Solo e grato a Natale
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    Solo e grato a Natale

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    Illustrazione di Daria Kirpach

    Da ragazzino, il Natale era per me il periodo migliore dell’anno, non solo per i regali ma anche perché era un momento da trascorrere con le persone più importanti della mia vita, la mia famiglia.

    La famiglia è tutto per me, e negli anni le tradizioni natalizie sono sempre state un insieme meraviglioso di divertimento familiare che tuttora mi porta alla mente molti cari ricordi.

    Ma lo scorso Natale è stato diverso. Avevo un nuovo lavoro che richiedeva che fossi fuori città per Natale. Sino a quel momento, mi ero perso soltanto due volte il Natale in famiglia: in entrambi i casi perché ero in missione. Ero triste e nostalgico ancor prima di partire per il mio viaggio d’affari. Per tutto il giorno di Natale ho pensato: “Che spreco!”. Nessun lavoro poteva valere quel sacrificio!

    Decisi di guardare un film alla televisione della mia stanza d’albergo. Nel film, uno dei protagonisti spiegò quanto sia importante ringraziare. Non era una parte importante del film né una scena particolarmente commovente, ma niente avrebbe potuto colpirmi di più.

    In quel momento mi resi conto che, nel giorno di Natale, non mi ero mai inginocchiato per ringraziare il Padre Celeste del dono di Suo Figlio Gesù Cristo. In tutti gli anni in cui avevo celebrato il Natale, mi ero davvero concentrato solo sulla mia famiglia, sui regali e sui giochi. Nonostante i migliori sforzi dei miei genitori e dei miei nonni per insegnarmi, non avevo mai apprezzato pienamente l’importanza che il Salvatore ha per il Natale. Con la mia famiglia leggevamo nelle Scritture la storia della Sua nascita, ma non avevo mai pensato troppo al significato della Sua nascita a Natale.

    Gli occhi mi si riempirono di lacrime mentre pregavo il Padre Celeste. Lo ringraziai per il sacrificio che fece mandando il Suo Figlio Unigenito sulla terra e per la meravigliosa vita di sacrificio e di gentilezza di Suo Figlio. Il fatto che fossi solo e lontano dalla mia famiglia il giorno di Natale mi rendeva comunque triste, ma permise al Padre Celeste di insegnarmi una lezione che non avrei mai imparato se fossi stato circondato dalla mia famiglia: il Salvatore è la ragione per cui potevo avere una famiglia!

    Sono grato che stare solo a Natale mi abbia aiutato a comprendere un po’ meglio il dono amorevole e infinito del Padre Celeste: Suo Figlio.