2010–2019
Siate forti dentro e non risparmiatevi
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Siate forti dentro e non risparmiatevi

Possiamo noi “ricalcolare” il nostro percorso, se necessario, e guardare avanti con grande speranza e fede. Possiamo noi essere “forti dentro” essendo valorosi, senza risparmiarci.

Alcuni anni fa la nostra nipotina corse verso di me e annunciò felice: “Nonno! Nonno! Oggi ho segnato tutti e tre i gol della partita di calcio!”.

“È fantastico, Sarah!”, risposi con entusiasmo.

Poi sua madre mi guardò facendo l’occhiolino e disse: “La partita è finita due a uno”.

Non osai chiedere chi avesse vinto!

La Conferenza è un momento di riflessione, di rivelazione e, a volte, di cambi di direzione.

Esiste una compagnia che noleggia automobili con un sistema GPS integrato chiamato NeverLost, ossia “mai perso”. Se sbagli strada dopo aver inserito la destinazione, la voce guida non dice: “Tu, stolto!”; invece, con una voce molto gradevole, dice: “Ricalcolo percorso — appena possibile, fare inversione a U senza infrangere il codice della strada”.

In Ezechiele leggiamo questa meravigliosa promessa:

“E se l’empio si ritrae da tutti i peccati che commetteva, se osserva tutte le mie leggi e pratica l’equità e la giustizia, egli certamente vivrà, non morrà.

Nessuna delle trasgressioni che ha commesse sarà più ricordata contro di lui”1.

Che promessa favolosa! Tuttavia, l’avverarsi di questa promessa richiede il compimento di due azioni: ritrarsi da tutti i peccati e osservare tutte le leggi; poi, ogni cosa sarà perdonata. Per compiere tutto ciò è necessario non risparmiarsi!

Non dobbiamo essere come quell’uomo che, come ha raccontato il Wall Street Journal, ha inviato una busta con all’interno del denaro e una lettera anonima indirizzata all’Agenzia delle Entrate che diceva: “Spettabile Agenzia delle Entrate, allego il denaro che vi devo per tasse arretrate. P.S. Se dopo tutto questo la mia coscienza mi darà ancora fastidio, vi manderò il resto”2.

Non è così che si fa! Noi non ci tratteniamo per scoprire qual è il minimo indispensabile che dobbiamo fare per cavarcela. Il Signore richiede il cuore e una mente ben disposta.3 Tutto il nostro cuore! Quando siamo battezzati, veniamo immersi totalmente come simbolo della nostra promessa di seguire il Salvatore completamente, non a metà. Quando siamo impegnati appieno e non ci risparmiamo, i cieli sono scossi per il nostro bene.4 Quando siamo tiepidi o devoti solo parzialmente, ci lasciamo sfuggire alcune delle più grandi benedizioni del cielo.5

Molti anni fa portai gli Scout a fare un campeggio nel deserto. I ragazzi dormirono vicino a un grande falò fatto da loro, e io, da bravo capo Scout, dormii sul retro del mio pick-up. Quando la mattina seguente mi svegliai e guardai l’accampamento, vidi uno Scout, che chiamerò Paul, il quale appariva particolarmente provato. Gli chiesi come avesse dormito ed egli rispose: “Non molto bene”.

Quando gli domandai perché, disse: “Faceva freddo; il fuoco si è spento”.

Risposi: “Beh, i fuochi si spengono. Il tuo sacco a pelo non era abbastanza caldo?”.

Nessuna risposta.

Poi, uno degli altri Scout, senza essere stato interpellato, spiegò a gran voce: “Non ha usato il suo sacco a pelo”.

“Come mai, Paul?”, chiesi incredulo.

Silenzio. Poi, imbarazzato, il ragazzo finalmente rispose: “Beh, ho pensato che se non avessi aperto il sacco a pelo, non avrei dovuto arrotolarlo per chiuderlo”.

Tutto vero: congelò per ore perché cercava di risparmiarsi cinque minuti di lavoro. Potremmo pensare: “Che sciocco! Chi farebbe mai una cosa del genere?”. Beh, noi lo facciamo continuamente, in modi ancora più pericolosi. Effettivamente, quando non dedichiamo del tempo a pregare sinceramente, a studiare e a vivere il Vangelo seriamente, stiamo rifiutando di srotolare il nostro sacco a pelo spirituale; non solo il fuoco si spegnerà, ma saremo indifesi e ci raffredderemo spiritualmente.

Quando ci crogioliamo con compiacenza nelle nostre alleanze, siamo corresponsabili delle conseguenze. Il Signore ci ha ammonito di “badare a [noi] stessi, e di prestare diligente attenzione alle parole di vita eterna”6. Egli ha dichiarato inoltre: “Il mio sangue non li purificherà se non mi ascoltano”7.

In realtà, è molto più semplice non risparmiarsi che impegnarsi solo parzialmente. Quando diamo solo una parte di noi o non diamo proprio nulla, si avverte “un disturbo nella forza”, per usare il gergo di Guerre Stellari. Non siamo in sintonia con la volontà di Dio e pertanto non siamo in sintonia con la natura della felicità.8 Isaia disse:

“Ma gli empi sono come il mare agitato, quando non si può calmare e le sue acque caccian fuori fango e pantano.

Non v’è pace per gli empi, dice il mio Dio”9.

Fortunatamente, a prescindere da dove siamo o da dove siamo stati, non siamo al di fuori della portata del nostro Salvatore, che ha detto: “Perciò chiunque si pente e viene a me come un fanciullo, io lo riceverò, poiché di questi è il regno di Dio. Ecco, per questi ho deposto la mia vita e l’ho ripresa”10.

Se ci pentiamo continuamente e ci affidiamo al Signore, otteniamo forza man mano che torniamo ad avere l’umiltà e la fede di un fanciullo,11 arricchite dalla saggezza derivante dall’esperienza di una vita. Giobbe proclamò: “Il giusto si attiene saldo alla sua via, e chi ha le mani pure viepiù si fortifica”12. Fu Tennyson a scrivere: “La mia forza è la forza di dieci, perché il mio cuore è puro”13. Il Signore ha consigliato: “State in luoghi santi e non fatevi rimuovere”14.

Nostro figlio Justin è deceduto all’età di diciannove anni, dopo aver combattuto per tutta la vita con una malattia. Poco prima di lasciarci, in un discorso che tenne a una riunione sacramentale, raccontò una storia, che doveva averlo colpito, di un padre e del suo giovane figlio che entrarono in un negozio di giocattoli dove c’era un sacco da box gonfiabile a forma di omino. Il bambino cominciò a dare dei pugni all’omino gonfiabile che andava a terra e tornava su dritto subito dopo ogni pugno. Il padre chiese a suo figlio perché l’omino continuasse a tornare su. Il bambino ci pensò per un minuto e poi disse: “Non lo so. Immagino sia perché è forte dentro”. Per non risparmiarci, dobbiamo essere “forti dentro”, “qualunque cosa accada”.15

Siamo forti dentro quando aspettiamo con pazienza che il Signore rimuova le nostre schegge nella carne o che ci dia la forza di sopportarle.16 Queste schegge possono essere infermità, disabilità, malattie mentali, la morte di una persona cara e molte altre difficoltà.

Siamo forti dentro quando solleviamo le mani cadenti. Siamo forti dentro quando difendiamo la verità da un mondo malvagio e secolare che è sempre più a disagio dinanzi alla luce, che chiama male il bene e bene il male17 e che “[condanna] i giusti a motivo della loro rettitudine”18.

Si può essere forti dentro, a prescindere dalle difficoltà, grazie a una coscienza pulita, alla rassicurazione dello Spirito Santo che dà forza e conforto, e grazie a una prospettiva eterna che va al di là della comprensione terrena.19 Nella nostra vita preterrena abbiamo gridato di gioia per l’opportunità di vivere l’esperienza della mortalità.20 Non ci siamo risparmiati quando abbiamo preso con entusiasmo la decisione di essere valorosi difensori del piano del nostro Padre Celeste. È il momento di essere forti e di difendere il Suo piano ancora una volta!

Mio padre è deceduto poco tempo fa all’età di novantasette anni. Ogni volta che qualcuno gli chiedeva come stesse, la sua risposta era sempre: “In una scala da uno a dieci, direi circa venticinque!”. Anche quando quel caro uomo non riusciva più stare in piedi, o persino seduto, e aveva grandi difficoltà a parlare, la sua risposta era sempre la stessa. Era sempre forte dentro.

Una volta, quando il mio papà aveva novant’anni, eravamo all’aeroporto e io gli chiesi se potevo prendergli una sedia a rotelle. Disse: “No, Gary — magari quando sarò vecchio”. Dopodiché aggiunse: “E poi, se mi stanco di camminare posso sempre correre”. Se, per via del modo in cui stiamo camminando ora, ci stiamo risparmiando, allora forse dovremmo correre; forsedovremmo ricalcolare il nostro percorso. Forse dovremmo persino fare un’inversione a U. Forse dovremmo studiare con maggior intento, pregare più ferventemente oppure. semplicemente, lasciare andare alcune cose in modo da poterci aggrappare a ciò che conta davvero. Potremmo aver bisogno di lasciar andare il mondo, così da poterci aggrappare all’eternità. Mio padre l’aveva capito.

Quando era in marina durante la Seconda guerra mondiale, c’erano alcune persone nell’edificio grande e spazioso21 che derisero i suoi principi; ma due dei suoi compagni di bordo, Dale Maddox e Don Davidson, non lo fecero e osservarono. Chiesero: “Sabin, perché sei così diverso da chiunque altro? Hai dei valori morali elevati, non bevi, non fumi e non dici parolacce; sembri calmo e felice”.

L’impressione positiva che ebbero di mio padre non coincideva con ciò che era stato detto loro sui Mormoni, e mio padre poté istruire entrambi i compagni e battezzarli. I genitori di Dale erano molto arrabbiati e gli dissero che se si fosse unito alla Chiesa, Mary Olive, la sua fidanzata, lo avrebbe lasciato; invece, quando glielo propose, Mary Olive accettò di incontrare i missionari e fu a sua volta battezzata.

Verso la fine della guerra, il presidente Heber J. Grant invitò i membri, inclusi gli uomini sposati, a svolgere una missione. Nel 1946, Dale e sua moglie, Mary Olive, decisero che egli dovesse andare in missione, nonostante stessero aspettando il loro primo figlio. Alla fine ebbero nove figli, tre maschi e sei femmine. Tutti e nove andarono in missione, seguiti da Dale e Mary Olive, i quali svolsero a loro volta ben tre missioni. Anche decine di loro nipoti hanno svolto una missione. Attualmente due dei loro figli, John e Matthew Maddox, sono membri del Coro del Tabernacolo, insieme a Ryan, il genero di Matthew. Adesso la famiglia Maddox conta centoquarantaquattro membri ed è un grande esempio del desiderio di non risparmiarsi.

Mentre guardavamo i documenti di mio padre, abbiamo trovato una lettera di Jennifer Richards, una delle cinque figlie dell’altro compagno di bordo, Don Davidson. Ella aveva scritto: “La tua rettitudine ha cambiato la nostra vita. È difficile comprendere cosa sarebbe stata la nostra vita senza la Chiesa. Il mio papà è morto amando il Vangelo e cercando di viverlo fino alla fine”22.

Non è facile misurare l’influenza benefica che una persona può avere quando è forte dentro. Mio padre e i suoi due compagni si rifiutarono di ascoltare le persone dell’edificio grande e spazioso che puntavano il dito a scherno.23 Sapevano che è molto meglio seguire il Creatore, invece che la folla.

L’apostolo Paolo forse stava descrivendo i nostri giorni quando disse a Timoteo che “certuni avendo deviato, si sono rivolti a un vano parlare”24. C’è molto “vano parlare” oggi nel mondo; è la conversazione di coloro che sono nell’edificio grande e spazioso.25 Spesso si presenta come una forma di razionalizzazione per giustificare la malvagità oppure compare quando le persone sbagliano strada e accelerano. A volte proviene da coloro che si risparmiano e che preferiscono seguire l’uomo naturale opponendosi al profeta.

Fortunatamente, sappiamo come andrà a finire per coloro che sono fedeli. Quando non ci risparmiamo, abbiamo la rassicurazione universale che “tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio”26. Come disse l’anziano Neal A. Maxwell: “Non temete, semplicemente vivete rettamente”27.

Mio suocero insegnava alla BYU e amava la squadra di football di questa università, ma non riusciva a guardare le partite perché il possibile risultato finale lo agitava. Poi accadde una cosa meravigliosa: fu inventato il videoregistratore, che gli permise di registrare le partite. Se la BYU vinceva, egli guardava la registrazione in tutta calma, essendo assolutamente sicuro del risultato finale! Se i giocatori venivano sanzionati ingiustamente, subivano un infortunio o, se verso la fine della partita, sembrava che stessero perdendo, non si stressava troppo perché sapeva che ce l’avrebbero fatta! Potremmo dire che aveva “un perfetto fulgore di speranza”28!

Lo stesso vale per noi. Se siamo fedeli, possiamo avere la stessa certezza che alla fine tutto andrà bene per noi. Le promesse del Signore sono certe. Ciò non significa che questa università terrena sarà facile o che non ci saranno molte lacrime, ma come ha scritto Paolo: “Le cose che occhio non ha vedute, e che orecchio non ha udite e che non son salite in cuor d’uomo, son quelle che Dio ha preparate per coloro che l’amano”29.

Fratelli e sorelle, nessuno ha già peccato domani. Possiamo noi “ricalcolare” il nostro percorso, se necessario, e guardare avanti con grande speranza e fede. Possiamo noi essere “forti dentro” essendo valorosi, senza risparmiarci. Prego che saremo puri e coraggiosi nel difendere il piano del nostro Padre Celeste e la missione di Suo Figlio, il nostro Salvatore. Attesto che il Padre vive, che Gesù è il Cristo e rendo testimonianza della realtà del grande piano di felicità. Prego che le migliori benedizioni del Signore siano con voi, nel sacro nome di Gesù Cristo. Amen.