2010–2019
Confidare in Dio senza dubitare
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Confidare in Dio senza dubitare

Se rimaniamo saldi nella nostra fede e non dubitiamo nella nostra fede, il Signore aumenterà la nostra capacità di elevarci al di sopra delle difficoltà della vita.

Cari fratelli e sorelle, oggi voglio iniziare il mio messaggio rendendo testimonianza del fatto che il presidente Thomas S. Monson è il profeta di Dio ai nostri giorni. Anche i suoi consiglieri nella Prima Presidenza e i Dodici Apostoli sono a tutti gli effetti profeti, veggenti e rivelatori. Essi rappresentano il Signore Gesù Cristo e hanno il diritto di proclamare i Suoi intenti e il Suo volere come vengono rivelati loro. Attesto che vi è sicurezza nel seguire i loro consigli. Il Signore li sta ispirando a porre enfasi sul rafforzare la nostra fede nel Padre Celeste e in Suo Figlio, Gesù Cristo, e nella Sua Espiazione in modo da non dubitare quando affrontiamo le difficoltà dei nostri tempi.

Nel Libro di Mormon leggiamo di un uomo chiamato Ammon che i Nefiti mandarono dalla terra di Zarahemla alla terra di Lehi-Nefi per avere informazioni sui suoi fratelli. Là, egli trovò re Limhi e il suo popolo che erano tenuti in schiavitù dai Lamaniti. Re Limhi fu incoraggiato dalle cose che Ammon gli aveva detto sul suo popolo a Zarahemla. Il suo cuore fu riempito da tanta speranza e gioia che egli riunì il suo popolo presso il tempio e disse:

“Alzate dunque il capo e gioite, e riponete la vostra fiducia in Dio […].

Ma se vi volgerete al Signore con pieno intento di cuore […] e lo servirete con tutta la diligenza della vostra mente, […] egli vi libererà dalla schiavitù, secondo il suo volere e a suo piacimento”1.

La fede del popolo di re Limhi fu toccata così profondamente dalle parole di Ammon che essi fecero alleanza con Dio di servirLo e di obbedire ai Suoi comandamenti, nonostante le loro circostanze difficili. Grazie alla loro fede, furono in grado di escogitare un piano per fuggire dalle mani dei Lamaniti.2

Fratelli e sorelle, vi prego di riflettere sull’importanza dell’invito esteso da re Limhi al suo popolo e quanto sia rilevante per noi. Egli disse: “Alzate dunque il capo e gioite, e riponete la vostra fiducia in Dio”. Con queste parole, Limhi invitò il suo popolo a guardare al futuro con gli occhi della fede; a sostituire le proprie paure con l’ottimismo della speranza che nasce dalla fede; e a non dubitare nel riporre la propria fiducia in Dio a prescindere dalle circostanze.

La vita terrena è un periodo in cui siamo messi alla prova per vedere se faremo tutte le cose che il Signore nostro Dio ci comanderà.3 Questo richiede una fede incrollabile in Cristo anche nei momenti di grande difficoltà. Richiede che andiamo avanti con una fede salda in Cristo, guidati dallo Spirito e fiduciosi che Dio provvederà alle nostre necessità.4

Al termine del Suo ministero terreno, subito prima di essere fatto prigioniero, il Salvatore insegnò ai Suoi discepoli: “Nel mondo avrete tribolazione; ma fatevi animo, io ho vinto il mondo”5.

Riflettete insieme a me per un momento: Gesù Cristo, il Figlio Unigenito del Padre, ha vissuto una vita senza peccato e ha vinto tutte le tentazioni, i dolori, le difficoltà e le afflizioni del mondo. Nel Getsemani ha versato gocce di sangue; ha sofferto un dolore terribile che va al di là di ogni descrizione. Ha preso su di Sé tutte le nostre pene e le nostre malattie. È pronto ad aiutare — ad aiutare ognuno di noi — con qualsiasi fardello. Grazie alla Sua vita, alla Sua sofferenza, alla Sua morte e alla Sua risurrezione, ha rimosso ogni impedimento alla nostra gioia e al trovare pace su questa terra. I benefici del Suo sacrificio espiatorio sono estesi a tutti coloro che Lo accettano e che rinunciano a se stessi, e a coloro che prendono la Sua croce e Lo seguono come Suoi veri discepoli.6 Pertanto, esercitando la fede in Gesù Cristo e nella Sua Espiazione saremo fortificati, i nostri fardelli saranno alleggeriti e, grazie a Lui, vinceremo il mondo.

Fratelli e sorelle, pensando alla forza e alla speranza che possiamo ricevere dal Salvatore, abbiamo veramente ragione di sollevare il capo, di gioire e di spingerci innanzi con fede senza dubitare, “perché chi dubita è simile a un’onda di mare, agitata dal vento e spinta qua e là […] essendo uomo d’animo doppio, instabile in tutte le sue vie”7.

Anche re Limhi esortò: “Se vi volgerete al Signore con pieno intento di cuore […], e lo servirete con tutta la diligenza della vostra mente, se lo farete egli vi libererà dalla schiavitù, secondo il suo volere e a suo piacimento”8.

Ascoltate le parole del Salvatore stesso rivolte a noi:

“Il vostro cuore non sia turbato; abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me!

Se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti.

Chi ha i miei comandamenti e li osserva, quello mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e io l’amerò e mi manifesterò a lui”9.

Dio ci benedice secondo la nostra fede.10 La fede è la sorgente di una vita condotta con uno scopo divino e con una prospettiva eterna. La fede è un principio pratico che ispira diligenza. È una forza vitale e vivente che si manifesta nel nostro atteggiamento positivo e nel nostro desiderio di fare di buon grado tutto ciò che Dio e Gesù Cristo ci chiedono. Ci fa inginocchiare per implorare il Signore di guidarci e ci fa alzare e agire con fiducia per realizzare ciò che è coerente con la Sua volontà.

Anni fa, mentre servivo come presidente di missione, ricevetti una telefonata dai genitori di uno dei nostri cari missionari che mi informava della morte di sua sorella. Ricordo che, nell’emozione di quel momento, io e quel missionario abbiamo parlato del meraviglioso piano di salvezza di Dio per i Suoi figli e di come questa conoscenza gli avrebbe dato conforto.

Benché affranto e triste per quest’avversità, il missionario — con le lacrime agli occhi e con fede in Dio — gioiva della vita avuta da sua sorella. Espresse la sua fiducia incrollabile nelle tenere misericordie del Signore. Mi disse con fermezza che avrebbe continuato a svolgere la sua missione in tutta fede e diligenza per poter essere degno delle promesse che Dio aveva in serbo per lui e per la sua famiglia. In tale momento di bisogno, quel missionario fedele volse il suo cuore a Dio, ripose in Lui tutta la sua fiducia e rinnovò il suo impegno a servire il Signore con fede e diligenza.

Fratelli e sorelle, se la ferma fiducia in Dio e il desiderio di servirLo non sono radicati in noi, le dolorose esperienze della mortalità possono portarci a sentire il carico di un pesante giogo; inoltre, possiamo perdere la motivazione di vivere appieno il Vangelo. Senza fede, finiremo per perdere la capacità di apprezzare i disegni del nostro Dio riguardo a ciò che avverrà in seguito nella nostra vita.11

In questi momenti di prova, l’avversario — sempre in agguato — cerca di usare la nostra logica e il nostro raziocinio contro di noi. Cerca di convincerci che è inutile vivere i principi del Vangelo. Vi prego di ricordare che la logica dell’uomo naturale “non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché gli sono pazzia”12. Ricordate che Satana “è nemico di Dio, e combatte continuamente contro di Lui, e continuamente invita e istiga a peccare, e a fare continuamente ciò che è male”13. Non dobbiamo lasciare che ci inganni, perché altrimenti vacilliamo nella fede e perdiamo il potere di ottenere le benedizioni di Dio.

Se rimaniamo saldi nella nostra fede e non dubitiamo, il Signore aumenterà la nostra capacità di elevarci al di sopra delle difficoltà della vita. Saremo messi in grado di controllare gli impulsi negativi e svilupperemo la capacità di superare anche quelli che, apparentemente, sembrano essere ostacoli insormontabili. Questo è ciò che permise al popolo di re Limhi di fuggire in modo spettacolare dalla schiavitù lamanita.

Fratelli e sorelle, vi invito a riporre tutta la vostra fiducia in Dio e negli insegnamenti dei Suoi profeti. Vi esorto a rinnovare le vostre alleanze con Dio, a servirLo con tutto il vostro cuore, a prescindere dalle situazioni complicate della vita. Attesto che, per il potere della vostra fede incrollabile in Cristo, vi affrancherete dalla schiavitù del peccato, del dubbio, dell’incredulità, dell’infelicità, della sofferenza; e che, inoltre, riceverete tutte le benedizioni promesse dal nostro amorevole Padre Celeste.

Attesto che Dio è reale. Egli vive. Egli ci ama. Ascolta le nostre preghiere nei momenti di felicità e nei momenti di dubbio, di tristezza e di disperazione. Attesto che Gesù Cristo è il Salvatore del mondo. È il nostro Redentore.

Chiudo il mio discorso di oggi con le parole di un inno tratto dall’innario portoghese il cui titolo in italiano sarebbe “Non ora ma negli anni a venire”:

Se le nubi coprono il sole e gettano ombre sul nostro cuor,

presto sapremo Chi sei; non importa se ci affligge il dolor.

Gesù ci guida con la Sua mano e ci dirà perché;

se ascoltiamo la Sua voce, ce lo dirà testé.

Confidiamo in Dio senza timore e lasciamo che sostegno ci doni;

Cantiamo la Sua gloria senza posa, Egli poi ci darà spiegazioni.14

Dico questo nel sacro nome di Gesù Cristo. Amen.