2010–2019
La lingua del Vangelo
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La lingua del Vangelo

Un insegnamento efficace è estremamente importante nel preservare il Vangelo nella nostra famiglia, e ciò richiede diligenza e impegno.

Dopo essere stato chiamato come Autorità generale, ho traslocato con la mia famiglia dalla Costa Rica a Salt Lake City per il mio primo incarico. Qui negli Stati Uniti ho avuto la benedizione di far visita a persone meravigliose provenienti da culture e da contesti etnici differenti. Tra loro ce ne sono molte che, come me, sono nate nei paesi dell’America Latina.

Ho notato che molti della prima generazione di ispanici qui parlano spagnolo come lingua principale e abbastanza inglese per comunicare con gli altri. La seconda generazione, quelli nati negli Stati Uniti o arrivati qui in giovane età e che frequentano la scuola qui, parlano un ottimo inglese e forse uno spagnolo un po’ stentato. E spesso, arrivati alla terza generazione, lo spagnolo, la lingua madre dei loro antenati, si perde.1

In termini linguistici, questo fenomeno è chiamato “estinzione linguistica”. Un’estinzione linguistica può verificarsi quando le famiglie si trasferiscono in una terra straniera dove la loro lingua madre non è quella predominante. Non succede solo fra gli ispanici ma anche fra le popolazioni di tutto il mondo la cui lingua madre viene sostituita da una nuova lingua.2 Persino Nefi, un profeta del Libro di Mormon, mentre si stava preparando a recarsi nella terra promessa, era preoccupato che la lingua originale dei suoi padri andasse persa. Nefi scrive: “Ecco, è secondo la saggezza di Dio che noi otteniamo questi annali, per poter preservare per i nostri figlioli il linguaggio dei nostri padri3.

Nefi, però, era preoccupato che andasse perso anche un altro tipo di linguaggio. Nel versetto successivo continua: “E perché possiamo anche preservare per loro le parole che sono state dette dalla bocca di tutti i santi profeti, che sono state comunicate loro mediante lo Spirito e il potere di Dio, da quando il mondo ebbe inizio, sì, fino al tempo presente”4.

Ho notato una somiglianza tra il proteggere una lingua madre e il proteggere il vangelo di Gesù Cristo nella nostra vita.

Oggi, nella mia analogia, non voglio porre enfasi su nessuna lingua terrena nello specifico quanto piuttosto su una lingua eterna che deve essere protetta nelle nostre famiglie e mai perduta. Mi riferisco alla lingua5 del vangelo di Gesù Cristo. Con “lingua del Vangelo” intendo tutti gli insegnamenti dei nostri profeti, la nostra obbedienza a tali insegnamenti e la nostra aderenza a tradizioni rette.

Parlerò di tre modi in cui può essere protetta questa lingua.

Primo: essere più diligenti e partecipi in casa

In Dottrina e Alleanze il Signore invitò molti membri importanti della Chiesa, tra cui Newel K. Whitney, a mettere in ordine la propria casa. Il Signore disse: “Anche il mio servitore Newel K. Whitney […] ha bisogno di essere castigato e di mettere in ordine la sua famiglia, e di preoccuparsi che essi siano più diligenti e partecipi in casa, e che preghino sempre, altrimenti saranno rimossi dal loro posto”6.

Un fattore che incide sull’estinzione linguistica è il genitore che non dedica del tempo a insegnare la lingua madre ai propri figli. Non è sufficiente limitarsi soltanto a parlarla in casa. Se i genitori desiderano preservare la propria lingua, questa deve essere insegnata. Una ricerca ha dimostrato che i genitori che effettuano sforzi mirati tendono a preservare la propria lingua madre con successo.7 Quale potrebbe essere allora uno sforzo mirato a preservare la lingua del Vangelo?

L’anziano David A. Bednar del Quorum dei Dodici Apostoli ci ha avvertiti che “la carenza dell’insegnamento del Vangelo e di forti esempi nella casa” è un fattore importante che può interrompere quel ciclo che vede una famiglia rimanere nella Chiesa per più generazioni.8

Possiamo dunque dedurre che un insegnamento efficace è estremamente importante nel preservare il Vangelo nella nostra famiglia, e ciò richiede diligenza e impegno.

Siamo stati più volte invitati a far nostra la pratica dello studio quotidiano delle Scritture, sia personale che familiare.9 Molte famiglie che lo stanno facendo sono benedette ogni giorno con una maggiore unità e un rapporto più stretto con il Signore.

Quando avviene lo studio quotidiano delle Scritture? Esso avviene quando i genitori prendono le Scritture tra le mani e invitano amorevolmente la famiglia a riunirsi per studiare insieme. È difficile che questo studio avvenga in altro modo.

Padri e madri, non perdetevi queste grandi benedizioni. Non aspettate fino a quando sarà troppo tardi!

Secondo: un forte esempio in casa

Un esperto linguista ha scritto che per proteggere una lingua madre “bisogna renderla viva per i propri figli”10. Rendiamo “viva” una lingua quando il nostro insegnamento e il nostro esempio vanno di pari passo.

Quando ero giovane, lavoravo nella fabbrica di mio padre durante le vacanze. La prima domanda che mio padre faceva sempre, dopo avermi dato lo stipendio, era: “Che cosa farai con i tuoi soldi?”.

Conoscevo la risposta e dicevo: “Pagherò la decima e risparmierò per la missione”.

Dopo aver lavorato con lui per circa otto anni e aver risposto continuamente alla stessa domanda, mio padre pensava di avermi insegnato a pagare la decima. Quello di cui non si rendeva conto è che avevo imparato quest’importante principio in un solo fine settimana. Permettete che vi dica come ho imparato tale principio.

In seguito ad alcuni eventi legati a una guerra civile nell’America Centrale, l’azienda di mio padre andò in bancarotta. Mio padre passò dall’avere circa duecento impiegati a tempo pieno a meno di cinque sarti che lavoravano secondo necessità nel garage di casa nostra. Un giorno, durante quel periodo difficile, sentii i miei genitori discutere se pagare la decima o comprare cibo per i figli.

Quella domenica, seguii mio padre per vedere che cosa avrebbe fatto. Al termine delle riunioni, lo vidi inserire i soldi in una busta delle decime. Quella fu solo parte della lezione. La questione che per me rimaneva in sospeso era che cosa avremmo mangiato.

Il lunedì mattina presto alcune persone bussarono alla nostra porta. Quando aprii, chiesero di mio padre. Lo chiamai, e quando arrivò queste persone gli commissionarono un ordine urgente di sartoria che a loro serviva il prima possibile. Gli dissero che l’ordine era di un’urgenza tale che avrebbero pagato in anticipo. Quel giorno imparai i principi del pagare la decima e le benedizioni che ne conseguono.

Nel Nuovo Testamento, il Signore parla dell’esempio. Egli dice: “In verità, in verità io vi dico che il Figliuolo non può da se stesso far cosa alcuna, se non la vede fare dal Padre; perché le cose che il Padre fa, anche il Figlio le fa similmente”11.

Non basta parlare ai nostri figli dell’importanza del matrimonio nel tempio, del digiuno e dell’osservare la santità della domenica. Essi devono vedere che tra i nostri impegni riserviamo del tempo per andare al tempio il più frequentemente possibile. Devono vedere il nostro impegno nel digiunare regolarmente12 e nell’osservare la santità della domenica per l’intera giornata. Se i nostri giovani non riescono a saltare due pasti per fare un digiuno, non riescono a studiare le Scritture con regolarità e non riescono a spegnere la televisione di domenica perché c’è una partita, avranno l’autodisciplina spirituale per resistere alle potenti tentazioni dell’arduo mondo di oggi, tra cui la tentazione della pornografia?

Terzo: tradizioni

Un altro modo in cui una lingua madre può venire alterata o perduta è quando a essa si mescolano altre lingue e altre tradizioni.13

Nei primi anni della Chiesa restaurata, il Signore ha invitato molti membri importanti della Chiesa a mettere in ordine la propria casa. Ha cominciato il Suo invito indicando due modi in cui possiamo perdere luce e verità nelle nostre case: “Quel malvagio viene e toglie la luce e la verità dai figlioli degli uomini tramite la disobbedienza, e a causa delle tradizioni dei loro padri14.

Come famiglie, dobbiamo evitare qualunque tradizione che ci impedisca di osservare la santità della domenica o di studiare le Scritture e pregare quotidianamente in famiglia. Dobbiamo chiudere le porte digitali della nostra casa alla pornografia e a tutte le altre influenze malvagie. Per combattere le tradizioni mondane dei nostri tempi dobbiamo usare le Scritture e la voce dei nostri profeti moderni per istruire i nostri figli in merito alla propria identità divina, al proprio scopo nella vita e alla missione divina di Gesù Cristo.

Conclusione

Nelle Scritture troviamo diversi esempi di “estinzione linguistica”.15 Ad esempio:

“Ora avvenne che ve n’erano molti della nuova generazione che non potevano comprendere le parole di re Beniamino, poiché erano piccoli bambini al tempo in cui egli aveva parlato al suo popolo; ed essi non credevano alle tradizioni dei loro padri.

Ed ora, a causa della loro incredulità, non potevano comprendere la parola di Dio; e i loro cuori erano induriti”16.

Per la generazione nascente il Vangelo è diventato una lingua strana. E seppure i benefici del proteggere una lingua madre vengano a volte messi in discussione, nel contesto del piano di salvezza non c’è discussione in merito alle conseguenze eterne dell’aver perso la lingua del Vangelo nella nostra casa.

Quali figli di Dio, siamo persone imperfette che si sforzano di imparare una lingua perfetta.17 Proprio come una madre è compassionevole con i propri figli piccoli, il nostro Padre Celeste è paziente con le nostre imperfezioni e i nostri sbagli. Egli capisce il nostro parlare più stentato, farfugliato con sincerità, e lo tiene a cuore come fosse poesia raffinata. Si rallegra delle nostre prime parole nel Vangelo. Ci istruisce con amore perfetto.

Nessun successo in questa vita, per quanto possa essere importante, ha valore se la lingua del Vangelo viene persa nella nostra famiglia.18 Attesto che il Padre Celeste ci benedirà nei nostri sforzi di imparare la Sua lingua, fino al punto in cui riusciremo a esprimerci fluentemente in questa comunicazione di livello superiore, che è sempre stata la nostra lingua madre. Nel nome di Gesù Cristo. Amen.