con le mani un mantello verde attorno alle spalle. Prima di raggiungere le colline, il terreno diventava pianeggiante; Brigham scese dal carro e camminò lentamente sul suolo chiaro e ricco.

Mentre gli uomini seguivano Brigham e ammiravano il paese, egli si fermò improvvisamente e conficcò il suo bastone nel terreno, affermando: “Qui s’innalzerà il tempio del nostro Dio”37. Riusciva già a vederlo in visione davanti a lui, con le sue sei guglie che si innalzavano dal fondo della valle.38

Le parole di Brigham Young colpirono Wilford come un fulmine. Gli uomini stavano per proseguire, ma Wilford chiese loro di aspettare. Ruppe un ramo di un cespuglio di artemisia e lo conficcò nel terreno per contrassegnare il posto.

Gli uomini quindi proseguirono, immaginandosi la città che i santi avrebbero costruito nella valle.39


Più tardi quel giorno, Brigham indicò la cima del monte a nord della valle. “Voglio salire su quella vetta, perché sono convinto che quello sia il posto che mi è stato mostrato nella visione”, disse. La vetta rocciosa e tondeggiante era facile da scalare e chiaramente visibile da ogni parte della valle. Era il luogo ideale per innalzare un vessillo per le nazioni, per segnalare al mondo che il regno di Dio era nuovamente sulla terra.

Brigham partì immediatamente verso la sommità insieme a Wilford, Heber Kimball, Willard Richards e altri. Wilford fu il primo a raggiungere la vetta, e da lassù poté vedere la valle che si estendeva dinanzi a lui.40 Con le sue montagne elevate e la sua pianura spaziosa, questa valle poteva tenere i santi al sicuro dai loro nemici mentre cercavano di osservare le leggi di Dio, di radunare Israele, di costruire un altro tempio e di stabilire Sion. Alle riunioni con i Dodici e con il Consiglio dei Cinquanta, spesso Joseph Smith aveva espresso il desiderio di trovare un posto simile per i santi.41

Gli amici di Wilford lo raggiunsero presto. Chiamarono quel luogo Ensign Peak [vetta del vessillo], rievocando la profezia di Isaia che gli esuli d’Israele e i dispersi di Giuda si sarebbero radunarti dai quattro canti della terra sotto un’unica bandiera.42

Un giorno su quella vetta avrebbero fatto sventolare una voluminosa bandiera. Per il momento, fecero del loro meglio per celebrare l’occasione. Ciò che accadde dopo è incerto, ma un uomo riferì che Heber Kimball tirò fuori un fazzoletto giallo, lo legò alla fine del bastone di Willard Richards e lo sventolò nell’aria calda di montagna.43