2010–2019
Ottenere la fiducia del Signore e della vostra famiglia
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Ottenere la fiducia del Signore e della vostra famiglia

Gli uomini che hanno “integrità di cuore” sono uomini di cui ci si può fidare — perché la fiducia si basa sull’integrità.

Fratelli, forse non potremmo ricevere complimento più grande dal Signore del sapere che Egli si fida di noi perché ci considera degni detentori del sacerdozio e bravi mariti e padri.

Una cosa è certa: ottenere la fiducia del Signore è una benedizione che richiede un grande impegno da parte nostra. La fiducia è una benedizione che si basa sull’obbedienza alle leggi di Dio. Ottenere la fiducia del Signore è il risultato che deriva dal rimanere fedeli alle alleanze che abbiamo stretto nelle acque del battesimo e nel sacro tempio. Quando manteniamo le promesse che abbiamo fatto al Signore, la Sua fiducia in noi aumenta.

Amo le Scritture, sia antiche che moderne, che usano l’espressione “integrità di cuore” per descrivere il carattere di una persona retta.1 L’integrità, o la sua mancanza, è un elemento fondamentale del carattere di una persona. Gli uomini che hanno “integrità di cuore” sono uomini di cui ci si può fidare — perché la fiducia si basa sull’integrità.

Essere uomini integri significa semplicemente che le nostre intenzioni, così come le nostre azioni, sono pure e rette sotto ogni aspetto della nostra vita, sia pubblico che privato. Con ogni decisione che prendiamo, facciamo o crescere o diminuire la fiducia che il Signore ha in noi. Questo principio risulta forse più evidente nelle responsabilità che Dio ci ha affidato come mariti e come padri.

Come mariti e come padri abbiamo ricevuto dai profeti, veggenti e rivelatori dei nostri giorni un compito divino, spiegato nel documento “La famiglia – Un proclama al mondo”. Questo documento ci insegna che 1) “i padri devono presiedere alle loro famiglie con amore e rettitudine”, 2) i padri “hanno il dovere di provvedere alle necessità di vita” e 3) i padri hanno la responsabilità di proteggere le loro rispettive famiglie.2

Per ottenere la fiducia di Dio dobbiamo assolvere questi tre doveri divinamente stabiliti che abbiamo nei confronti della nostra famiglia, e dobbiamo farlo nella maniera del Signore. Come viene ulteriormente specificato nel proclama, la maniera del Signore è adempiere a queste responsabilità insieme alla propria moglie “come soci con eguali doveri”3. Per me ciò significa non prendere alcuna decisione importante nell’ambito di questi tre mandati senza una totale unità con la propria moglie.

La prima cosa da fare per guadagnare la fiducia del Signore è riporre la nostra fiducia in Lui. Il profeta Nefi incarnò esattamente questo tipo di impegno, quando esclamò: “O Signore, in te io ho confidato, e in te confiderò per sempre. Non porrò la mia fiducia nel braccio di carne”4. Nefi si era completamente impegnato a compiere la volontà del Signore. Oltre a dire che avrebbe fatto “le cose che il Signore ha comandato”, Nefi era determinato a mantenere il suo impegno di portare a termine i compiti ricevuti, come dimostra la sua dichiarazione: “Come il Signore vive e come noi viviamo, non scenderemo da nostro padre, nel deserto, finché non avremo compiuto ciò che il Signore ci ha comandato”5.

Poiché Nefi ripose per primo la sua fiducia in Dio, Dio ripose grande fiducia in lui. Il Signore gli accordò grandi profusioni dello Spirito, che benedissero la sua vita, quella della sua famiglia e quella del suo popolo. Poiché presiedette alla sua famiglia e al suo popolo con amore e rettitudine, poiché provvide alle loro necessità e li protesse, Nefi poté scrivere: “Vivemmo in maniera felice”6.

Volendo rappresentare anche il punto di vista di una donna su questo argomento, ho chiesto a due delle mie figlie sposate di aiutarmi. Le ho invitate a descrivere, in una o due frasi, l’importanza che riveste per loro la fiducia all’interno del loro matrimonio e della loro vita familiare. Ecco i pensieri di Lara Harris e Christina Hansen.

Cominciamo da Lara: “Una delle cose più importanti per me è sapere che anche quando mio marito è fuori casa, le sue scelte rispecchiano l’amore e il rispetto che ha per me. Potersi fidare l’uno dell’altra in questa maniera porta pace nella nostra casa e rende bello crescere insieme la nostra famiglia”.

Ora Christina: “Fidarsi di qualcuno è un po’ come avere fede in lui. Senza questa fiducia e questa fede, ci sono il timore e il dubbio. Per me, una delle benedizioni più grandi che derivano dal fatto di potermi fidare di mio marito è la pace — la pace della mente nel sapere che lui farà effettivamente quello che ha detto che farà. La fiducia porta pace e amore, e crea un ambiente in cui questo amore può crescere”.

Lara e Christina non sapevano l’una cosa avesse scritto l’altra. Trovo molto interessante che entrambe, autonomamente, abbiano considerato la benedizione di avere la pace in famiglia come una conseguenza diretta dell’avere un marito di cui si possono fidare. Come dimostra l’esempio delle mie figlie, il principio della fiducia gioca un ruolo estremamente importante nello sviluppo di una casa incentrata su Cristo.

Io stesso ho potuto godere di un ambiente familiare incentrato su Cristo, crescendo in una casa in cui mio padre ha onorato il suo sacerdozio e si è guadagnato la fiducia dell’intera famiglia grazie all’“integrità del suo cuore”7. Vorrei raccontarvi un’esperienza che risale alla mia gioventù e che illustra l’influenza positiva e duratura che può avere sulla famiglia un padre che comprende e vive il principio della fiducia fondata sull’integrità.

Quando ero molto giovane, mio padre avviò un’impresa specializzata nell’automazione industriale. Questa azienda progettava, costruiva e installava linee di produzione automatizzate in tutto il mondo.

Quando ero alle medie, mio padre volle che imparassi il mestiere. Volle anche che cominciassi dalla gavetta. Le mie prime mansioni prevedevano di tenere puliti gli spazi esterni e di imbiancare i locali non accessibili al pubblico.

All’inizio della scuola superiore, fui promosso a lavorare all’interno della fabbrica. Iniziai a imparare a leggere i progetti e a manovrare i macchinari per la fabbricazione di elementi in acciaio pesante. Dopo essermi diplomato frequentai l’università, poi partii per il campo di missione. Di ritorno dalla missione, tornai subito al lavoro. Dovevo guadagnare il denaro per le spese scolastiche dell’anno seguente.

Un giorno, poco tempo dopo il mio ritorno dalla missione, stavo lavorando in azienda quando mio padre mi chiamò nel suo ufficio per chiedermi se volessi accompagnarlo in un viaggio di lavoro a Los Angeles. Era la prima volta che mio padre mi invitava ad andare con lui in un viaggio d’affari. A tutti gli effetti, mi stava permettendo di affiancarlo nel rappresentare pubblicamente l’azienda.

Prima della partenza, mi preparò fornendomi alcuni dettagli sul nuovo potenziale cliente. Primo: si trattava di una multinazionale. Secondo: stavano rinnovando le loro linee di produzione in tutto il mondo con le tecnologie più avanzate nel campo dell’automazione. Terzo: la nostra azienda non aveva mai fornito loro prima servizi di progettazione o supporto tecnologico. Infine, il loro direttore responsabile dell’ufficio acquisti voleva incontrarci per parlare del preventivo che avevamo presentato per un nuovo progetto. Questo incontro rappresentava una nuova e potenzialmente importante occasione per la nostra azienda.

Arrivati a Los Angeles, mio padre ed io raggiungemmo l’hotel dove ci saremmo incontrati con il dirigente. L’ordine del giorno della riunione prevedeva per prima cosa la discussione e l’analisi degli aspetti tecnici del progetto. L’argomento successivo da trattare riguardava gli aspetti operativi, come la logistica e le date di consegna. La voce conclusiva in agenda verteva su costi, termini e condizioni. Fu qui che le cose si fecero interessanti.

Il dirigente ci spiegò che il prezzo della nostra offerta era il più basso tra i preventivi pervenuti per quel progetto. Poi, stranamente, svelò qual era la cifra del secondo preventivo più basso. Quindi, ci chiese se eravamo disposti a ritirare la nostra offerta e a ripresentarla. Disse che il nostro nuovo prezzo avrebbe dovuto essere solo di poco inferiore al secondo miglior preventivo. Così, ci spiegò, avremmo fatto a metà della cifra aggiunta alla nostra offerta iniziale. Si giustificò dicendo che ci avremmo guadagnato tutti. La nostra azienda perché avrebbe guadagnato molti più soldi rispetto al preventivo originale. La sua azienda perché avrebbe comunque concluso l’affare con l’offerente meno caro. E, ovviamente, lui perché avrebbe intascato la sua parte per aver concluso questo accordo.

Ci dette poi il numero di una casella postale a cui avremmo dovuto spedire il denaro che gli spettava. Detto tutto ciò, guardò mio padre e disse: “Allora, affare fatto?”. Con mia grande sorpresa, mio padre si alzò, gli strinse la mano e gli disse che ci saremmo fatti sentire.

Dopo aver lasciato la riunione ed essere saliti sull’auto presa a nolo, mio padre si girò verso di me e mi domandò: “Ebbene, cosa pensi che dovremmo fare?”.

Risposi che ritenevo non dovessimo accettare quest’offerta.

Allora mio padre mi chiese: “Non credi che abbiamo la responsabilità di garantire il lavoro a tutti i nostri dipendenti?”.

Mentre riflettevo sulla sua domanda e prima che potessi rispondere, diede lui la risposta. Mi disse: “Ascolta, Rick, una volta che ti fai corrompere o che comprometti la tua integrità, è molto difficile tornare indietro. Non farlo mai, nemmeno una volta”.

Il fatto che io stia raccontando questa esperienza significa che non ho mai dimenticato ciò che mio padre mi insegnò durante quel mio primo viaggio d’affari con lui. Ve ne ho parlato per dimostrare l’influenza duratura che esercitiamo come padri. Potete immaginare la fiducia che nutrivo in mio padre a motivo dell’integrità del suo cuore. Egli seguiva questi stessi principi nella vita privata, con mia madre, con i suoi figli e con tutti coloro con cui aveva a che fare.

Fratelli, la mia preghiera, questa sera, è che tutti noi possiamo prima di tutto riporre la nostra fiducia nel Signore, come fece Nefi, e poi, grazie all’integrità del nostro cuore, ottenere la fiducia del Signore, così come quella di nostra moglie e dei nostri figli. Se comprenderemo e metteremo in pratica il sacro principio della fiducia basata sull’integrità, terremo fede alle nostre sacre alleanze. Riusciremo anche a presiedere alle nostre famiglie con amore e rettitudine, provvedendo alle loro necessità e proteggendole dai mali del mondo. Di queste verità rendo la mia umile testimonianza, nel nome di Gesù Cristo. Amen.