2010–2019
Preziose e grandissime promesse
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Preziose e grandissime promesse

Il grande piano di felicità del Padre Celeste comprende la dottrina, le ordinanze, le alleanze e le preziose e grandissime promesse per mezzo delle quali possiamo diventare partecipi della natura divina.

Una delle grandi prove che ciascuno di noi affronta quotidianamente è non permettere alle preoccupazioni terrene di assorbire il nostro tempo e le nostre energie al punto da farci trascurare le cose eterne che hanno più valore.1 A causa delle molte responsabilità che abbiamo e delle tante cose da fare, possiamo lasciarci distrarre troppo facilmente, scordando priorità spirituali essenziali e non concentrandoci su di esse. A volte proviamo a correre così velocemente da dimenticare dove siamo diretti e perché stiamo correndo.

L’apostolo Pietro ci ricorda che, per i discepoli di Gesù Cristo, “la sua potenza divina ci ha donate tutte le cose che appartengono alla vita e alla pietà mediante la conoscenza di Colui che ci ha chiamati [alla] gloria e [alla] virtù,

per le quali Egli ci ha largito le sue preziose e grandissime promesse onde per loro mezzo voi foste fatti partecipi della natura divina dopo esser fuggiti dalla corruzione che è nel mondo per via della concupiscenza”2.

Il mio messaggio sottolinea l’importanza delle preziose e grandissime promesse che Pietro descrive come i veri promemoria di dove siamo diretti nel nostro cammino terreno e del perché. Parlerò anche del ruolo che hanno il giorno del Signore, il sacro tempio e la nostra casa nell’aiutarci a ricordare queste importanti promesse spirituali.

Prego fervidamente che lo Spirito Santo istruisca ciascuno di noi mentre esaminiamo queste importanti verità.

La nostra identità divina

Il grande piano di felicità del nostro Padre Celeste comprende la dottrina, le ordinanze, le alleanze e le preziose e grandissime promesse per mezzo delle quali possiamo diventare partecipi della natura divina. Il Suo piano delinea la nostra identità eterna e il percorso che dobbiamo seguire per apprendere, per cambiare, per crescere e, infine, per poter vivere con Lui per sempre.

Come spiegato ne “La famiglia – Un proclama al mondo”:

“Tutti gli esseri umani — maschi e femmine — sono creati a immagine di Dio. Ognuno di essi è un beneamato figlio o figlia di spirito di genitori celesti e, come tale, ognuno di essi possiede una natura e un destino divini. […]

Nel regno preterreno i figli e le figlie di spirito conoscevano e adoravano Dio come loro Padre Eterno e accettarono il Suo piano mediante il quale i Suoi figli potevano ricevere un corpo fisico e fare un’esperienza terrena per progredire verso la perfezione, e infine realizzare il loro destino divino come eredi della vita eterna”3.

Dio promette ai Suoi figli che se seguono i precetti del Suo piano e l’esempio del Suo Figlio diletto, se osservano i comandamenti e perseverano nella fede fino alla fine, allora, in virtù della redenzione del Salvatore, essi avranno “la vita eterna, che è il dono più grande fra tutti i doni di Dio”4. La vita eterna è la più grande delle preziose e grandissime promesse.

Rinascita spirituale

Comprendiamo più pienamente le preziose e grandissime promesse e iniziamo a essere partecipi della natura divina quando rispondiamo affermativamente alla chiamata del Signore alla gloria e alla virtù. Come descritto da Pietro, questa chiamata si adempie sforzandosi di rifuggire la corruzione del mondo.

Quando ci spingiamo innanzi, umilmente, con fede nel Salvatore, allora, grazie alla Sua Espiazione e per il potere dello Spirito Santo, “un potente cambiamento [avviene in noi, ossia nel nostro cuore], cosicché non abbiamo più alcuna disposizione a fare il male, ma a fare continuamente il bene”5. “[Nasciamo] di nuovo; sì, [nasciamo] da Dio mutati dal [nostro] stato carnale e decaduto a uno stato di rettitudine, essendo redenti da Dio”.6 “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie son passate: ecco, son diventate nuove”.7

Di solito un cambiamento così grande nella nostra natura non avviene rapidamente né tutto in una volta. Come il Salvatore, anche noi non riceviamo “la pienezza all’inizio, ma [riceviamo] grazia su grazia”8. “Poiché ecco, così dice il Signore Iddio: Io darò ai figlioli degli uomini linea su linea, precetto su precetto, qui un poco e là un poco; e benedetti sono coloro che danno ascolto ai miei precetti e porgono orecchio ai miei consigli, poiché impareranno la saggezza”.9

Le ordinanze del sacerdozio e le sacre alleanze sono essenziali in questo continuo processo di rinascita spirituale; sono anche il mezzo che Dio ha stabilito per farci ricevere le Sue preziose e grandissime promesse. Le ordinanze, se ricevute essendone degni e se ricordate continuamente, aprono i canali celesti attraverso cui il potere della Divinità può fluire nella nostra vita. Le alleanze, osservate con costanza e ricordate sempre, forniscono scopo e la certezza che riceveremo delle benedizioni sia sulla terra che nell’eternità.

Per esempio, in base alla nostra fedeltà, Dio ci promette la compagnia costante del terzo membro della Divinità, ovvero lo Spirito Santo10, che attraverso l’Espiazione di Gesù Cristo possiamo ricevere e mantenere sempre la remissione dei nostri peccati11, che possiamo ricevere pace in questo mondo12, che il Salvatore ha sciolto i legami della morte e ha vinto la tomba13 e che le famiglie possono restare insieme per tutta l’eternità.

Ovviamente, tutte le preziose e grandissime promesse che il Padre Celeste offre ai Suoi figli non possono essere contate o descritte in maniera esaustiva. Tuttavia, anche l’elenco parziale delle benedizioni promesse che ho appena fatto dovrebbe farci restare attoniti14, farci prostrare e adorare il Padre15 nel nome di Gesù Cristo.

Ricordare le promesse

Il presidente Lorenzo Snow ci mise in guardia dicendo: “Siamo troppo inclini a scordare il grandioso scopo della vita, il motivo per cui il nostro Padre Celeste ci ha mandato qui rivestendoci di mortalità, come pure la santa chiamata con cui siamo stati chiamati; e perciò, invece di innalzarci al di sopra delle cose transitorie […], spesso ci abbassiamo al livello del mondo senza avvalerci del divino aiuto che Dio ha istituito, l’unico che può permetterci di superare [quelle cose transitorie]”16.

Il giorno del Signore e il sacro tempio sono due fonti specifiche di aiuto divino istituite da Dio per assisterci nell’elevarci al di sopra del livello e della corruzione del mondo. All’inizio potremmo pensare che gli scopi principali dell’osservare la santità del giorno del Signore e dell’andare al tempio siano collegati ma distinti. Credo, tuttavia, che questi due scopi siano precisamente identici e che operino insieme per rafforzarci spiritualmente a livello personale e come famiglia.

Il giorno del Signore

Dopo che ebbe creato ogni cosa, il settimo giorno Dio si riposò e comandò che un giorno alla settimana fosse dedicato al riposo per aiutarci a ricordarci di Lui.17 Il giorno del Signore appartiene a Dio, è un tempo sacro messo a parte specificamente per adorare Lui e per ricevere e ricordare le Sue preziose e grandissime promesse.

In questa dispensazione il Signore ha ordinato:

“Affinché tu possa più pienamente mantenerti immacolato dal mondo, va alla casa di preghiera e offri i tuoi sacramenti nel mio santo giorno;

Poiché, in verità, questo è il giorno che ti è assegnato per riposarti dai tuoi lavori e per rendere le tue devozioni all’Altissimo”18.

Pertanto, nel giorno del Signore adoriamo il Padre nel nome del Figlio partecipando alle ordinanze e apprendendo di più in merito alle alleanze, ricevendole, ricordandole e rinnovandole. Nel Suo santo giorno, i nostri pensieri, le nostre azioni e il nostro comportamento sono segni che diamo a Dio e un indicatore del nostro amore per Lui.19

Un altro scopo del giorno del Signore è elevare la nostra visione dalle cose del mondo alle benedizioni dell’eternità. Una volta lontani, in questo giorno, da molte delle cose che di solito facciamo nella nostra vita impegnata, possiamo “guardare a Dio e […] vivere”20 ricevendo e ricordando le preziose e grandissime promesse grazie alle quali possiamo diventare partecipi della natura divina.

Il sacro tempio

Il Signore ha sempre comandato al Suo popolo di costruire templi, luoghi sacri in cui santi degni celebrano, per se stessi e per i defunti, sacre cerimonie e ordinanze del Vangelo. I templi sono il luogo di culto più santo di tutti. Un tempio è letteralmente la casa del Signore, un luogo sacro messo a parte specificamente per adorare Dio e per ricevere e ricordare le sue preziose e grandissime promesse.

In questa dispensazione il Signore ha detto: “Organizzatevi; preparate tutto ciò che è necessario ed istituite una casa, sì, una casa di preghiera, una casa di digiuno, una casa di fede, una casa d’istruzione, una casa di gloria, una casa d’ordine, una casa di Dio”21. L’obiettivo principale del culto reso nel tempio è partecipare alle ordinanze e conoscere meglio le alleanze, riceverle e ricordarle. Nel tempio pensiamo, agiamo e ci vestiamo in maniera diversa dagli altri luoghi che frequentiamo.

Uno degli scopi principali del tempio è elevare la nostra visione dalle cose del mondo alle benedizioni dell’eternità. Una volta lontani, per un breve momento, dalle cose del mondo che ci sono familiari, possiamo “guardare a Dio e […] vivere”22 ricevendo e ricordando le preziose e grandissime promesse grazie alle quali possiamo diventare partecipi della natura divina.

Vi prego di notare che il giorno del Signore e il tempio sono rispettivamente un tempo sacro e un luogo sacro messi a parte specificamente per adorare Dio e per ricevere e ricordare le preziose e grandissime promesse che Egli ha fatto ai Suoi figli. Dio ha disposto che gli scopi principali di queste due fonti di aiuto divine siano esattamente gli stessi: concentrare la nostra attenzione con forza e ripetutamente sul nostro Padre Celeste, sul Suo Figlio Unigenito, sullo Spirito Santo e sulle promesse associate alle ordinanze e alle alleanze del vangelo restaurato del Salvatore.

La nostra casa

Significativamente, la casa dovrebbe essere la combinazione migliore di tempo e luogo, dove individui e famiglie ricordano nel modo più efficace le preziose e grandissime promesse di Dio. Lasciare la propria casa per partecipare alle riunioni domenicali e per entrare nel sacro luogo di un tempio è vitale ma non sufficiente. Solo se riportiamo a casa con noi lo spirito e la forza che scaturiscono da queste sacre attività, possiamo restare concentrati sui grandi scopi della vita terrena e vincere la corruzione che c’è nel mondo. Le esperienze che facciamo nel giorno del Signore e al tempio dovrebbero essere il catalizzatore che riempie gli individui, le famiglie e le case di continui promemoria delle lezioni chiave imparate, della presenza e del potere dello Spirito Santo, di una conversione al Signore Gesù Cristo continua e sempre più profonda, e di “un perfetto fulgore di speranza”23 nelle promesse eterne di Dio.

Il giorno del Signore e il tempio possono aiutarci a stabilire in casa nostra una “via più eccellente”24 man mano che “[raccogliamo] sotto un sol capo, in Cristo, tutte le cose: tanto quelle che son nei cieli, quanto quelle che son sopra la terra”25. Quello che facciamo in casa nostra con il Suo sacro tempo e con ciò che apprendiamo nel Suo sacro luogo è di cardinale importanza per diventare partecipi della natura divina.

Promessa e testimonianza

Possiamo lasciarci facilmente sopraffare dalla routine e dalle cose banali di questa vita. Dormire, mangiare, vestirci, lavorare, giocare, fare esercizio e tante altre attività abituali sono necessarie e importanti. Alla fine, però, ciò che diventiamo è il risultato della conoscenza che abbiamo del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, e della disponibilità a imparare da Loro; non è semplicemente il totale delle attività quotidiane svolte nel corso di una vita.

Il Vangelo è molto di più di una lista di compiti separati da svolgere; è piuttosto un meraviglioso intreccio di verità ben collegate26 e intrecciate insieme, pensate per aiutarci a diventare come il nostro Padre Celeste e come il Signore Gesù Cristo, per aiutarci a diventare partecipi della natura divina. La verità è che veniamo accecati quando guardiamo al di là del segno,27 quando questa suprema realtà spirituale viene offuscata dagli interessi, dalle preoccupazioni e dalla disinvoltura del mondo.

Se siamo saggi e invitiamo il Santo Spirito a essere la nostra guida28, vi prometto che Egli ci insegnerà ciò che è vero. Testimonierà di Cristo e ci insegnerà ciò che è vero,29 man mano che ci sforziamo di adempiere il nostro destino eterno e di diventare partecipi della natura divina.

Rendo la mia testimonianza che le preziose e grandissime promesse associate alle ordinanze e alle alleanze sono reali. Il Signore così ha dichiarato:

“Vi do delle indicazioni su come agire dinanzi a me, affinché vi torni per vostra salvezza.

Io, il Signore, sono vincolato quando fate ciò che dico; ma quando non fate ciò che dico non avete alcuna promessa”30.

Attesto che il nostro Padre Celeste vive e che è l’autore del piano di salvezza. Gesù Cristo è il Suo Unigenito Figlio, il nostro Salvatore e Redentore. Egli vive. E attesto che il piano e le promesse del Padre, l’Espiazione del Salvatore e la compagnia dello Spirito Santo permettono avere “pace in questo mondo, e vita eterna nel mondo a venire”31. Di queste cose rendo testimonianza nel sacro nome del Signore Gesù Cristo. Amen.