Ciò che la storia del Natale ci insegna in merito al ministero
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    Principi per il ministero

    Ciò che la storia del Natale ci insegna in merito al ministero

    “Questo dell’anno è il tempo più bel; siamo a Natale, gioisce anche il ciel. Senti la storia del buon Gesù che come un bimbo è sceso quaggiù” (“Canto della Natività”, Innario dei bambini, 32).

    angel appearing to shepherds

    Good Tidings of Great Joy (The Angel Appears to the Shepherds) [buone novelle di grande gioia (l’angelo appare ai pastori)], di Walter Rane

    Il Natale è un periodo meraviglioso: pecore, pastori, mangiatoie e stelle d’improvviso assumono un nuovo significato. Diventano elementi fondamentali nella narrazione di uno degli eventi più importanti nella storia umana: la nascita di Gesù Cristo. Molte famiglie fanno il presepe in casa. Per altre è importante leggere la storia della Sua nascita o prendere parte a una rappresentazione. Come tutte le storie riguardanti Cristo, quella della Sua nascita ci fornisce molte lezioni sul ministero e su come condividere la Sua luce per illuminare il mondo. Il presidente Henry B. Eyring, secondo consigliere della Prima Presidenza, ha detto: “La storia del Natale è una storia d’amore. […]

    Nelle storie della nascita di Cristo possiamo vedere e sentire chi Egli fu ed è. Ciò allevia il nostro fardello lungo la via e ci porta a dimenticare noi stessi e ad alleviare il fardello degli altri”1.

    “Non v’era posto per loro nell’albergo” (Luca 2:7)

    Il locandiere non riuscì a trovare posto per il Salvatore, ma noi non dobbiamo fare quell’errore! Possiamo fare posto al Salvatore nel nostro cuore facendo posto per i fratelli e le sorelle alla nostra tavola, nella nostra casa e nelle nostre tradizioni. Molte tradizioni di famiglia possono essere rese più piacevoli e persino più memorabili se coinvolgiamo altre persone. Daiana e la sua famiglia hanno la tradizione di invitare qualcuno a trascorrere il Natale con loro. Ogni dicembre parlano e decidono chi vorrebbero invitare.2 Forse la vostra famiglia potrebbe iniziare una tradizione simile. Forse a qualcuno a cui ministrate farebbe piacere intonare i canti di Natale insieme alla vostra famiglia. Alla cena di Natale, potreste anche fare posto a qualcuno la cui famiglia è lontana.

    Quale modo migliore per celebrare il Salvatore che seguire il Suo esempio di inclusione? Ricordate che Egli invita “tutti […] a venire a lui e a prendere parte alla sua bontà; e non rifiuta nessuno che venga a lui, bianco o nero, schiavo o libero, maschio o femmina; ed egli si ricorda dei pagani; e tutti sono uguali dinanzi a Dio, sia i Giudei che i Gentili” (2 Nefi 26:33). Fate posto e favorite l’inclusione.

    “Or in quella medesima contrada v’eran de’ pastori che stavano ne’ campi e facean di notte la guardia al loro gregge” (Luca 2:8)

    Sembra appropriato che i pastori furono tra i primi ad accogliere il Salvatore in fasce. I profeti antichi hanno definito Gesù Cristo il “Pastore d’Israele” (Salmi 80:1) e il “Pastore su tutta la terra” (1 Nefi 13:41). Cristo stesso disse: “Io sono il buon pastore, e conosco le mie [pecore]” (Giovanni 10:14). Conoscere le nostre pecore e vegliare su di loro sono aspetti fondamentali dell’assistere e del ministrare alla maniera del Salvatore.

    Tra luci scintillanti e decorazioni elaborate, c’è molto da guardare durante il periodo natalizio. Ma forse la vera bellezza del periodo natalizio si può trovare quando ci ricordiamo di rivolgere la nostra attenzione su coloro a cui ministriamo e di vegliare sul nostro gregge. Vegliare potrebbe significare notare il dolce preferito di qualcuno o chiedere a qualcuno dei suoi programmi per le feste. Vegliamo quando vediamo e soddisfiamo le necessità altrui, sia quelle palesi sia quelle meno palesi.

    Quando perse all’improvviso suo marito Mick, Cheryl era distrutta. All’avvicinarsi del suo primo Natale senza di lui, la solitudine si fece più intensa. Grazie al cielo la sua sorella ministrante Shauna era lì. Durante le festività, Shauna e suo marito, Jim, invitarono Cheryl a molte gite. Notarono il cappotto consunto di Cheryl e decisero di fare qualcosa. Alcuni giorni prima di Natale, Shauna e Jim comprarono a Cheryl un regalo di Natale: un bel cappotto nuovo. Erano consapevoli della necessità materiale di Cheryl di avere un cappotto caldo, ma anche delle sue necessità emotive di avere conforto e compagnia. Si diedero da fare per soddisfare quelle necessità come meglio poterono e il loro fu un grande esempio di come anche noi possiamo vegliare sul nostro gregge.3

    “I pastori presero a dire tra loro: Passiamo fino a Betleem” (Luca 2:15)

    “Passiamo” è un invito entusiasmante! I pastori non pensarono che i loro amici fossero troppo stanchi per mettersi in viaggio. Non si misero in cammino in silenzio verso Betleem da soli. Con gioia presero a dire tra loro: andiamo ora!

    Anche se non siamo in grado di invitare i nostri amici a venire e vedere il Salvatore in fasce, possiamo invitarli a sentire lo spirito del Natale (ovvero lo spirito di Cristo) servendo insieme a noi. “La maniera per accrescere lo spirito del Natale consiste nell’aprirsi generosamente a chi ci circonda, donando noi stessi”, ha detto Bonnie L. Oscarson, ex presidentessa generale delle Giovani Donne.4 Immaginate di reggere una candela. Gli altri potrebbero sicuramente vedere la luce della vostra candela e trarne beneficio, ma immaginate il calore che potrebbero sentire se usaste la vostra candela per accendere la loro permettendogli di reggere la luce da soli.

    Cristo stesso ha insegnato che coloro che Lo seguono avranno la luce della vita (vedere Giovanni 8:12). Servire come Lui fece è un modo per seguirLo e godere di quella luce promessa. Quindi, condividete la luce invitando gli altri a servire insieme a voi! In che modo potete servire insieme a coloro a cui ministrate? Insieme potete cucinare il vostro cibo preferito o sorprendere qualcuno con un piccolo dono o un biglietto. Insieme potete sentire la luce che deriva dal seguire l’esempio di servizio di Cristo.

    Nativity scene

    Behold the Lamb of God [ecco l’Agnello di Dio], di Walter Rane.

    “Divulgarono ciò ch’era loro stato detto di quel bambino” (Luca 2:17)

    È facile immaginare la gioiosa emozione dei pastori mentre comunicavano l’incredibile notizia della nascita di Cristo a quante più persone potevano. Annunciato dagli angeli, il predetto Messia era arrivato! Era lì! In effetti, diffondere la buona notizia del Salvatore è un aspetto importante della storia della Natività. Gli angeli cantarono. La stella indicò la via. E i pastori diffusero la notizia.

    Possiamo unire la nostra voce alla storia del Natale condividendo la buona novella e rendendo testimonianza del Salvatore. “Quando avete il privilegio di rappresentare il Salvatore nel vostro impegno di ministrare, chiedetevi: ‘Come posso condividere la luce del Vangelo con questa persona o con questa famiglia?’”, ha insegnato la sorella Jean B. Bingham, presidentessa generale della Società di Soccorso. “Che cosa mi suggerisce di fare lo Spirito?”.5

    Ecco alcuni suggerimenti da prendere in considerazione mentre cercate di capire come condividere la vostra testimonianza del Salvatore e del Suo vangelo:

    • Trovate un passo delle Scritture che rispecchia i vostri sentimenti per il Salvatore o che esprime il motivo per cui Gli siete grati. Condividetelo con coloro a cui ministrate.

    • Mandate un SMS o un messaggio tramite i social media con un video di Natale. Ce ne sono di bellissimi su ChurchofJesusChrist.org!

    • Raccontate a un amico un ricordo o una tradizione speciale che vi fa pensare a Cristo.

    Abbiate fede che lo Spirito Santo attesterà la verità della vostra testimonianza, proprio come attestò a Simeone e Anna che il bambino Gesù era il Salvatore (vedere Luca 2:26, 38).

    “Per onorare veramente la venuta [di Gesù Cristo] nel mondo, dobbiamo fare ciò che Egli fece e guardare con occhio compassionevole e misericordioso il nostro prossimo”, ha detto l’anziano Dieter F. Uchtdorf del Quorum dei Dodici Apostoli. “Questo si può fare tutti i giorni, con la parola e con le opere. Lasciate che questa diventi la nostra tradizione di Natale, non importa dove siamo: essere un po’ più gentili, perdonare di più, giudicare meno, essere più grati e più generosi nel condividere la nostra abbondanza con coloro che hanno bisogno”.6