2019
Amiche che hanno condiviso con me la loro luce
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Amiche che hanno condiviso con me la loro luce

L’autrice vive a Baja California, Messico.

Mi sentivo spaventata e sola. Poi mi sono trasferita in un’altra nazione e sono andata in chiesa per la prima volta dopo molto tempo.

Vivevo con mia madre in un paesino del Messico in cui si conoscevano tutti. Sapevo cos’era giusto e cos’era sbagliato, ma ero confusa ed ero l’unica giovane donna attiva nella Chiesa in tutto il mio paese.

Volevo integrarmi socialmente, così ho fatto una cosa che in quel momento aveva senso: mettermi insieme a un ragazzo. Questo è stato solo uno dei primi errori che ho cominciato a commettere. Ho cominciato a cedere alle pressioni da parte dei coetanei e a credere di essere abbastanza grande da ragionare con la mia testa, il che ha significato diventare una giovane donna inattiva che viveva nelle tenebre.

Ho vissuto per un anno nell’oscurità, che ogni giorno diventava più buia. Le mie decisioni sbagliate provocavano discussioni con i miei familiari e mi sono resa conto di non poter continuare a vivere in quel modo. Tuttavia, non ho capito che mi mancava qualcosa fino a quando non è morto un mio caro amico membro della Chiesa. Purtroppo, ho incolpato Dio e il Vangelo. Ho smesso di credere che essere obbedienti porta benedizioni. Sapevo che, se non avessi deciso di cominciare a vivere il Vangelo, avrei continuato a ignorare il mio legame con la Chiesa e a vivere alla maniera del mondo.

Ero seduta sul mio letto in una stanza buia, piangendo e compatendomi, quando mi sono resa conto di essere spaventata: spaventata di trovarmi lì da sola senza nessuno con cui parlare, spaventata di non riuscire a rimediare a tutti i torti che avevo fatto, spaventata del fatto che nessuno mi avrebbe perdonato, soprattutto Dio.

Alla fine mi sono trasferita in Minnesota, negli Stati Uniti, dai miei nonni, che non sono membri della Chiesa. Il mio patrigno mi ha accompagnato e la mia prima domenica là siamo andati in chiesa, ma solo per la riunione sacramentale. Giunti alla fine della riunione avevo già deciso di lasciare la Chiesa, ma, con mia sorpresa, proprio mentre ci stavamo dirigendo verso l’auto abbiamo visto il vescovo correre per raggiungerci. Ci ha fatto qualche domanda e ci ha invitato a tornare la domenica successiva, cosa che abbiamo fatto.

La domenica seguente, proprio mentre la riunione sacramentale volgeva al termine, prima di potermi alzare sono stata circondata dalle giovani donne del rione, giovani donne che mi avrebbero aiutato a cambiare la mia vita.

Friends

Illustrazione di Alberto Ruggieri

All’improvviso sono entrata in un mondo completamente diverso, un mondo con un vescovo e una presidentessa delle Giovani Donne che si interessavano a me e, soprattutto, giovani donne che cercavano di vivere il Vangelo ogni giorno, che si sforzavano di osservare norme elevate e di difendere ciò che è giusto. Risplendevano così tanto da riuscire a illuminare il cammino davanti a me.

È stato allora che ho capito cosa dovevo fare: far risplendere la mia luce nel cospetto degli uomini, affinché vedessero le mie buone opere e glorificassero il Padre mio che è nei cieli (vedere Matteo 5:16). Così, ho cominciato ad andare in chiesa e alle attività congiunte ogni settimana, a leggere Il Libro di Mormon e a pregare ogni giorno, a vestirmi con modestia, a usare un linguaggio migliore, ad andare al tempio e a prepararmi per ricevere la mia benedizione patriarcale.

Ero cambiata completamente, ma non me sono accorta fino al campeggio delle Giovani Donne, quando ho sentito lo Spirito Santo e ho scoperto di avere una testimonianza, una testimonianza che mi ricordava che Dio mi ama, che ha un piano per me e non vuole che io sia sola. Una testimonianza così brillante e forte che mi ha cambiato. Una testimonianza da condividere e per illuminare non solo il mio cammino, ma anche quello degli altri. Una testimonianza che non ha paura di brillare nel buio.