2010–2019
Le necessità sotto i nostri occhi

Le necessità sotto i nostri occhi

Alcune delle necessità più importanti che possiamo soddisfare sono all’interno della nostra stessa famiglia, tra i nostri amici, nel nostro rione e nella nostra comunità.

Di recente abbiamo assistito a un vasto numero di disastri naturali: in Messico, negli Stati Uniti, in Asia, nei Caraibi e in Africa. Questi eventi hanno tirato fuori il meglio dalle persone quando a migliaia si sono fatte avanti per aiutare chi è in pericolo o versa nel bisogno e chi ha subito delle perdite. Mi ha emozionato vedere delle giovani donne in Texas e in Florida che, con molti altri, hanno indossato le magliette gialle di Mani che aiutano e stanno ancora dando una mano a ripulire le case dai detriti lasciati dagli ultimi uragani. Se non fosse per la distanza, molte altre migliaia di persone sarebbero felici di recarsi nei luoghi in cui vi è bisogno. In alternativa, avete fatto donazioni generose per alleviare la sofferenza. La vostra generosità e la vostra compassione sono fonte d’ispirazione e rispecchiano Cristo.

Oggi voglio menzionare un aspetto del servizio che ritengo essere importante per tutti, a prescindere da dove viviamo. Per chi di noi ha guardato inerme le notizie dei recenti eventi senza sapere cosa fare, la risposta, in realtà, potrebbe essere proprio davanti ai nostri occhi.

Il Salvatore ha insegnato: “Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la propria vita per me, esso la salverà”1. Il presidente Thomas S. Monson ha commentato questo versetto spiegando: “Credo che il Salvatore ci stia dicendo che, a meno che non perdiamo noi stessi nel servire gli altri, la nostra vita avrà ben poco valore. Coloro che vivono solo per se stessi alla fine riducono il loro spirito e, metaforicamente, perdono la loro vita, mentre quelli che perdono se stessi nel servizio reso agli altri crescono e fioriscono, e di conseguenza salvano la propria vita”2.

Viviamo in una cultura che ci porta a concentrarci sempre di più sul piccolissimo schermo tra le nostre mani invece che sulle persone che ci circondano. Abbiamo sostituito con gli sms e i tweet il guardare qualcuno negli occhi e il sorridere o, ancora più raro, l’avere conversazioni faccia a faccia. Spesso siamo più preoccupati di quanti “follower” o “Mi piace” abbiamo che di mettere il braccio intorno alle spalle di un amico per dimostrare affetto, preoccupazione e interesse tangibile. Per quanto possa essere meravigliosa la tecnologia moderna nel diffondere il messaggio del vangelo di Gesù Cristo e nell’aiutarci a rimanere in contatto con familiari e amici, se non stiamo attenti al modo in cui usiamo i nostri dispositivi personali, anche noi possiamo iniziare a concentrarci su noi stessi e dimenticare che il servizio è l’essenza del vivere il Vangelo.

Nutro un profondo affetto e una grande fiducia per quelli di voi che sono adolescenti o giovani adulti. Ho visto e sentito il vostro desiderio di servire e di fare la differenza nel mondo. Credo che la maggior parte dei membri consideri il servizio il cardine delle proprie alleanze e del proprio discepolato. Tuttavia, ritengo anche che a volte sia facile perdere alcune delle opportunità più importanti di servire gli altri perché siamo distratti o perché siamo alla ricerca di modi ambiziosi per cambiare il mondo, e non vediamo che alcune delle necessità più importanti che possiamo soddisfare sono all’interno della nostra stessa famiglia, tra i nostri amici, nel nostro rione e nella nostra comunità. Ci commuoviamo quando assistiamo alla sofferenza e al grande stato di necessità che affrontano coloro che sono dall’altra parte del mondo; forse, però, non riusciamo a vedere che la persona seduta accanto a noi in classe ha bisogno della nostra amicizia.

La sorella Linda K. Burton ha raccontato la storia di una presidentessa della Società di Soccorso di palo che, collaborando con altri, ha raccolto coperte per i bisognosi durante gli anni ’90. “Lei e la figlia guidarono un camion pieno di coperte da Londra al Kosovo. Durante il tragitto verso casa, ricevette un’inequivocabile impressione spirituale che le penetrò profondamente nel cuore. L’impressione era questa: ‘Quello che tu hai fatto è una cosa molto buona. Ora va’ a casa, attraversa la strada e servi il tuo prossimo!’”.3

A che cosa serve salvare il mondo se trascuriamo i bisogni di chi ci è più vicino e di chi amiamo di più? Che valore c’è nell’aggiustare il mondo se le persone che ci circondano stanno cadendo a pezzi e noi non lo notiamo? Il Padre Celeste potrebbe avere messo più vicino a noi coloro che hanno bisogno del nostro aiuto, sapendo che noi siamo i più adatti a soddisfare le loro necessità.

Tutti possono trovare dei modi per offrire atti di servizio cristiano. La mia consigliera, la sorella Carol F. McConkie, mi ha raccontato di recente che Sarah, la sua nipotina di dieci anni, ha deciso da sola di dare una mano quando si è resa conto che la sua mamma era malata. Ha svegliato la sorellina, l’ha aiutata a vestirsi, a lavarsi i denti, a pettinarsi e a fare colazione, cosicché sua madre potesse riposare. Ha offerto silenziosamente questo piccolo atto di servizio senza che nessuno glielo chiedesse perché ha visto che vi era un bisogno e lei desiderava aiutare. Sarah non è stata solo una benedizione per sua madre, ma sono sicura che ella abbia provato anche gioia nel sapere di aver alleviato il fardello di qualcuno che ama e di avere rafforzato nel frattempo il rapporto con sua sorella. Il presidente James E. Faust disse: “Si può cominciare a servire il prossimo a qualsiasi età. […] Non è necessario operare su grande scala, e il più nobile è [il servizio reso] nell’ambito della famiglia”4.

Voi, figli, vi rendete conto di quanto sia importante per i vostri genitori e per i vostri familiari quando cercate dei modi per servire in casa? Per voi che siete adolescenti, rafforzare e servire i vostri familiari dovrebbe essere tra le vostre più grandi priorità mentre cercate modi per cambiare il mondo. Essere gentili e preoccuparsi per i vostri fratelli e per i vostri genitori contribuisce a creare un’atmosfera di unità e invita lo Spirito nella casa. Per cambiare il mondo occorre cominciare dal rafforzare la vostra famiglia.

Un’altra area su cui concentrare il nostro servizio può essere il nostro rione. Di tanto in tanto i nostri figli ci chiedevano: “Perché devo andare alle attività congiunte? Non ne traggo alcun beneficio!”.

Se riuscivo a creare un buon momento educativo, rispondevo: “Che cosa ti fa pensare che il motivo per cui vai alle attività congiunte è perché tu possa trarne beneficio?”.

Miei giovani amici, posso garantire che a qualsiasi riunione della Chiesa a cui partecipate ci sarà sempre qualcuno che è solo, che sta attraversando delle difficoltà e ha bisogno di un amico, o che si sente escluso. Voi avete un contributo importante da dare a tutte le riunioni o attività, e il Signore desidera che vi guardiate attorno, tra i vostri coetanei, e vi prendiate cura di loro come farebbe Lui.

L’anziano D. Todd Christofferson ha insegnato: “Non si può raggiungere questo obiettivo isolandosi dagli altri; pertanto, uno dei motivi principali per cui il Signore ha una chiesa è quello di creare una comunità di santi che si sostengano a vicenda lungo il ‘sentiero stretto e angusto che conduce alla vita eterna’”. Continua dicendo: “Questa religione non è interessata unicamente al singolo individuo; piuttosto, siamo tutti chiamati a servire. Noi siamo gli occhi, le mani, il capo, i piedi e le altre membra del corpo di Cristo”.5

È vero che noi partecipiamo alle riunioni settimanali della Chiesa per prender parte alle ordinanze, per imparare la dottrina e per essere ispirati; tuttavia, un altro motivo molto importante per cui lo facciamo è che, come rione e come discepoli del Salvatore Gesù Cristo, vegliamo gli uni sugli altri, ci incoraggiamo reciprocamente e troviamo dei modi per servirci e rafforzarci a vicenda. Non siamo in chiesa solo per ricevere e prendere ciò che viene lì offerto, dobbiamo anche dare e provvedere. Giovani donne e giovani uomini, la prossima volta che siete a un’attività congiunta, invece di prendere il telefono per vedere cosa stanno facendo i vostri amici, fermatevi, guardatevi intorno e chiedetevi: “Chi ha bisogno di me oggi?”. Potreste essere la chiave per porgere la mano e influenzare la vita di un coetaneo oppure per incoraggiare un amico che sta vivendo in silenzio un momento difficile.

Chiedete al vostro Padre Celeste di mostrarvi coloro che attorno a voi hanno bisogno del vostro aiuto e di ispirarvi a capire il modo migliore per servirli. Ricordate che molto spesso il Salvatore si prese cura di una persona alla volta.

Nostro nipote Ethan ha diciassette anni. Quest’estate mi ha commosso quando mi ha detto che, ispirato dall’esempio di sua madre, prega ogni giorno per avere un’opportunità di servire qualcuno. Mentre trascorrevamo del tempo con la sua famiglia, ho osservato come Ethan tratta suo fratello e le sue sorelle con pazienza, amore e gentilezza, aiuta i suoi genitori e cerca modi per occuparsi degli altri. Sono colpita dalla consapevolezza che ha delle persone che lo circondano e dal suo desiderio di servirle. Egli è un esempio per me. Agire come agisce Ethan — chiedendo al Signore di aiutarci a trovare dei modi per servire — permetterà allo Spirito di aprirci gli occhi per vedere le necessità che esistono intorno a noi, per vedere “quella persona” che quel giorno ha bisogno di noi, e per sapere come prenderci cura di lei.

Oltre a servire la vostra famiglia e i membri del vostro rione, cercate opportunità di servire nel vostro quartiere e nella vostra comunità. Sebbene a volte ci venga chiesto di dare una mano a seguito di gravi disastri, nella vita quotidiana veniamo incoraggiati a cercare opportunità per risollevare e per aiutare i bisognosi nella nostra zona. Recentemente un presidente di area, che serve in una nazione con molte difficoltà materiali, mi ha insegnato che il miglior modo per aiutare i bisognosi in altre parti del mondo è pagare un’offerta di digiuno generosa, contribuire al fondo della Chiesa per gli aiuti umanitari e cercare dei modi per servire chi vive nella nostra comunità, a prescindere da dove abitiamo. Immaginate come sarebbe benedetto il mondo se tutti seguissero questo consiglio!

Fratelli e sorelle, e soprattutto voi giovani, se vi adopererete a diventare più simili al Salvatore Gesù Cristo e a osservare le vostre alleanze, continuerete a essere benedetti con il desiderio di alleviare la sofferenza e di aiutare chi è meno fortunato. Ricordate che alcune delle necessità maggiori potrebbero essere quelle di coloro che sono sotto i vostri occhi. Iniziate a servire nella vostra casa e all’interno della vostra famiglia. Queste sono relazioni che possono essere eterne. Anche se — e forse soprattutto se — la vostra situazione familiare non è proprio perfetta, potete trovare dei modi per servire, risollevare e rafforzare. Partite da dove siete, amate i vostri familiari così come sono, e preparatevi per la famiglia che volete avere in futuro.

Pregate per ricevere aiuto nel riconoscere chi nel vostro rione ha bisogno di amore e incoraggiamento. Invece di andare in chiesa chiedendovi: “Che beneficio trarrò da questa riunione?”, chiedetevi: “Chi ha bisogno di me oggi? Quale contributo posso dare?”.

Mentre benedite la vostra famiglia e i membri del vostro rione, cercate dei modi per benedire coloro che vivono nella vostra comunità. Non importa se avete tempo per dedicarvi a lunghi atti di servizio o se potete donare solo qualche ora ogni mese, il vostro impegno benedirà delle vite e benedirà anche voi in modi che non potete neanche immaginare.

Il presidente Spencer W. Kimball insegnò: “Dio è cosciente di noi, veglia su di noi. Ma di solito soddisfa le nostre esigenze mediante un’altra persona”6. Prego che ognuno di noi possa comprendere quale privilegio e quale benedizione sia partecipare all’adempimento dell’opera del nostro Padre Celeste soddisfacendo le necessità dei Suoi figli. Nel nome di Gesù Cristo. Amen.