Gesù Cristo: la fonte della gioia duratura
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    Gesù Cristo: la fonte della gioia duratura

    Tratto dal discorso “That They Might Have Joy”, tenuto il 4 dicembre 2018 presso la Brigham Young University.

    Ogni membro della Chiesa restaurata del Signore che si sta sforzando di ricordare e rispettare le sacre alleanze e di obbedire ai comandamenti può ricevere il dono della gioia duratura.

    Nativity scene

    Nativity [Natività], di Michael Malm

    Recentemente ho partecipato a una riunione di testimonianza spiritualmente possente e ho ascoltato con attenzione le parole di una devota sorella: “Provo grande gioia a motivo del piano di salvezza del Padre”.

    È stato subito ovvio per me che questa donna non stava semplicemente ripetendo parole familiari. La luce che brillava nei suoi occhi, il tono di dignità spirituale della sua voce, il suo aspetto luminoso e pacifico — ogni cosa di lei confermava la veridicità delle sue parole. Era ricolma di gioia. Emanava gioia. Invero, stava diventando più simile al Salvatore e stava ricevendo la Sua immagine sul suo volto (vedere Alma 5:14), che in parte significa diventare gioiosi.

    La sua espressione di fede mi ha fatto ricordare le parole di alcuni inni molto conosciuti:

    Ma chi ha fede salda nel Vangel

    con noi la gioia troverà.1

    Santi, venite senza alcun timor,

    lieto è il cammin. […]

    Le vane cure abbandoniam

    se gioia pura aver vogliam.

    Allora sì, noi canterem:

    “Tutto ben, tutto ben!”.2

    Qual gioia è ciò per il mio cuor:

    Saper che vive il Redentor.3

    E in questo periodo natalizio canteremo:

    “Liete notizie di grande gioia porto

    a te e a tutta l’umanità”.4

    E

    Gioisca il mondo, Ei nascerà;

    la terra avrà il suo Re! […]

    La gioia della fé,

    La gioia della fé,

    La grande gioia della fé.5

    Da quando è divenuto presidente della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, il presidente Russell M. Nelson ha spesso rivolto alle persone del mondo un invito che contiene la promessa della gioia: “Il nostro messaggio al mondo è semplice e sincero: invitiamo tutti i figli di Dio da entrambi i lati del velo a venire al loro Salvatore, a ricevere le benedizioni del santo tempio, ad avere gioia duratura e a qualificarsi per la vita eterna”6.

    Christ reaching out

    He Healed Them All [li guarì tutti], di Michael Malm

    Che cos’è esattamente questa gioia di cui cantiamo e che insegniamo e abbiamo il dovere di offrire a tutta l’umanità? Come si ottiene? Analizziamo insieme la risposta a queste due importanti domande.

    Che cos’è la gioia?

    Secondo il dizionario, la gioia è “un sentimento di grande piacere [o] felicità”7. A confronto, la Guida alle Scritture descrive la gioia come una “condizione di grande felicità che scaturisce dal retto vivere”8. È interessante notare che la nostra prospettiva evangelica ci aiuta a comprendere che la gioia è più di un sentimento o un’emozione effimeri; è invece un dono spirituale e una condizione dell’essere e del divenire. Per questa ragione ho descritto la sorella che portò testimonianza come radiosa e ricolma di gioia.

    Lehi, padre saggio e amorevole, insegnò ai suoi figli che lo scopo ultimo della vita mortale è che tutti provino gioia.

    “Ma ecco, tutte le cose sono state fatte secondo la saggezza di Colui che conosce tutte le cose.

    Adamo cadde affinché gli uomini potessero essere; e gli uomini sono affinché possano provare gioia” (2 Nefi 2:24–25).

    Adamo ed Eva riassunsero la lezione fondamentale che avevano appreso dal Padre Eterno e dalla propria esperienza. Adamo dichiarò: “Benedetto sia il nome di Dio, poiché a motivo della mia trasgressione i miei occhi sono aperti, e in questa vita avrò gioia, e di nuovo nella carne vedrò Dio” (Mosè 5:10; enfasi aggiunta).

    Ed Eva disse: “Se non fosse stato per la nostra trasgressione, non avremmo mai avuto una posterità e non avremmo mai conosciuto il bene e il male, e la gioia della nostra redenzione, e la vita eterna che Dio dà a tutti gli obbedienti” [Mosè 5:11; enfasi aggiunta).

    Il piano di felicità del Padre permette ai Suoi figli di ottenere un corpo fisico e un’esperienza terrena, di scegliere la rettitudine in presenza del male e della tentazione, e di assistere il Padre Celeste nel Suo grande piano contraendo matrimoni retti e diventando genitori.9 Alla fine, al momento della nostra risurrezione, “lo spirito e il corpo si [dovranno] unire per non essere più divisi, per poter ricevere una pienezza di gioia” (Dottrina e Alleanze 138:17; enfasi aggiunta).

    Come si ottiene la gioia?

    Credo che il contrasto tra la gioia retta e il divertimento del mondo sia istruttivo e ci aiuti a comprendere meglio la natura della vera gioia. La gioia deriva dall’esercitare la fede nel Signore Gesù Cristo, dal ricevere degnamente e rispettare fedelmente le ordinanze e alleanze sacre, e dal cercare di divenire profondamente convertiti al Salvatore e ai Suoi scopi. Il divertimento è il risultato dell’“intrattenimento”, di un’“azione o un discorso faceto e vivace”, ovvero una piacevole distrazione.10 Un giorno sulle attrazioni di Disneyland è divertente. Prepararsi per l’ordinanza del sacramento e prendervi parte degnamente è gioioso.

    La gioia è principalmente spirituale; il divertimento è principalmente temporale. La gioia è principalmente duratura; il divertimento è principalmente effimero. La gioia è principalmente profonda e intensa; il divertimento è principalmente superficiale. La gioia è principalmente totale e completa; il divertimento è principalmente limitato. La gioia principalmente appartiene alla vita terrena e all’eternità; il divertimento appartiene solo alla vita terrena.

    Quanto è importante che noi non confondiamo o barattiamo mai la gioia duratura e profonda di un discepolato devoto con il divertimento effimero e superficiale!

    Il Redentore è la fonte suprema e unica della gioia duratura ed eterna. Il profeta Giacobbe rese questa testimonianza: “Ma ecco, i giusti, i santi del Santo d’Israele, coloro che hanno creduto nel Santo d’Israele, coloro che hanno sopportato le croci del mondo e che ne hanno disprezzato l’onta, essi erediteranno il regno di Dio, che fu preparato per loro fin dalla fondazione del mondo, e la loro gioia sarà completa per sempre” (2 Nefi 9:18; enfasi aggiunta).

    La vera fonte della gioia

    Grazie al piano del Padre Celeste e all’Espiazione del Salvatore, il pentimento sincero ci porta a rivolgerci e ad affidarci a Gesù Cristo, la vera fonte della gioia. Prestate attenzione a come il popolo di re Beniamino reagì ai suoi insegnamenti relativi all’Espiazione del Salvatore:

    “Ed ora avvenne che quando re Beniamino ebbe cessato di dire le parole che gli erano state comunicate dall’angelo del Signore, egli gettò gli occhi tutt’intorno sulla moltitudine, ed ecco erano caduti a terra, poiché il timore del Signore era sceso su di loro.

    Ed essi si erano visti nel loro stato carnale, inferiore perfino alla polvere della terra. Ed essi tutti gridarono forte, con voce unanime, dicendo: Oh, abbi misericordia, e applica il sangue espiatorio di Cristo affinché possiamo ricevere il perdono dei nostri peccati e il nostro cuore possa essere purificato; poiché noi crediamo in Gesù Cristo, il Figlio di Dio, che creò il cielo e la terra e tutte le cose, che scenderà fra i figlioli degli uomini.

    E avvenne che dopo che ebbero pronunciato queste parole lo Spirito del Signore scese su di loro, e furono riempiti di gioia, avendo ricevuto la remissione dei loro peccati e avendo la coscienza in pace a motivo della grandissima fede ch’essi avevano in Gesù Cristo che sarebbe venuto, secondo le parole che re Beniamino aveva detto loro” (Mosia 4:1–3; enfasi aggiunta).

    Grazie al piano del Padre Celeste e all’Espiazione del Salvatore, l’obbedienza ci porta a seguire Gesù Cristo, la vera fonte della gioia. Il Salvatore ha dichiarato ai Suoi discepoli:

    “Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore; com’io ho osservato i comandamenti del Padre mio, e dimoro nel suo amore.

    Queste cose vi ho detto, affinché la mia allegrezza dimori in voi, e la vostra allegrezza sia resa completa” (Giovanni 15:10–11; enfasi aggiunta).

    “E nessuno riceve una pienezza a meno che non rispetti i suoi comandamenti.

    Colui che rispetta i suoi comandamenti riceve verità e luce, fino a che sia glorificato nella verità e conosca ogni cosa” (DeA 93:27–28).

    Grazie al piano del Padre Celeste e all’Espiazione del Salvatore, il servizio ci porta a emulare il carattere di Gesù Cristo, la vera fonte della gioia. Di recente ho letto una dichiarazione di Kevin J Worthen, presidente della Brigham Young University, in merito alla gioia profonda. Egli ha detto: “Sono giunto alla conclusione che una misura del nostro progresso eterno consiste in quanta gioia otteniamo dal servizio”11.

    Alma il Giovane disse a suo figlio Helaman: “Ho lavorato senza posa per portare le anime al pentimento, per portarle a gustare l’immensa gioia che io avevo gustato, affinché anch’esse potessero nascere da Dio, ed essere riempite dello Spirito Santo” (Alma 36:24; enfasi aggiunta).

    Ricordatevi della gioia di Ammon quando raccontò della sua opera missionaria tra i Lamaniti:

    “Ecco, la mia gioia è completa, sì, il mio cuore è colmo di gioia, e gioirò nel mio Dio. […]

    Ecco, quante migliaia dei nostri fratelli egli ha sciolto dalle pene dell’inferno; ed essi sono portati a cantare l’amore che redime, e questo a motivo del potere della sua parola che è in noi; dunque, non abbiamo grande ragione di gioire? […]

    Ora questa è la mia gioia e il mio grande ringraziamento; sì, e renderò grazie al mio Dio per sempre” (Alma 26:11, 13, 37; enfasi aggiunta).

    Portrait of Christ

    No Harm Can Befall With My Comforter Near [nessun male può capitarmi con il Consolatore vicino], di Michael Malm

    Grazie al piano del Padre Celeste e all’Espiazione del Salvatore, le prove e le afflizioni ci portano a levare gli occhi verso l’alto (vedere Isaia 40:26; Salmi 123:1–2) a Gesù Cristo, la vera fonte della gioia. La prospettiva preziosa offerta dal vangelo restaurato ci permette di apprendere le lezioni che ci preparano per l’eternità attraverso le avversità della vita terrena. Le nostre sofferenze e sventure possono essere “sopraffatte dalla gioia di Cristo” (Alma 31:38) e consacrate per il nostro profitto (vedere 2 Nefi 2:2), “affinché la [nostra] opera possa essere per il benessere della [nostra] anima” (2 Nefi 32:9). Quindi, grazie alla nostra conoscenza del piano del Padre e dell’Espiazione del Salvatore, la gioia perdura nei momenti e nelle esperienze che possono essere sia belli che brutti.

    La fede nel Signore Gesù Cristo, il pentimento, l’obbedienza, il servizio e la prospettiva evangelica delle prove che affrontiamo nella vita terrena, tutto ci porta a venire alla fonte della gioia duratura, ossia Gesù Cristo. Vi invito a individuare, studiare e meditare con l’aiuto della preghiera altri principi che ci permettono di ricevere l’importante dono spirituale della gioia.

    Una promessa gioiosa

    La gioia duratura non è una benedizione riservata a pochi eletti. Al contrario, ogni membro della Chiesa restaurata del Signore che si sta sforzando di ricordare e rispettare le sacre alleanze e di obbedire ai comandamenti può ricevere questo dono, secondo il volere e i tempi di Dio. In questo periodo natalizio, possa ciascuno di noi adoperarsi per apprezzare più pienamente il dono celeste della gioia. Nel farlo, mi auguro che potremo iniziare a vedere con occhi nuovi e ad ascoltare con orecchie nuove mentre “al mondo intero annuncerem” la “grande gioia della fé” e che “è nato il Salvator”12.

    Dichiaro con gioia la mia sicura testimonianza della realtà vivente e della divinità del Signore Gesù Cristo.