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    Ciò che sappiamo sulla vita pre-terrena

    Norman W. Gardner Seminaries and Institutes

    Le verità fondamentali riguardanti la vita prima che venissimo sulla terra ci benedicono con una comprensione meravigliosa.

    Un giovane che aveva deciso di sposarsi invece di andare in missione fu persuaso a farsi dare prima la benedizione patriarcale. “Durante la benedizione [intravide brevemente] se stesso nella vita premortale. Vide quanto era stato valoroso e influente nel persuadere altri a seguire Cristo. Ora sapendo chi era veramente, come avrebbe potuto non andare in missione?” Randall L. Ridd, “La generazione scelta”, Liahona, maggio 2014, 57. Questo è solo un esempio di come la conoscenza della vita pre-terrena può fare la differenza per noi.

    Sapere che siamo esseri eterni con genitori celesti cambia la nostra vita aiutandoci a vedere noi stessi e la nostra vita da una prospettiva davvero eterna.

    “Quanti anni hai?” è una domanda facile. I compleanni misurano l’età del nostro corpo fisico. Ma in realtà siamo molto più vecchi. Ognuno di noi “è un beneamato figlio o figlia di spirito di genitori celesti” e “possiede una natura e un destino divini” (“La famiglia – Un proclama al mondo”, Liahona, novembre 2010, 129). Prima che il nostro spirito fosse creato, ciascuno di noi esisteva come “intelligenza”, che “non ha avuto inizio, né avrà fine” (Insegnamenti dei presidenti della Chiesa – Joseph Smith [2007], 216; vedi anche DeA 93:29).

    Nella nostra vita pre-terrena, ci sono state impartite lezioni che ci hanno preparato ad assistere il Padre Celeste nella realizzazione della salvezza dei Suoi figli (vedi DeA 138:56). Avevamo, inoltre, l’arbitrio per seguire e obbedire alle leggi di Dio. Alcuni dei figli del Padre si distinsero per mezzo della “loro grandissima fede e delle loro buone opere” e furono preordinati (ossia incaricati) a servire in modi specifici sulla terra (Alma 13:3). Il più grande di coloro che seguirono il Padre Celeste fu il Suo primogenito di spirito, Gesù Cristo — o Geova, come era conosciuto lì.

    Il profeta Joseph Smith spiegò che, mentre ci trovavamo nel nostro stato pre-mortale, eravamo tutti presenti quando Dio Padre espose il Suo piano per la salvezza dei Suoi figli. Apprendemmo che sarebbe stato necessario un Salvatore per superare i problemi generati dalle condizioni della vita mortale (vedi Insegnamenti – Joseph Smith, 215).

    Illustrazione di Gesù nei cieli

    Il nostro Padre nei cieli chiese: “Chi manderò [a essere il Salvatore]?” Gesù Cristo rispose: “Eccomi, manda me” (Abrahamo 3:27). Egli era il “Diletto e Scelto [del Padre] fin dal principio” (Mosè 4:2) e doveva da sempre adempiere questo ruolo. Tuttavia, Lucifero intervenne e offrì se stesso, avanzando altresì una proposta che avrebbe distrutto il libero arbitrio dell’uomo ed esaltato Lucifero al di sopra del trono di Dio (vedere Mosè 4:1–4). Il Padre Celeste replicò: “Manderò il primo” (Abrahamo 3:27). Lucifero si ribellò e divenne noto come Satana.

    Una divisione tra gli spiriti provocò una guerra in cielo. Un terzo dei figli di Dio Gli si rivoltò contro e seguì Satana (vedi DeA 29:36–37). Questi spiriti ribelli furono preclusi dal ricevere un corpo fisico, furono scacciati sulla terra e continuarono a fare guerra ai santi di Dio (vedi DeA 76:25–29). Il resto dei figli di Dio gridò di gioia perché avrebbe potuto venire sulla terra e perché Gesù Cristo fu scelto per vincere il peccato e la morte (vedi Giobbe 38:7).

    Nella vita pre-terrena, acquisimmo una conoscenza del Vangelo, una testimonianza e la fede nel Salvatore e nella Sua Espiazione. Queste cose divennero una protezione e una forza importanti nella guerra in cielo. Coloro che seguirono Dio vinsero Satana e i suoi angeli “a cagion del sangue dell’Agnello e a cagion della parola della loro testimonianza” (Apocalisse 12:11). Quando apprendiamo il Vangelo e otteniamo una testimonianza qui sulla terra, stiamo essenzialmente imparando di nuovo quello che una volta sapevamo e sentivamo nella vita pre-terrena.

    Proprio come non riusciamo a ricordare i primissimi anni della nostra vita mortale, la nostra memoria della vita pre-terrena è stata trattenuta. Ciò è necessario per aiutarci a imparare a camminare per fede e per prepararci a diventare simili a Lui. Tuttavia, possiamo essere certi che conoscevamo e amavamo il nostro Padre Celeste. Il presidente Ezra Taft Benson (1899–1994) promise che “ci sorprenderà molto, quando passeremo attraverso il velo e raggiungeremo l’aldilà, constatare quanto conosciamo il nostro Padre e quanto familiare ci apparirà il Suo volto” (“Gesù Cristo – Doni e aspettative”, La Stella, dicembre 1987, 5).

    Il presidente Boyd K. Packer, Presidente del Quorum dei Dodici Apostoli, ha insegnato: “Senza la conoscenza della dottrina della vita pre-terrena non c’è modo di trovare un senso nella vita… Quando comprendiamo la dottrina della vita pre-terrena, allora le cose prendono il loro posto e acquistano un senso” (“La vita prima della nascita”, Liahona, febbraio 2006, 30).

    Giovane uomo che legge dei fogli

    La nostra vita pre-terrena

    Ecco alcuni passi scritturali che si riferiscono a diversi aspetti dell’esistenza pre-terrena:

    Figli di spirito:

    Romani 8:16–17

    Dottrina e Alleanze 93:23, 29, 33–34

    Abrahamo 3:22–23

    Preordinazione:

    Geremia 1:5

    Alma 13:3

    Dottrina e Alleanze 138:55–56

    Gesù Cristo – Primogenito:

    Giovanni 1:1–2; 8:56–58; 17:5

    1 Pietro 1:19–20

    Dottrina e Alleanze 93:7, 21

    Concilio nel cielo:

    Dottrina e Alleanze 121:32

    Mosè 4:1–4

    Abrahamo 3:24–28

    Guerra in cielo:

    Apocalisse 12:4, 7–11

    Dottrina e Alleanze 29:36–37

    Dottrina e Alleanze 76:25–29

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