2012
    Consigliarsi assieme nel matrimonio
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    La nostra casa, la nostra famiglia

    Consigliarsi assieme nel matrimonio

    In qualità di terapista matrimoniale e familiare a Victoria, in Canada, ho fatto consulenza a una coppia, Bob e Mary (i nomi sono stati cambiati), che spesso aveva discussioni quando cercava di prendere decisioni assieme. Durante un incontro Bob mi ha detto: “Cerco di presiedere e di fare le cose, ma quando ho delle idee su quello che si deve fare, lei non vuole sostenere il sacerdozio!”.

    Dal suo commento ho potuto capire che lui non comprendeva pienamente cosa significa presiedere. Quando le coppie si sposano, formano una società alla pari nella quale si sforzano di prendere decisioni insieme in uno spirito di unità.

    Con questa coppia ho condiviso alcuni principi su come consigliarsi assieme che ho appreso dal modello dei consigli del sacerdozio. Benché nella casa i consigli funzionino in maniera un po’ diversa da quelli della Chiesa, molti degli stessi principi sono validi. Se ci sforziamo di metterli in atto nella nostra casa, questi principi possono aiutarci a rafforzare il nostro matrimonio in modo gradito al Signore.

    Principio 1: prendere decisioni unanimi

    Nei consigli del sacerdozio

    Le presidenze, i consigli e i vescovati agiscono tutti in base a principi di consenso unanime e armonioso. L’anziano M. Russell Ballard ha spiegato che il Quorum dei Dodici Apostoli giunge a una decisione unitaria prima di intervenire su un certo tema: “Esaminiamo una vasta gamma di questioni, dall’amministrazione della Chiesa agli avvenimenti mondiali, e lo facciamo con grande franchezza. Qualche volta esaminiamo una questione per diverse settimane prima di raggiungere una decisione”.1 L’unità è così importante che il Quorum dei Dodici Apostoli non procede con una risoluzione finché non sia stata raggiunta l’unanimità.

    Il Signore ha insegnato il medesimo principio dell’unità nei consigli a Joseph Smith: “E ogni decisione presa da uno di questi quorum deve essere per voce unanime di questo; cioè, ogni membro in ciascun quorum deve essere d’accordo con le decisioni di questo, allo scopo di rendere le loro decisioni di pari potere o validità, l’una rispetto all’altra” (DeA 107:27).

    L’anziano David A. Bednar del Quorum dei Dodici Apostoli ha ribadito questo principio quando ha insegnato: “Non possiamo ricevere ispirazione se non siamo uniti”.2 Quando siamo uniti negli intenti e nella preghiera, invitiamo la guida e l’ispirazione dello Spirito Santo.

    In famiglia

    Il principio dell’unità è vero per i consigli del sacerdozio, ed è vero per il matrimonio. I Fratelli hanno insegnato che il consiglio familiare è il consiglio fondamentale della Chiesa.3 Si noti che non hanno insegnato che il consiglio fondamentale è costituito dal marito o che è costituito dalla moglie. Questo consiglio consiste di entrambi assieme.

    Non è raro che le coppie facciano fatica a raggiungere una decisione unanime, specialmente quando l’argomento in questione è importante. In aggiunta, quando i coniugi si preoccupano più di aver ragione che di arrivare a un consenso comune “si interrompe la comunicazione con il Padre Celeste [e] la comunicazione tra i coniugi viene meno. E il Padre Celeste non interferirà. Di solito non si intromette in questioni in cui non è stato invitato”.4 Il segreto è di invitare, non escludere il nostro Padre nei cieli dalle nostre discussioni. Se con umiltà collaboriamo e ci ascoltiamo a vicenda, otteniamo la fondamentale benedizione della guida del Signore.

    È importante prendere decisioni unanimi avendo la guida dello Spirito, soprattutto se la decisione non sembra essere razionalmente la scelta migliore. Il presidente George Q. Cannon (1827–1901), primo consigliere della Prima Presidenza, ha spiegato che il Signore sostiene le risoluzioni dei dirigenti uniti e che verrà in soccorso del loro piano non perfetto e “lo accompagnerà con la Sua saggezza e potere per renderlo efficace”.5 Questa promessa è valida per tutti i consigli, compresi quelli tra coppie.

    Tuttavia, le decisioni non vengono sempre prese attraverso un procedimento formale. L’anziano Ballard insegna che “quando marito e moglie parlano insieme, tengono un consiglio di famiglia”.6

    Inoltre, proprio come il Signore non ci comanda in tutte le cose, i coniugi non devono tenere consigli per ogni decisione. Le coppie devono fidarsi l’uno dell’altra nelle scelte quotidiane che hanno poca rilevanza a livello eterno. Insieme, con la guida del Signore, delle Scritture e delle parole del profeta, determinano quali decisioni necessitano di una discussione congiunta.

    Principio 2: piena partecipazione

    Nei consigli del sacerdozio

    Alla riunione mondiale di addestramento per i dirigenti di novembre 2010, Julie B. Beck, presidentessa generale della Società di Soccorso, ha condiviso questo versetto: “Nominate fra voi un insegnante e non lasciate che tutti parlino assieme, ma che parli uno solo alla volta e tutti ascoltino i suoi detti; affinché, quando tutti avranno parlato, tutti possano essere edificati da tutti, e che ognuno abbia un uguale privilegio” (DeA 88:122). L’anziano Walter F. González della Presidenza dei Settanta ha fatto seguito ai suoi commenti con l’osservazione che la partecipazione favorisce l’ispirazione.7 Quando tutti hanno un’uguale possibilità di dare il loro contributo, le idee dei singoli messe assieme hanno una forza in più.

    In famiglia

    Il principio della partecipazione ci insegna quanto è importante che entrambi i coniugi contribuiscano al processo decisionale. Non è sufficiente che un coniuge prenda tutte le decisioni e che l’altro si limiti ad acconsentire. Le coppie hanno maggiore successo se entrambe le parti ricercano l’ispirazione e poi prestano attenzione ai pensieri e sentimenti dell’altro.

    Il presidente Howard W. Hunter (1907–1995) disse: “L’uomo che detiene il sacerdozio accetta la moglie come collega nella guida della casa e della famiglia e le consente la piena conoscenza e la piena partecipazione a tutte le decisioni che li riguardano… Il Signore intese che la moglie fosse un aiuto all’uomo, ossia una compagna uguale e necessaria in una società di pari diritti”.8 Siamo fatti per aiutarci reciprocamente. Quando richiediamo e accettiamo la partecipazione del nostro coniuge, possiamo godere di uno dei più grandi vantaggi del matrimonio.

    Principio 3: presiedere rettamente

    Nei consigli del sacerdozio

    Comprendere il vero significato di presiedere è essenziale per condurre un efficace consiglio del sacerdozio. Coloro che presiedono “veglia[no] sulla chiesa” (Alma 6:1) e sono responsabili di far sì che vengano praticati l’unità, l’equa partecipazione e gli altri principi del consigliarsi assieme. L’anziano Ballard ci ricorda che “coloro che detengono il sacerdozio non devono mai dimenticare che non hanno nessun diritto di esercitare l’autorità del sacerdozio come un bastone tenuto sopra il capo dei familiari o dei fedeli… Sacerdozio significa servizio, non servitù, compassione, non costrizione, cura, non controllo. Coloro che pensano altrimenti operano fuori dei parametri dell’autorità del sacerdozio”.9

    In famiglia

    Il dovere patriarcale del marito che presiede sulla casa non è di governare sugli altri, bensì di assicurarsi che il matrimonio e la famiglia prosperino. Il presidente David O. McKay (1873–1970) ha spiegato che un giorno ogni uomo avrà un’intervista personale del sacerdozio con il Salvatore: “Per prima cosa, vi chiederà conto del rapporto tra voi e vostra moglie. Vi siete impegnati attivamente per renderla felice e assicurarvi che i suoi bisogni individuali siano soddisfatti?”10

    Il marito è responsabile della crescita e della felicità del suo matrimonio, ma tale responsabilità non gli conferisce autorità su sua moglie. Entrambi tengono le redini del matrimonio. Nei buoni consigli di coppia entrambi i coniugi condividono una serie di virtù che, quando applicate, li aiutano a concentrarsi l’uno sull’altro.

    Possiamo studiare alcune di queste virtù in Dottrina e Alleanze 121:41: “Nessun potere, o influenza, può o dovrebbe essere mantenuto in virtù del sacerdozio, se non per persuasione, per longanimità, per gentilezza e mitezza, e con amore non finto”.

    Non possiamo usare il sacerdozio per imporre potere e influenza. Dunque, non possiamo usare mezzi ingiusti per stabilire un dominio nel matrimonio. Il vero potere viene solo quando collaboriamo in rettitudine e così ci rendiamo idonei per le benedizioni del Signore.

    Edificare un matrimonio eterno

    Le coppie nelle quali i coniugi vogliono dominare sull’altro o hanno problemi di discordanza su come gestire il tempo, il denaro, i figli, i suoceri o qualsiasi altra cosa devono pensare di riconsiderare i principi fondamentali che hanno scelto di seguire nel loro matrimonio. Possono migliorare il loro matrimonio stabilendo uno schema secondo il quale consigliarsi assieme con amore non finto?

    I principi dell’unità, della partecipazione e del presiedere in rettitudine ci permettono di raggiungere una vera unanimità con il nostro coniuge e invitano lo Spirito nella nostra vita. L’applicazione delle virtù dell’amore e della gentilezza smorza molte discussioni, porta una maggiore soddisfazione nel matrimonio e stabilisce un rapporto che può durare per l’eternità.

    Proprio come i consigli del sacerdozio si sforzano di essere uniti nelle loro decisioni, l’unità nel matrimonio è essenziale.

    Nei buoni consigli di coppia, entrambi i coniugi cercano, con rispetto, gentilezza e piena partecipazione, di edificare il rapporto e sviluppare unità.

    Illustrazioni fotografiche di Robert Casey, salvo dove indicato diversamente; a destra: illustrazione di Craig Dimond