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    La chiave per perdonare te stessa

    Madison Child

    Non dovevo continuare a punirmi, perché Gesù Cristo aveva già espiato i miei peccati.

    Erano passati cinque mesi e io non riuscivo ancora a perdonare me stessa. Da quando avevo commesso un errore facendo qualcosa di cui mi vergognavo, mi sembrava di essere caduta in una spirale. Il mio senso di vergogna si rafforzava tutte le volte che facevo qualcosa che ritenevo sbagliata. Non riuscivo a sentirmi in pace.

    Avevo pregato per ottenere perdono e avevo persino sentito che Dio mi aveva perdonata. Ma non riuscivo a perdonare me stessa. Come potevo dato che avevo peccato? Continuavo a buttarmi giù ripetutamente, impedendo a me stessa di andare avanti.

    Nel periodo in cui mi sentivo così, sono andata a una conferenza estiva per i giovani in cui abbiamo incentrato molto del nostro studio sull’Espiazione del Salvatore. Un giorno mi sono imbattuta in un passaggio del Libro di Enos che diceva:

    Erano passati cinque mesi e io non riuscivo ancora a perdonare me stessa. Da quando avevo commesso un errore facendo qualcosa di cui mi vergognavo, mi sembrava di essere caduta in una spirale. Il mio senso di vergogna si rafforzava tutte le volte che facevo qualcosa che ritenevo sbagliata. Non riuscivo a sentirmi in pace.

    “Enos, i tuoi peccati ti sono perdonati, e tu sarai benedetto.

    E io, Enos, sapevo che Dio non poteva mentire; pertanto la mia colpa fu cancellata” (Enos 1:5–6).

    È stato molto forte per me. Mi sono resa conto che, come me, Enos aveva fatto qualcosa di sbagliato e aveva bisogno di essere perdonato. Ha persino descritto la sua difficoltà nella ricerca del perdono come una lotta sostenuta dinanzi a Dio (vedere Enos 1:2). Ma alla fine, dopo aver pregato per tutto il giorno e per tutta la notte, Enos si è sentito in pace. E quando ha chiesto: “Signore, come avviene ciò?”, il Signore ha risposto: “Per la tua fede in Cristo” (Enos 1:7, 8).

    Ecco perché! Enos aveva fede in Gesù Cristo. Se Enos aveva potuto lasciare che il Salvatore cancellasse la sua colpa, perché io non riuscivo a permetterGli di portare quella stessa pace nella mia vita? Da quel momento in poi, ogni volta che sentivo di non riuscire a perdonare me stessa, pensavo all’amore e al perdono di Gesù Cristo. Ho pregato per avere la capacità di lasciar andare le brutte sensazioni e di smetterla di provare tutta quella vergogna. Mi ci è voluto del tempo, ma, dopo molte preghiere, ho smesso di sentirmi così male per tutto il tempo. Finalmente mi sono sentita in pace.

    Questa esperienza mi ha insegnato molto sulla grazia di Cristo. Dopo aver peccato, ho sentito il dolore secondo Dio, ho pregato, mi sono pentita e ho sentito la conferma del fatto che Dio mi aveva perdonata. Eppure continuavo a punirmi. Alla fine mi sono resa conto che non dovevo continuare a soffrire per aver commesso quel peccato, perché Gesù Cristo ne aveva già pagato il prezzo mediante la Sua Espiazione. Per Lui dev’essere stato difficile e doloroso, ma è stato tuttavia disposto a soffrire così non devo farlo io.

    Da allora ho imparato a confidare in Gesù Cristo e a permettere alla Sua pace di riempire la mia vita rafforzando il mio rapporto con Lui e con il mio Padre Celeste. Cerco di pregare e di leggere le Scritture, soprattutto il Libro di Mormon, ogni giorno. Provo a partecipare ad attività edificanti e a utilizzare mezzi multimediali buoni.

    Sbaglio ancora, ma so che se mi pentirò e continuerò a fare del mio meglio, Gesù Cristo mi benedirà con la Sua grazia. Quando confido in Lui e nel Padre Celeste, la colpa e la vergogna spariscono. Ora conosco la pace che deriva dall’avere fede in Gesù Cristo e, grazie a essa, sono più forte.

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