2010–2019
Fermi e costanti nella fede in Cristo
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Fermi e costanti nella fede in Cristo

Per continuare a essere fermi e costanti nella fede in Cristo è necessario che il vangelo di Gesù Cristo penetri nel cuore e nell’anima.

Nella storia dell’Antico Testamento troviamo un alternarsi di periodi in cui i figli d’Israele onoravano la loro alleanza con Geova e Lo adoravano, e di altri in cui ignoravano quell’alleanza e adoravano idoli detti anche Baali.1

Quello del regno di Achab fu uno dei periodi di apostasia vissuti dal regno settentrionale d’Israele. Un giorno il profeta Elia disse al re Achab di radunare sul monte Carmel il popolo d’Israele insieme ai profeti e ai sacerdoti di Baal. Non appena il popolo si fu adunato, Elia disse loro: “Fino a quando zoppicherete voi dai due lati? [o in altre parole: “Quando vi deciderete una volta per tutte?”] Se l’Eterno è Dio seguitelo; se poi lo è Baal, seguite lui. Il popolo non gli rispose verbo”2. Allora Elia propose che sia lui che i profeti di Baal tagliassero a pezzi un giovane toro e lo ponessero sopra della legna sui rispettivi altari, ma “senz’appiccarvi il fuoco”3. A quel punto, disse: “‘Invocate voi il nome del vostro dio, e io invocherò il nome dell’Eterno; e il dio che risponderà mediante il fuoco, egli sia Dio’. Tutto il popolo rispose e disse: ‘Ben detto!’”4.

Ricorderete che i sacerdoti di Baal implorarono a gran voce e per diverse ore il loro dio inesistente di mandare il fuoco “senza che s’udisse voce o risposta o ci fosse chi desse loro retta”5. Quando arrivò il suo turno, Elia riparò l’altare del Signore che era stato demolito, vi poggiò sopra la legna e l’olocausto, e poi ordinò che vi si rovesciasse sopra dell’acqua, non una, bensì tre volte. Non c’era dubbio che né lui né alcun altro potere umano avrebbe mai potuto appiccare il fuoco.

“E sull’ora in cui si offriva l’oblazione, il profeta Elia si avvicinò e disse: ‘O Eterno, Dio d’Abrahamo, d’Isacco e d’Israele, fa’ che oggi si conosca che tu sei Dio in Israele, che io sono tuo servo, e che ho fatte tutte queste cose per ordine tuo […]’.

Allora cadde il fuoco dell’Eterno, e consumò l’olocausto, le legna, le pietre e la polvere, e prosciugò l’acqua ch’era nel fosso.

Tutto il popolo, veduto ciò, si gettò con la faccia a terra, e disse: ‘L’Eterno è Dio! L’Eterno è Dio!’”6.

Oggi Elia potrebbe dire:

  • O Dio, il nostro Padre Celeste, esiste, oppure non esiste; ma se esiste, adorateLo.

  • O Gesù Cristo è il Figlio di Dio, il Redentore risorto dell’umanità, oppure non lo è; ma se lo è, seguiteLo.

  • O il Libro di Mormon è la parola di Dio, oppure non lo è; ma se lo è, avvicinatevi “di più a Dio [studiandolo e] obbedendo ai suoi precetti”7.

  • O Joseph Smith ha visto il Padre e il Figlio e ha conversato con loro in quel giorno di primavera del 1820, oppure non l’ha fatto; ma se lo ha fatto, allora seguite il manto profetico e le chiavi di suggellamento che io, Elia, gli ho conferito.

Durante la scorsa conferenza generale il presidente Russell M. Nelson ha dichiarato: “Non c’è bisogno che vi chiediate cosa sia vero [vedere Moroni 10:5]. Non c’è bisogno che vi chiediate di chi potete tranquillamente fidarvi. Attraverso la rivelazione personale potete ricevere la vostra testimonianza che il Libro di Mormon è la parola di Dio, che Joseph Smith è un profeta e che questa è la Chiesa del Signore. Indipendentemente da ciò che gli altri possono dire o fare, nessuno potrà mai privarvi di una testimonianza che è stata portata al vostro cuore e alla vostra mente su ciò che è vero”8.

Quando Giacomo ha promesso a chi cerca la saggezza di Dio che Egli “dona a tutti liberalmente”,9 ha anche dato questo avvertimento:

“Ma chiegga con fede, senza star punto in dubbio; perché chi dubita è simile a un’onda di mare, agitata dal vento e spinta qua e là.

Non pensi già quel tale di ricever nulla dal Signore,

essendo uomo d’animo doppio, instabile in tutte le sue vie”10.

Il nostro Salvatore, invece, è stato l’esempio perfetto di stabilità. Egli ha detto: “[Il Padre] non mi ha lasciato solo, perché fo del continuo le cose che gli piacciono”11. Pensate a queste descrizioni, contenute nelle Scritture, di uomini e donne che furono fermi e costanti come il Salvatore:

Essi “si erano convertiti alla vera fede; e non volevano dipartirsene, poiché erano fermi, perseveranti e inamovibili, disposti a rispettare in tutta diligenza i comandamenti del Signore”12.

“La loro mente è salda, e ripongono costantemente la loro fiducia in Dio”13.

“Ed ecco, lo sapete voi stessi, poiché siete stati testimoni, che tutti coloro che sono portati alla conoscenza della verità […] sono fermi e costanti nella fede, e nelle cose con cui sono stati resi liberi”14.

“Ed erano perseveranti nell’attendere all’insegnamento degli apostoli, nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere”15.

Per continuare a essere fermi e costanti nella fede in Cristo è necessario che il vangelo di Gesù Cristo penetri nel cuore e nell’anima, e cioè che diventi non solo una delle molte influenze presenti nella nostra vita, ma la priorità principale della nostra vita e della nostra personalità. Il Signore dice:

“Vi darò un cuor nuovo, e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; torrò dalla vostra carne il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne.

Metterò dentro di voi il mio spirito, e farò sì che camminerete secondo le mie leggi, e osserverete e metterete in pratica le mie prescrizioni.

E […] voi sarete mio popolo, e io sarò vostro Dio”16.

Questa è l’alleanza che stipuliamo al nostro battesimo e tramite le ordinanze del tempio. Tuttavia, alcuni non hanno ancora accolto pienamente il vangelo di Gesù Cristo nella loro vita. Anche se, come dice Paolo, sono stati “seppelliti [con Cristo] mediante il battesimo”, a loro manca ancora la parte successiva: “Affinché, come Cristo è risuscitato dai morti […], così anche noi camminassimo in novità di vita”.17 Il Vangelo ancora non li definisce. Non sono ancora incentrati su Cristo. Scelgono quali dottrine e quali comandamenti osservare, dove servire nella Chiesa e quando. Al contrario, è tenendo scrupolosamente fede alle alleanze che gli “eletti secondo l’alleanza”18 evitano l’inganno e rimangono fermi nella fede in Cristo.

Molti di noi in questo momento si trovano lungo un continuum tra la partecipazione ai rituali del Vangelo dettata da motivi di carattere sociale e un impegno cristiano e pienamente maturo a compiere la volontà di Dio. A un certo punto, lungo questo continuum, la buona novella del vangelo di Gesù Cristo entra nel nostro cuore e prende possesso della nostra anima. Potrebbe non accadere in un istante, ma tutti noi dovremmo impegnarci per raggiungere quella condizione benedetta.

Una cosa ardua ma fondamentale è rimanere fermi e costanti quando ci troviamo a essere raffinati “nella fornace dell’afflizione”19, e questo prima o poi accade a tutti noi nella vita terrena. Senza Dio, queste cupe esperienze tendono a farci sentire scoraggiati, disperati e persino pieni di rabbia. Con Dio, il conforto prende il posto del dolore, la pace rimpiazza il turbamento e la speranza prende il posto della tristezza. Rimanere fermi nella fede in Cristo porterà la Sua grazia sostenitrice e il Suo supporto.20 Egli trasformerà le prove in benedizioni e, come afferma Isaia, darà “un diadema in luogo di cenere”21.

Permettetemi di menzionare tre esempi di cui ho una conoscenza diretta.

Una donna è affetta da una malattia cronica debilitante che persiste nonostante le cure mediche, le benedizioni del sacerdozio, i digiuni e le preghiere. Nondimeno, la sua fede nel potere della preghiera e nella realtà dell’amore che Dio ha per lei non è diminuita. Ella persevera giorno dopo giorno (e a volte ora dopo ora) servendo nella sua chiamata nella Chiesa e insieme a suo marito si prende cura della sua giovane famiglia sorridendo il più possibile. La sua compassione verso gli altri è profonda ed è affinata dalla sua sofferenza; spesso, quando ministra agli altri, si dimentica di se stessa. Ella va avanti con costanza e le persone si sentono felici in sua presenza.

Un uomo che era cresciuto nella Chiesa, che aveva servito come missionario a tempo pieno e che aveva sposato una donna adorabile, rimase sorpreso quando alcuni dei suoi fratelli cominciarono a criticare la Chiesa e il profeta Joseph Smith. Dopo un po’ essi lasciarono la Chiesa e cercarono di persuaderlo a fare lo stesso. Come spesso avviene in questi casi, lo bombardarono di testi, podcast e video prodotti da persone critiche nei confronti della Chiesa, la maggior parte delle quali erano a loro volta ex membri delusi. I suoi fratelli derisero la sua fede, dicendogli che era ingenuo e che era stato ingannato. Lui non aveva una risposta a tutte le loro asserzioni e la sua fede cominciò a vacillare sotto l’incessante opposizione. Si chiese se dovesse smettere di andare in Chiesa. Parlò con sua moglie e con persone fidate. Pregò. Mentre meditava immerso in questa travagliata condizione mentale, ricordò le occasioni in cui aveva sentito lo Spirito Santo e aveva ricevuto da Lui una testimonianza della verità. Trasse questa conclusione: “Se sono onesto con me stesso, devo ammettere che lo Spirito mi ha toccato in più di un’occasione e che la testimonianza dello Spirito è reale”. Ora ha un rinnovato senso di felicità e di pace che condivide con sua moglie e i suoi figli.

Un marito e una moglie, che nella loro vita hanno sempre messo in pratica con felicità i consigli degli apostoli, erano molto addolorati perché non riuscivano ad avere figli. Avevano speso somme considerevoli per consultare medici competenti e tempo dopo sono stati benedetti con un figlio. Tragicamente, però, dopo circa un anno il bambino è stato vittima di un incidente che non è stato colpa di nessuno, ma che lo ha lasciato in uno stato semicomatoso e gli ha procurato un grave danno cerebrale. Il bambino ha ricevuto le migliori cure, ma i dottori non sono in grado di prevedere come si svilupperanno le cose in futuro. Il bambino che questi genitori avevano messo al mondo con tanta fatica e tante preghiere in un certo senso è stato loro tolto, e non sanno se verrà mai loro restituito. Ora essi lottano per occuparsi delle necessità vitali del loro bambino dedicandosi al contempo alle loro altre responsabilità. In questo momento di estrema difficoltà, si sono volti al Signore. Fanno affidamento sul “pane quotidiano” che ricevono da Lui. Sono aiutati da amici e familiari compassionevoli e sono rafforzati dalle benedizioni del sacerdozio. Si sono avvicinati l’uno all’altra, e probabilmente la loro unione ora è più profonda e completa di quanto avrebbe mai potuto essere altrimenti.

Il 23 luglio 1837 il Signore diede una rivelazione rivolta all’allora presidente del Quorum dei Dodici Apostoli, Thomas B. Marsh. Ecco alcune delle parole che disse:

“E prega per i tuoi fratelli, i Dodici. Ammoniscili severamente per amore del mio nome, e siano ammoniti per tutti i loro peccati, e tu sii fedele al mio nome dinanzi a me.

E dopo le loro tentazioni e molte tribolazioni, ecco io, il Signore, avrò compassione di loro, e se non induriscono il cuore e non irrigidiscono il collo contro di me, saranno convertiti, e io li guarirò”22.

Credo che i principi espressi in questi versetti si applichino a tutti noi. Le tentazioni e le tribolazioni che viviamo, comprese le prove che il Signore ritiene necessario imporci, possono portarci alla piena conversione e guarigione. Tuttavia, ciò accade se — e solo se — noi non induriamo il nostro cuore né irrigidiamo il nostro collo contro di Lui. Se rimarremo fermi e costanti qualunque cosa accada, otterremo quella conversione di cui parlava il Salvatore quando disse a Pietro: “Quando sarai convertito, conferma i tuoi fratelli”23, una conversione così completa che non può essere demolita. La guarigione promessa è la purificazione e la santificazione delle nostre anime ferite dal peccato. Queste cose ci rendono santi.

Mi viene in mente la raccomandazione delle nostre madri: “Mangia le verdure: ti fanno bene”. Le nostre madri hanno ragione e, nel contesto dell’essere costanti nella fede, “mangiare le verdure” significa pregare costantemente, nutrirsi abbondantemente delle Scritture ogni giorno, servire e rendere il culto in Chiesa, prendere il sacramento degnamente ogni settimana, amare il prossimo e prendere su di sé la propria croce obbedendo a Dio ogni giorno.24

Ricordate sempre la promessa delle benedizioni, sia immediate che future, riservate a coloro che sono fermi e costanti nella fede in Cristo. Ricordate la “vita eterna e [la] gioia dei santi”25. “O voi tutti che siete puri di cuore, alzate il capo e ricevete la piacevole parola di Dio, e nutritevi con gioia del suo amore; poiché lo potete fare per sempre, se la vostra mente è ferma”26. Nel nome di Gesù Cristo. Amen.