Studio di Dottrina e Alleanze
Lettere sul battesimo per i morti

“Lettere sul battesimo per i morti”, Rivelazioni nel contesto (2016)

“Lettere sul battesimo per i morti”, Rivelazioni nel contesto

Lettere sul battesimo per i morti

DeA 127, 128

Quando restaurò, tramite Joseph Smith, la dottrina della redenzione dei morti attraverso la celebrazione di battesimi per procura, il Signore rispose a domande secolari e soddisfò aneliti profondi. Per secoli, i cristiani avevano discusso in merito a cosa sarebbe successo dopo questa vita agli innumerevoli milioni di persone vissute senza conoscere il vangelo di Gesù Cristo. Joseph Smith stesso era tormentato riguardo al destino del suo amato fratello Alvin, un cristiano onesto, ma non battezzato.

Nel gennaio 1836, Joseph Smith ebbe una visione del regno celeste nella quale imparò che non sarebbero state negate le ricompense supreme nella vita a venire a chi — come suo fratello Alvin — non aveva ricevuto la pienezza del Vangelo in questa vita, ma che l’avrebbe accettata se ne avesse avuto la possibilità. Con questa visione, il Signore cominciò gradualmente a rivelare a Joseph Smith e ai suoi successori le dottrine e le pratiche inerenti al battesimo per i morti. Questo fu un processo che richiese diversi anni.

La visione di Joseph Smith attestava la misericordia di Dio, ma non era del tutto chiaro se il requisito scritturale del battesimo sarebbe stato sospeso per Alvin e per altri come lui, oppure se sarebbe stato adempiuto in qualche altro modo. Alcuni Santi degli Ultimi Giorni si resero conto di questa loro mancanza di conoscenza. Joseph Fielding Smith, ad esempio, “pensò molto all’argomento della redenzione di coloro che morirono sotto l’alleanza infranta” e ipotizzò che “coloro che ricevono il sacerdozio in questi ultimi giorni, forse, li battezzeranno alla venuta del Salvatore”1.

Ma al funerale di Seymour Brunson, tenutosi il 15 agosto 1840, Joseph Smith insegnò il principio secondo cui gli uomini e le donne sulla terra possono agire per i propri parenti deceduti e adempiere al posto loro al requisito del battesimo. I Santi accolsero questa opportunità con gioia e cominciarono quasi immediatamente ad essere battezzati per i loro cari defunti nei fiumi e nei corsi d’acqua nei pressi di Nauvoo.

Successivamente, nel gennaio del 1841, Joseph Smith ricevette un’importante rivelazione che non solo ordinò la costruzione di un tempio a Nauvoo, ma legò per sempre i templi all’ordinanza del battesimo per i morti: “Poiché non v’è sulla terra un fonte battesimale in cui essi, i miei santi, possano essere battezzati per coloro che sono morti — Poiché questa ordinanza appartiene alla mia casa”2. I santi di Nauvoo affrettarono i lavori di costruzione del tempio e, nel novembre 1841, il piano seminterrato era già completato ed era stato costruito un fonte battesimale idoneo in legno.

Lettere sul battesimo per i morti

Ulteriori istruzioni e chiarimenti su questa nuova pratica sarebbero arrivati in seguito. Nell’agosto 1842, Joseph Smith fu accusato di essere complice nel tentato omicidio di Lilburn W. Boggs, ex governatore del Missouri. Per evitare l’arresto, egli rimase nascosto per circa tre mesi a casa di amici fidati. Wilford Woodruff scrisse nel suo diario che sebbene “Joseph [fosse] stato privato del privilegio di mostrarsi apertamente”, comunque “il Signore [era] con lui così come fu con Giovanni sull’Isola di Patmo”, lasciando intendere che Joseph aveva avuto manifestazioni spirituali durante la sua assenza dalla vita pubblica.3

Il 31 agosto, Joseph Smith fece una breve apparizione per parlare a un piccolo raduno di membri della Società di Soccorso Femminile e condivise, per la prima volta di cui si abbia notizia, ciò che aveva appreso nelle settimane precedenti: “Tutte le persone battezzate per i morti devono avere presente uno scrivano, affinché egli possa fungere da testimone oculare per registrare e attestare la verità e la validità di questo documento. Nel Grande consiglio sarà necessario che queste cose vengano attestate”.4

Il giorno seguente, egli iniziò a redigere una lettera rivolta alla Chiesa che sarebbe poi diventata Dottrina e Alleanze 127. In questa lettera, Joseph Smith spiegava la sua assenza dovuta alle accuse mosse contro di lui e rassicurava i santi scrivendo: “Quando la tempesta sarà completamente passata, tornerò nuovamente da voi”. Disse che il Signore gli aveva rivelato la necessità di uno scrivano che presenziasse ai battesimi celebrati per i defunti, spiegandone il motivo: “Affinché tutte le vostre registrazioni possano essere registrate in cielo […] E ancora, che tutti i registri siano tenuti in ordine, affinché possano essere posti negli archivi del mio santo tempio, per essere tenuti in ricordo di generazione in generazione, dice il Signore degli Eserciti”5.

Egli concluse la sua epistola esprimendo il desiderio di parlare “di questo argomento dal pulpito”, ma avrebbe dovuto accontentarsi di “mandare per posta” la parola del Signore. Di conseguenza, fece in modo che Erastus Derby consegnasse la lettera a William Clayton quella domenica, il 4 settembre, “perché [fosse] letta dai santi riuniti presso il bosco”. Il diario di Joseph riporta con soddisfazione quanto segue: “Quando questa lettera fu letta dinanzi ai fratelli, rallegrò il loro cuore e, evidentemente, ebbe l’effetto di motivarli e ispirarli con il coraggio e la fedeltà”6.

Il 7 settembre, Joseph Smith dettò una seconda lettera sullo stesso argomento, “che egli richiese fosse letta la domenica successiva”, l’11 settembre. Questa seconda lettera si trova ora in Dottrina e Alleanze 128. In questa epistola, il Profeta presentò una proposta più dettagliata relativa alla tenuta dei registri, richiedendo la presenza di testimoni, di uno scrivano in ciascuno dei dieci rioni di Nauvoo e di un archivista generale che avrebbe inserito tutti i registri di rione in un “registro generale della chiesa”7.

Joseph allora offrì una spiegazione lunga scrittura per la pratica dei battesimi per i morti e la necessità di un recorder del. Egli insegnò che le ordinanze per i defunti creavano legami necessari ed eterni tra le generazioni: “La terra sarà colpita con una maledizione a meno che non vi sia un legame di un qualche tipo tra i padri e i figli, su un qualche argomento; ed ecco, qual è questo argomento? È il battesimo per i morti. Poiché noi senza di loro non possiamo essere resi perfetti, né possono loro essere resi perfetti senza di noi”8.

Concluse con questa stimolante e ben nota esortazione: “Fratelli, non persevereremo in una così grande causa? Andate avanti, non indietro. Coraggio fratelli, e avanti, avanti fino alla vittoria! Che il vostro cuore gioisca e sia estremamente lieto. Che la terra prorompa in canti. Che i morti esclamino inni di eterna lode al Re Emmanuele, che ordinò, prima che fosse il mondo, ciò che ci avrebbe messo in grado di redimerli dalla loro prigione, poiché i prigionieri saranno liberati […] Presentiamo nel suo santo tempio, quando sarà finito, un libro contenente le registrazioni dei nostri morti che sia degno d’essere pienamente accettato”9.

Queste due epistole di Joseph Smith furono canonizzate nel 1844 e hanno fatto parte di Dottrina e Alleanze sin da allora. I santi seguirono minuziosamente le istruzioni fornite in queste lettere e furono chiamati degli scrivani per ciascun rione. Gli scrivani utilizzavano un certificato o modulo comune per registrare i battesimi: “Dichiaro che il giorno della data qui indicata, vidi e udii i seguenti battesimi avere luogo nel fonte della Casa del Signore nella Città di Nauvoo, Illinois; ovvero [vuoto] e che [vuoto] e [vuoto] erano presenti come testimoni di detti battesimi, e anche che detto registro è stato redatto da me ed è veritiero”10.

“Linea su linea”

Dopo la morte di Joseph Smith nel giugno 1844, Brigham Young assunse la guida della Chiesa quale presidente del Quorum dei Dodici Apostoli. Durante l’inverno del 1844-45, egli introdusse un ulteriore miglioria alla pratica dei battesimi per i morti e spiegò questo sviluppo durante la conferenza di aprile 1845.

Nella fretta di amministrare questa ordinanza per i propri cari, i santi avevano celebrato i battesimi senza riguardo per il genere: gli uomini erano stati battezzati in vece di donne e le donne in vece di uomini. Da quel momento in poi, Young insegnò che i santi “non [avrebbero mai visto] un uomo essere battezzato al posto di una donna, né una donna al posto di un uomo”. Perché, allora, era stato permesso che tale pratica persistesse? “Quando un essere infinito dà una legge alle sue creature finite, deve abbassarsi al livello della capacità di coloro i quali ricevono la sua legge; quando fu data la dottrina del battesimo per i morti per la prima volta, questa chiesa era appena agli inizi […] Il Signore ha sempre guidato questo popolo in questo modo, dando loro qui un poco e là un poco; così Egli accresce la loro saggezza, e colui che riceve un poco ed è grato per questo riceverà di più”.

Alludendo alle lettere di Joseph Smith, Young spiegò: “Quando fu rivelato per la prima volta, non era noto tutto il suo ordine, ma fu reso noto in seguito che erano necessari registri, scrivani e uno o più testimoni, altrimenti non [avrebbero avuto] alcun valore per i santi”. Egli concluse dicendo: “Joseph Smith, durante la sua vita, non ricevette ogni cosa relativa alla dottrina della redenzione, ma ha lasciato la chiave nelle mani di coloro che sanno come ottenere e insegnare a questo grande popolo tutto ciò che è necessario per la sua salvezza ed esaltazione nel regno celeste del nostro Dio”11.