2010–2019
La Divinità e il piano di salvezza
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La Divinità e il piano di salvezza

Conoscendo la verità in merito alla Divinità e al nostro rapporto con Essa, abbiamo la mappa definitiva per questo nostro viaggio terreno.

I.

Il nostro primo articolo di fede dice: “Noi crediamo in Dio, il Padre Eterno, e in Suo Figlio Gesù Cristo e nello Spirito Santo”. Ci uniamo agli altri cristiani nel credere in un Padre e in un Figlio e in uno Spirito Santo, ma ciò che noi crediamo in merito a Essi differisce dalle credenze degli altri. Noi non crediamo in ciò che il mondo cristiano chiama dottrina della Santa Trinità. Nella sua Prima Visione, Joseph Smith vide due personaggi distinti, due esseri, dimostrando pertanto che le convinzioni prevalenti di allora in merito a Dio e alla Divinità non erano vere.

In contrasto con la credenza secondo cui Dio è un mistero incomprensibile e inconoscibile, vi è la verità secondo cui la natura di Dio e la nostra relazione con Lui sono conoscibili e sono il fondamento di tutta la nostra dottrina. La Bibbia contiene la grande preghiera sacerdotale di Gesù, nella quale Egli dichiarò che “questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo” (Giovanni 17:3).

Lo sforzo per conoscere Dio e il Suo operato ebbe inizio prima della mortalità e non si concluderà qui. Il profeta Joseph Smith insegnò: “Ci vorrà tuttavia molto tempo, dopo essere passati oltre il velo, prima che s’imparino [tutti i principi dell’Esaltazione]”1. Costruiamo sulla conoscenza che abbiamo acquisito nel mondo preterreno degli spiriti. Pertanto, nel tentativo d’insegnare agli Israeliti la natura di Dio e il Suo rapporto con i Suoi figli, il profeta Isaia, secondo quanto riportato dalla Bibbia, dichiarò:

“A chi vorreste voi assomigliare Iddio? e con quale immagine lo rappresentereste? […]

Ma non lo sapete? non l’avete sentito? Non v’è stato annunziato fin da principio? Non avete riflettuto alla fondazione della terra?” (Isaia 40:18, 21).

Noi sappiamo che i tre componenti della Divinità sono esseri separati e distinti. Lo sappiamo grazie alle istruzioni date dal profeta Joseph Smith: “Il Padre ha un corpo di carne ed ossa, tanto tangibile quanto quello dell’uomo; il Figlio pure; ma lo Spirito Santo non ha un corpo di carne e ossa, ma è un personaggio di Spirito. Se non fosse così, lo Spirito Santo non potrebbe dimorare in noi” (DeA 130:22).

Per quanto concerne la posizione suprema di Dio Padre all’interno della Divinità, così come per quel che riguarda i ruoli svolti da ciascuno dei Suoi componenti, il profeta Joseph ha spiegato:

“Chi ha visto i cieli aperti sa che colà ci sono tre personaggi che detengono le chiavi del potere e che uno presiede tutto. […]

Questi personaggi […] sono chiamati Dio il primo, il Creatore; Dio il secondo, il Redentore; e Dio il terzo, il Testimone.

[È] compito del Padre presiedere come Capo o Presidente, di Gesù come Mediatore e dello Spirito Santo come Testimone”2.

II. Il piano

Comprendiamo la nostra relazione con i membri della Divinità da quanto è rivelato in merito al piano di salvezza.

Domande come “Da dove veniamo?”, “Perché siamo qui?” e “Dove stiamo andando?” trovano risposta in ciò che le Scritture chiamano “piano di salvezza”, “grande piano di felicità” o “piano di redenzione” (Alma 42:5, 8, 11). Il vangelo di Gesù Cristo è il cardine di questo piano.

Quali figli di spirito di Dio, che esistevano prima di questo stato terreno, desideravamo un destino di vita eterna, ma avevamo già raggiunto il massimo livello di crescita che potevamo conseguire senza un’esperienza mortale con un corpo fisico. Per fornirci l’opportunità di continuare a progredire, il nostro Padre Celeste presiedette alla Creazione di questo mondo dove, privati del ricordo di ciò che aveva preceduto la nostra nascita terrena, avremmo potuto dimostrare la nostra disponibilità a obbedire ai Suoi comandamenti, fare esperienze e crescere tramite le altre sfide della vita mortale. Tuttavia, durante il corso di questa esperienza terrena, come risultato della caduta dei nostri primi genitori, avremmo sofferto la morte spirituale venendo esclusi dalla presenza di Dio, saremmo stati insozzati dal peccato e saremmo stati soggetti alla morte fisica. Il piano del Padre ha previsto tutti questi ostacoli e ha fornito i modi in cui poterli superare.

III. La Divinità

Conoscendo lo scopo del grande piano di Dio, prendiamo ora in considerazione i ruoli pertinenti ai tre membri della Divinità all’interno di tale piano.

Partiamo da un insegnamento della Bibbia. Nel concludere la sua seconda epistola ai Corinzi, l’apostolo Paolo fa questo riferimento, quasi estemporaneo, in merito alla Divinità di Padre, Figlio e Spirito Santo: “La grazia del Signor Gesù Cristo e l’amore di Dio e la comunione [compagnia3] dello Spirito Santo siano con tutti voi” (2 Corinizi 13:13).

Questo versetto biblico descrive la Divinità e fa riferimento all’amore del Padre, che motiva e che racchiude ogni cosa; alla missione di Gesù Cristo, che è misericordiosa e che salva; e alla compagnia dello Spirito Santo.

Dio Padre

Tutto comincia con Dio Padre. Pur sapendo relativamente poco su di Lui, quello che sappiamo è determinante per comprendere la Sua posizione suprema, il nostro rapporto con Lui e il Suo ruolo sovrintendente nel piano di salvezza, nella Creazione e in tutto ciò che ne è conseguito.

Come ha scritto l’anziano Bruce R. McConkie prima di morire: “Nel senso definitivo e finale del termine, c’è un solo Dio vero e vivente. Egli è il Padre, l’Onnipotente Elohim, l’Essere Supremo, il Creatore e Governatore dell’universo”4. Egli è il Dio e il Padre di Gesù Cristo, così come di tutti noi. Il presidente David O. McKay ha insegnato che “la prima verità fondamentale sostenuta da Gesù Cristo era questa: che dietro, sopra e sotto a ogni cosa c’è Dio Padre, il Signore del cielo e della terra”5.

Le cose che sappiamo sulla natura di Dio Padre sono per lo più cose che possiamo imparare dal ministero e dagli insegnamenti del Suo Figlio Unigenito, Gesù Cristo. Come ci ha insegnato l’anziano Jeffrey R. Holland, uno degli obiettivi fondamentali del ministero di Gesù era quello di rivelare ai mortali “chi [è] Dio, il nostro Padre Eterno, e […] di rivelare e rendere personale per ognuno di noi la natura del Padre Suo e del Padre nostro nei cieli”6. La Bibbia contiene una testimonianza apostolica del fatto che Gesù fosse l’impronta esatta del Padre (vedere Ebrei 1:3), cosa che approfondisce l’insegnamento stesso di Gesù che “chi ha veduto me, ha veduto il Padre” (Giovanni 14:9).

Dio Padre è il Padre del nostro spirito. Noi siamo i Suoi figli. Egli ci ama e tutto ciò che fa lo fa per il nostro beneficio eterno. Egli è l’autore del piano di salvezza, ed è grazie al Suo potere che il Suo piano raggiunge il proprio scopo di portare gloria suprema ai Suoi figli.

Il Figlio

Per i mortali, il membro della Divinità più visibile è Gesù Cristo. Nel 1909, un’importante affermazione dottrinale della Prima Presidenza dichiara che Egli è “il primogenito tra tutti i figli di Dio — il primogenito nello spirito e l’unigenito nella carne”7. Il Figlio, il più grande di tutti, fu scelto dal Padre per portare avanti il piano del Padre: esercitare il potere del Padre per creare mondi innumerevoli (vedere Mosè 1:33), per salvare i figli di Dio dalla morte grazie alla Sua Risurrezione e per salvarli dal peccato tramite la Sua Espiazione. Questo sacrificio supremo è invero chiamato “l’atto centrale di tutta la storia dell’umanità”.8

In quelle rare occasioni sacre in cui ha introdotto personalmente il Figlio, Dio Padre ha detto: “Questo è il mio diletto figliuolo; ascoltatelo” (Marco 9:7; Luca 9:35; vedere anche 3 Nefi 11:7; Joseph Smith – Storia 1:17). Pertanto, è Gesù Cristo, Geova, il Signore Dio d’Israele, che parla ai profeti e tramite essi.9 Ecco perché quando Gesù apparve ai Nefiti dopo la Sua Risurrezione, si presentò loro come “il Dio di tutta la terra“ (3 Nefi 11:14). Dunque Gesù spesso parla ai profeti del Libro di Mormon e ai Santi degli Ultimi Giorni in qualità di “Padre e Figlio”, un titolo che viene spiegato nell’ispirata esposizione dottrinale della Prima Presidenza e del Quorum dei Dodici Apostoli risalente ad appena cento anni fa.10

Lo Spirito Santo

Il terzo membro della Divinità è lo Spirito Santo, conosciuto anche come Spirito del Signore e Consolatore. Egli è il membro della Divinità che funge da messaggero della rivelazione personale. In quanto personaggio di spirito (vedere DeA 130:22), Egli può dimorare in noi e svolgere il ruolo essenziale di comunicatore tra il Padre, il Figlio e i figli di Dio sulla terra. Molti versetti delle Scritture insegnano che la Sua missione è testimoniare del Padre e del Figlio (vedere Giovanni 15:26; 3 Nefi 28:11; DeA 42:17). Il Salvatore ha promesso che il Consolatore ci insegnerà ogni cosa, ci farà ricordare ogni cosa e ci guiderà in ogni verità (vedere Giovanni 14:26; 16:13). Pertanto lo Spirito Santo può aiutarci a discernere tra verità e falsità, guidarci nelle decisioni importanti e aiutarci ad affrontare le sfide della mortalità.11 Egli è anche lo strumento tramite il quale veniamo santificati, ovvero puliti e purificati dal peccato (vedere 2 Nefi 31:17; 3 Nefi 27:20; Moroni 6:4).

IV.

Dunque, in che modo comprendere questa dottrina della Divinità e del piano di salvezza, che è stata rivelata divinamente, può aiutarci con i problemi che affrontiamo al giorno d’oggi?

Conoscendo la verità in merito alla Divinità e al nostro rapporto con Essa, allo scopo della vita e alla natura del nostro destino eterno, noi abbiamo la mappa definitiva e la certezza assoluta per questo nostro viaggio terreno. Sappiamo chi adoriamo e perché adoriamo. Sappiamo chi siamo e cosa possiamo diventare (vedere DeA 93:19). Sappiamo chi rende possibile tutto questo e sappiamo cosa dobbiamo fare per godere delle benedizioni supreme che derivano dal piano di Dio per la salvezza. Come sappiamo tutto questo? Lo sappiamo grazie alle rivelazioni che Dio dà ai Suoi profeti e a ciascuno di noi individualmente.

Raggiungere ciò che l’apostolo Paolo descrive come l’“altezza della statura perfetta di Cristo” (Efesini 4:13) richiede molto più della semplice acquisizione della conoscenza. Non basta nemmeno essere convinti della veridicità del Vangelo; dobbiamo agire e pensare in modo tale da esserne convertiti. Al contrario delle istituzioni del mondo, che ci insegnano a imparare qualcosa, il vangelo di Gesù Cristo e il piano di salvezza ci invitano a diventare qualcosa.

Come ci ha insegnato il presidente Thomas S. Monson durante l’ultima conferenza generale:

“Essenziale per il piano [di salvezza] è il nostro Salvatore, Gesù Cristo. Senza il Suo sacrificio espiatorio tutto sarebbe perduto. Tuttavia, limitarsi a credere in Lui e nella Sua missione non è abbastanza. Dobbiamo darci da fare e apprendere, cercare e pregare, pentirci e migliorare. Dobbiamo conoscere le leggi di Dio e osservarle. Dobbiamo ricevere le Sue ordinanze di salvezza. Soltanto in questo modo troveremo la vera felicità eterna”.

Poi ha continuato dichiarando: “Dal profondo della mia anima e in tutta umiltà rendo testimonianza del grande dono che è il piano che nostro Padre ha per noi. Si tratta dell’unico sentiero perfetto che conduce alla pace e alla felicità sia qui che nel mondo a venire”.12

Aggiungo la mia testimonianza a quella del nostro amato profeta e presidente. Attesto che abbiamo un Padre Celeste che ci ama. Attesto che abbiamo uno Spirito Santo che ci guida. Rendo testimonianza, inoltre, di Gesù Cristo, il nostro Salvatore, che fa in modo che tutto sia possibile. Nel nome di Gesù Cristo. Amen.