Sussidi per le Scritture
Apocalisse 6–14


“Apocalisse 6–14”, Sussidi per le Scritture: Nuovo Testamento (2024)

Sussidi per le Scritture

Apocalisse 6–14

Come parte della sua rivelazione, Giovanni ha una visione dell’Agnello di Dio che apre i primi sei sigilli di un libro. Egli scrive profezie su eventi importanti e preoccupanti che accadranno immediatamente prima della seconda venuta di Gesù Cristo. Vede due profeti che saranno uccisi a Gerusalemme e che risorgeranno tre giorni e mezzo dopo. Giovanni descrive la guerra in cielo e gli sforzi di Satana per distruggere i seguaci di Gesù Cristo sulla terra. Profetizza anche della restaurazione della Chiesa del Salvatore e della separazione dei giusti dai malvagi.

Risorse

Nota: la citazione di una fonte non pubblicata da La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni non implica che essa o il suo autore siano approvati dalla Chiesa o rappresentino la posizione ufficiale della Chiesa.

Approfondimenti e contesto

Apocalisse 6

Che cosa sappiamo dei primi sei sigilli?

Il libro, o rotolo, con sette sigilli rappresenta settemila anni di storia umana. Ogni sigillo rappresenta mille anni. Gesù Cristo era l’unico degno di aprire ogni sigillo. All’apertura di ciascun sigillo, Giovanni ebbe la visione di eventi della storia umana. Uno studioso ha osservato: “Le immagini dei sigilli sono simboli che mostrano uno schema generale di come si svolgerà la storia, ma non devono essere prese troppo alla lettera. Prese insieme, mostrano la tendenza generale dell’umanità al declino, la quale tendenza sfocerà nella grande battaglia degli ultimi giorni”.

Il seguente schema indica il primo periodo di 6.000 anni. Offre anche possibili interpretazioni dei simboli visti da Giovanni.

Sigillo

Possibili interpretazioni

Primo sigillo (Apocalisse 6:1–2)

Il colore bianco generalmente simboleggia la purezza. L’arco, come arma, può simboleggiare la guerra. La corona può simboleggiare la vittoria. Il primo sigillo è possibile si riferisca a un’epoca che fu “il più grande trionfo di rettitudine che il mondo avesse mai raggiunto. Durante questo periodo, Enoc e il suo popolo posero le fondamenta di Sion, e la rettitudine era realmente in fase d’avanzata”.

Secondo sigillo (Apocalisse 6:3–4)

Il colore rosso “suggerisce che il cavaliere porta la morte attraverso la violenza e lo spargimento di sangue”. Nella mano del cavaliere c’è una spada che simboleggia la “morte violenta associata a tutto il furore della guerra. Racchiudeva in sé anche l’idea dell’autorità di punire le azioni malvagie”. Il secondo sigillo potrebbe riferirsi alla malvagità e alla violenza diffuse ai tempi di Noè. Era talmente grande la malvagità di quel tempo che il popolo cercò di uccidere il profeta Noè.

Terzo sigillo (Apocalisse 6:5–6)

Il colore nero simboleggia “agonia e morte causate da pestilenza, carestia, malattie e siccità”. La “bilancia”, veniva usata soprattutto in tempi di grave carestia per pesare il pane. “Una chenice di frumento” poteva sfamare un adulto per un giorno e costava un denaro. Un denaro equivaleva allo stipendio di un giorno, quindi ci voleva una giornata intera di lavoro per pagare un giorno di cibo. Il terzo sigillo potrebbe riferirsi ai giorni di Abrahamo, di Isacco e di Giacobbe, che furono segnati dalla siccità.

Quarto sigillo (Apocalisse 6:7–8)

La parola greca tradotta con giallastro veniva spesso usata per descrivere qualcuno che era malato o morto. L’inferno, che probabilmente si riferisce alla prigione degli spiriti, simboleggia il luogo dei morti. Il quarto sigillo sembra riferirsi all’epoca degli imperi guerreggianti: Assiria, Egitto, Babilonia, Persia, Grecia e Roma. Avendo rigettato gli avvertimenti dei profeti, i regni di Israele e Giuda si trovarono spesso vittime di questi imperi conquistatori. Gli stessi Israele e Giuda combatterono l’uno contro l’altro, causando la morte di molte persone.

Quinto sigillo (Apocalisse 6:9–11)

Nella sua visione, Giovanni vide delle persone sotto un altare, le quali erano state uccise a causa della loro testimonianza di Dio. Ai tempi dell’Antico Testamento, gli altari nella casa del Signore erano usati per il sacrificio di animali. Il sangue di questi sacrifici animali veniva usato in diversi modi. Uno studioso ha osservato che “in alcuni riti il sangue veniva raccolto in una coppa e versato ai piedi dell’altare del sacrificio. (Vedere Levitico 4 per degli esempi). Versare il sangue suggerisce un impegno di vita totale e di libera volontà nei confronti del Signore. […] Le anime che Giovanni vide sotto l’altare avevano dato liberamente al Signore tutto ciò che avevano. […] Avevano riversato la loro vita sull’altare di Dio”. Molti dei primi cristiani, compresi quasi tutti i Dodici Apostoli originari, diedero la propria vita per il vangelo di Gesù Cristo. Venne data loro una veste bianca, che simboleggiava la purezza e “segnava la loro vittoria morale e anche il pegno [da parte del Signore] di futura gloria eterna”.

Sesto sigillo (Apocalisse 6:12–17; 7:1–17)

Il sesto sigillo rappresenta il tempo che precede la seconda venuta di Gesù Cristo. Giovanni annotò sette eventi che accadranno in questo periodo: un terremoto, il sole che si oscura, la luna che diventa come sangue, le stelle che cadono, i cieli che si aprono come una pergamena, le montagne e le isole che vengono rimosse dal loro posto e persone che cercano di nascondersi. Eventi simili sono riportati in altre parti delle Scritture. Giovanni fa anche riferimento a sette tipi di disastri naturali e a sette classi di persone che si nasconderanno. Il numero sette spesso rappresenta la completezza e potrebbe indicare che nessun nemico di Dio sfuggirà alla Sua ira, negli ultimi giorni.

Apocalisse 7:1–2

Che cosa sappiamo dei quattro angeli e dell’angelo che sale da oriente?

Il Signore rivelò al profeta Joseph Smith che i quattro angeli che Giovanni vide nella sua visione sono mandati da Dio. A questi quattro angeli “è data potestà sulle quattro parti della terra, di preservare la vita o di distruggerla; questi sono coloro che hanno il Vangelo eterno da trasmettere ad ogni nazione, stirpe, lingua e popolo; poiché hanno il potere di serrare i cieli, di suggellare alla vita, o di gettare giù nelle regioni delle tenebre”. “L’angelo che sale da levante è colui al quale è dato il suggello del Dio vivente sulle dodici tribù d’Israele”.

Apocalisse 7:2–3

Che cosa significa apporre un sigillo sulla fronte dei servitori di Dio?

(Confronta con Apocalisse 9:4).

Nei tempi antichi, un sigillo veniva usato “per indicare la proprietà e per fornire protezione”. In questo passo, il sigillo posto sulla fronte dei servitori di Dio “è un simbolo della protezione divina che terrà i giusti al sicuro durante il periodo di lotta e distruzione che si avvicina”. Questo sigillo comprende sia la protezione fisica che quella spirituale. Secondo l’ipotesi di uno studioso: “Il suggellamento consente [ai servitori di Dio] di rispondere con fede alle prove che attraversano, in modo che queste prove diventino gli strumenti stessi mediante i quali essi possano persino essere rafforzati nella loro fede”.

Il profeta Joseph Smith spiegò che porre un sigillo sulla fronte dei servitori di Dio “indica il suggellamento della benedizione, ovvero dell’eterna alleanza, sul loro capo, rendendo così sicura la loro chiamata ed elezione”. (Per ulteriori informazioni sul suggellamento, vedere Apocalisse 22:4. Che significato ha il fatto che i servitori di Dio abbiano il Suo nome sulla fronte?”)

Apocalisse 7:4–8

Chi sono i centoquarantaquattromila?

(Confronta con Apocalisse 14:1–5).

Il Signore spiegò a Joseph Smith che i centoquarantaquattromila “sono sommi sacerdoti, ordinati al santo ordine di Dio, per amministrare il Vangelo eterno; poiché sono coloro che sono ordinati da ogni nazione, stirpe, lingua e popolo, dagli angeli a cui è data potestà sulle nazioni della terra, per portare tutti coloro che vorranno venire alla chiesa del Primogenito”. L’opera svolta dai centoquarantaquattromila sommi sacerdoti potrebbe essere un riferimento simbolico al lavoro portato avanti nei templi degli ultimi giorni sotto le chiavi del sacerdozio. Con “chiesa del Primogenito” si indicano coloro che sono fedeli alle loro alleanze con Gesù Cristo e diventano partecipi della Sua gloria. (Vedere “Ebrei 12:22–23. Che cosa sono il Monte Sion e la Chiesa del Primogenito?”)

Apocalisse 7:9, 13–14

Chi sono le persone in vesti bianche?

Le persone in vesti bianche che stanno davanti al trono sono i giusti di ogni nazione che vengono radunati dai centoquarantaquattromila. Essi si trovano alla presenza del Padre e del Figlio, avendo ricevuto la loro Esaltazione. L’immagine del popolo retto con le palme in mano è simile all’ingresso trionfale del Salvatore a Gerusalemme. La palma può essere un simbolo di vittoria e di gioia. Le vesti lavate e rese bianche “nel sangue dell’Agnello” simboleggiano il fatto che le persone rette sono state purificate mediante l’Espiazione di Gesù Cristo.

Apocalisse 8–11

Che cosa sappiamo dei sette angeli con le trombe?

L’apertura del settimo sigillo nella visione di Giovanni è accompagnata da spaventose raffigurazioni di distruzione. Il Signore ha rivelato che i sette angeli che suonano le trombe rappresentano il tempo in cui “il Signore Dio santificherà la terra, e completerà la salvezza dell’uomo […]; e il suonare di trombe dei sette angeli è la preparazione e il termine della sua opera, all’inizio del settimo millennio: il preparare la via prima del tempo della sua venuta”. Il numero sette spesso rappresenta il completamento di qualcosa.

Apocalisse 8:11

Che cos’è l’assenzio?

L’assenzio è una pianta dal gusto amaro. L’assenzio potrebbe simboleggiare le “amare afflizioni, le calamità e i disastri che si abbatteranno” negli ultimi giorni.

Apocalisse 9:1–3

Che cos’è il pozzo dell’abisso?

“Pozzo dell’abisso” traduce l’espressione usata dal greco per descrivere qualcosa di abissale. Il corrispettivo greco della parola abisso significa “profondità” o “fondo”. Ai tempi del Nuovo Testamento, molti avrebbero inteso il pozzo dell’abisso come una “vasta regione sotterranea che era la dimora dei morti”.

Il profeta Joseph Smith chiarì che la chiave del pozzo dell’abisso non fu data a Satana, ma “all’angelo”. Questa lettura evidenzia il fatto che Dio ha il controllo supremo e che Satana ha solo il potere che Dio stesso gli permette di avere.

Apocalisse 9:3

Che cosa rappresentano le locuste e gli scorpioni?

Le locuste, o cavallette, erano una terribile piaga nelle antiche società agricole perché potevano distruggere rapidamente i raccolti e causare carestie. Ad esempio, Esodo 10:12–15 e Gioele 1:2–7 ci forniscono dei resoconti sul potere distruttivo delle locuste. “Combinare la figura delle locuste con quella degli scorpioni conferisce alla scena una qualità di grande nocività e quindi accresce il senso di terrore che essa suscita”.

Apocalisse 9:4

Chi sarà protetto dalle calamità degli ultimi giorni?

Nella sua visione, l’apostolo Giovanni vide che certe calamità che avrebbero preceduto la Seconda Venuta avrebbero colpito “soltanto [coloro] che non avevano il sigillo di Dio sulla fronte”. Questo corrisponde alle promesse riportate in altre Scritture secondo cui, negli ultimi giorni, coloro che sono fedeli saranno alla fine protetti.

Nonostante il Signore prometta protezione spirituale ai giusti negli ultimi giorni, il profeta Joseph Smith chiarì che alcuni potrebbero non essere protetti dai danni fisici: “Ho già parlato della venuta del Figliuol dell’Uomo e anche che è un errore credere che i santi sfuggiranno ad ogni castigo, mentre i malvagi soffriranno, perché tutta la carne è soggetta a soffrire e ‘i giusti difficilmente sfuggiranno’ [vedere Dottrina e Alleanze 63:34]. Nondimeno, molti santi sfuggiranno, perché il giusto vivrà per fede [vedere Habacuc 2:4]. Molti giusti però cadranno vittime di malattie, pestilenze, eccetera, a causa delle debolezze della carne, ma si salveranno nel regno di Dio”.

Apocalisse 9:11

Qual è il significato di Abaddon e Apollion?

Abaddon è una parola ebraica che significa “luogo di distruzione”. Apollyon è una parola greca che significa “distruggere”. Queste parole indicano che l’obiettivo del re dell’abisso è quello di usare il suo esercito per distruggere.

Apocalisse 9:15–16

Quanti moriranno in battaglia?

I messaggeri di Dio daranno il via a una terribile distruzione negli ultimi giorni prima della seconda venuta del Salvatore. Giovanni disse che un esercito di “venti migliaia di decine di migliaia” (200.000.000) di persone combatteranno in una battaglia. Non sappiamo se quel numero è simbolico o letterale. Giovanni scrisse anche che “la terza parte degli uomini” sarebbe stata uccisa. Su questa profezia, l’anziano Bruce R. McConkie ha dichiarato: “Verrà ucciso un terzo degli abitanti della terra, anche se dovesse trattarsi di molti miliardi di persone”.

Apocalisse 10:1–2, 9–10

Che cosa simboleggia il libretto che Giovanni mangiò?

In merito al libretto mangiato da Giovanni il Signore ha rivelato: “Dobbiamo intendere che si trattava di una missione e di una ordinanza per lui, per radunare le tribù d’Israele; ecco, questo è Elias, che, come è scritto, deve venire a restaurare tutte le cose”. L’atto di mangiare il libro probabilmente indica che Giovanni accettò la sua missione di radunare le tribù d’Israele. Il fatto che il libro fosse “dolce in bocca, come miele” ma “amaro” nelle viscere può suggerire che la missione di Giovanni avrebbe comportato esperienze sia gioiose che dolorose.

Apocalisse 11:2–3, 9–11

Che cosa significano i periodi di tempo nella visione di Giovanni?

Giovanni scrisse che “calpesteranno la santa città” per quarantadue mesi, ossia tre anni e mezzo. Allo stesso modo, i due testimoni profetizzeranno e testimonieranno di Gesù Cristo per milleduecentosessanta giorni, ossia circa tre anni e mezzo. I due testimoni saranno uccisi e il loro corpo giacerà per strada per tre giorni e mezzo. Nelle Scritture, in particolare in Apocalisse, il numero tre e mezzo spesso descrive un periodo di tribolazione durante il quale a Satana è permesso di svolgere la sua opera. Dato che tre e mezzo è la metà di sette (che è simbolo di perfezione e completezza), potrebbe rappresentare qualcosa che è stato interrotto o che non è stato completato. Potrebbe anche suggerire che Dio non ha finito di compiere la Sua opera e che l’opera del diavolo non durerà a lungo.

Apocalisse 12:1–6

Che cosa possiamo imparare dalla traduzione di Joseph Smith sulla donna, sul figlio della donna e sul dragone?

Nella sua visione, Giovanni vide una donna, il figlio della donna e un dragone. Il profeta Joseph Smith ci ha dato le seguenti chiavi di lettura:

Simbolo

Che cosa viene rappresentato

Simbolo

Una donna (Apocalisse 12:1)

Che cosa viene rappresentato

“La chiesa di Dio” (Traduzione di Joseph Smith, Apocalisse 12:7 [Biblioteca evangelica])

Simbolo

Il figlio della donna (Apocalisse 12:2)

Che cosa viene rappresentato

“Il regno del nostro Dio e del suo Cristo” (Traduzione di Joseph Smith, Apocalisse 12:7 [Biblioteca evangelica])

Simbolo

Un dragone (Apocalisse 12:3)

Che cosa viene rappresentato

“Il diavolo, […] chiamato anche Satana” (Traduzione di Joseph Smith, Apocalisse 12:8 [Biblioteca evangelica])

La traduzione di Joseph Smith chiarisce che Satana non prevarrà nella sua guerra contro il regno di Dio sulla terra.

Attualmente, la Chiesa di Dio è un’organizzazione ecclesiastica. Ma quando il Salvatore tornerà e stabilirà “la fine completa di tutte le nazioni”, il regno di Dio avrà anche giurisdizione politica su tutti i popoli della terra.

Apocalisse 12:7–11

Che cosa sappiamo della guerra combattuta in cielo?

Satana cercò di distruggere il nostro arbitrio e desiderò la gloria di Dio per sé. Quando il Padre Celeste scelse Gesù Cristo come nostro Salvatore, Satana si ribellò e diede inizio alla guerra in cielo. In questa guerra “Satana e i suoi seguaci combatterono contro Gesù Cristo e i Suoi seguaci”. A causa della loro ribellione, Satana e i suoi seguaci furono scacciati dal cielo e fu loro negato il diritto di ricevere un corpo terreno.

Il presidente Russell M. Nelson ha insegnato: “Questa guerra nei cieli non fu combattuta con spargimento di sangue. Fu una guerra di idee contrastanti: fu l’inizio della contesa”. Egli ha osservato inoltre che il fine di Satana era quello di “conquistare l’acclamazione generale, al di sopra dello stesso Iddio”.

Riguardo ai continui sforzi di Satana di distruggerci, l’anziano Dale G. Renlund ha dichiarato: “Lucifero è un accusatore, ovvero colui che ci incolpa. […] Egli ha parlato contro di noi nell’esistenza preterrena e continua a condannarci in questa vita. Cerca di trascinarci giù. Vuole che proviamo angoscia eterna. È lui che ci dice che non siamo adeguati, è lui che ci dice che non siamo bravi abbastanza, è lui che ci dice che non c’è rimedio a un errore. Lui è il bullo per eccellenza, quello che ci prende a calci quando siamo al tappeto”.

Scopri di più

Apocalisse

Vincere l’accusatore

  • Dale G. Renlund, “Scegliete oggi”, Liahona, novembre 2018, 104–106

La battaglia in cielo

Materiale multimediale

Video

“War in Heaven” (2:05)

2:6

Immagini

un’antica pergamena arrotolata con sette sigilli di cera
diagramma che spiega i sette sigilli della visione di Giovanni
quattro cavalieri dell’apocalisse che rappresentano la conquista, la guerra, la carestia e la morte

Four Horsemen of the Apocalypse [i quattro cavalieri dell’apocalisse], di Viktor Vasnetsov

persone riunite per il Concilio nei cieli con il Padre Celeste e Gesù Cristo

The Grand Council [il gran concilio], di Robert T. Barrett

Note

  1. Vedere Dottrina e Alleanze 77:6–7.

  2. Vedere Apocalisse 5:8–9.

  3. Richard D. Draper, “Teaching the Book of Revelation: Five Considerations”, Religious Educator, vol. 14, n. 1 (2013), 100.

  4. Richard D. Draper e Michael D. Rhodes, The Revelation of John the Apostle (2016), 250; vedere anche Bruce R. McConkie, Doctrinal New Testament Commentary (1973), 3:477; Mosè 7:13–21.

  5. Draper e Rhodes, The Revelation of John the Apostle, 252.

  6. Draper e Rhodes, The Revelation of John the Apostle, 254.

  7. Vedere Genesi 6:5–13; Mosè 7:43; 8:15–30.

  8. Vedere Genesi 6:11–13; Mosè 7:33; 8:18.

  9. Draper e Rhodes, The Revelation of John the Apostle, 255.

  10. Vedere Draper e Rhodes, The Revelation of John the Apostle, 255.

  11. La parola denaro è stata tradotta dal greco dēnarion, con cui si indicava una moneta romana che, secondo alcuni, corrispondeva allo stipendio di una giornata di lavoro (vedere Tremper Longman III e Mark L. Strauss, The Baker Expository Dictionary of Biblical Words [2023], 221).

  12. Vedere Genesi 41; Abrahamo 1:29–30; 2:1, 17, 21.

  13. Vedere Draper e Rhodes, The Revelation of John the Apostle, 259.

  14. Vedere Isaia 5:14. Vedere anche Argomenti e domande, “Mondo degli spiriti”, Biblioteca evangelica.

  15. Vedere Draper e Rhodes, The Revelation of John the Apostle, 260–261.

  16. S. Michael Wilcox, Who Shall Be Able to Stand? Finding Personal Meaning in the Book of Revelation (2003), 76.

  17. Vedere Draper e Rhodes, The Revelation of John the Apostle, 265. Vedere anche Apocalisse 7:13–14; 3 Nefi 27:19.

  18. Nota che la traduzione di Joseph Smith del versetto 14 riporta: “E i cieli si aprirono come si apre una pergamena quando è arrotolata; e ogni montagna, e isola, fu rimossa dal suo posto” (KJV della Chiesa, Revelation 6:14, nota a).

  19. Vedere Gioele 2:10, 30–31; Aggeo 2:6–7; Dottrina e Alleanze 29:14; 43:25; 88:87–91.

  20. Vedere Corbin Volluz, “A Study in Seven: Hebrew Numerology in the Book of Mormon”, BYU Studies, vol. 53, n. 2 (2014), 60–62.

  21. Dottrina e Alleanze 77:8.

  22. Dottrina e Alleanze 77:9.

  23. Harold W. Attridge et al., eds., The HarperCollins Study Bible: New Revised Standard Version, Including the Apocryphal/Deuterocanonical Books (2006), 2096, nota per Apocalisse 7:2.

  24. Draper e Rhodes, The Revelation of John the Apostle, 287. Vedere anche Apocalisse 9:4.

  25. G. K. Beale, come citato in Draper e Rhodes, The Revelation of John the Apostle, 287.

  26. Joseph Smith, in History, 1838–1856 [Manuscript History of the Church], volume E-1, 1690, josephsmithpapers.org; punteggiatura modernizzata.

  27. Dottrina e Alleanze 77:11.

  28. “Il numero di coloro che sono stati chiamati a servire negli ultimi giorni, 144.000, ci insegna qualcosa. Come si è detto, si tratta di sommi sacerdoti chiamati come missionari negli ultimi giorni. Il messaggio, tuttavia, non sta nella quantità, poiché ancora una volta il numero non deve essere preso alla lettera, ma nella qualità. Dodici rappresenta il sacerdozio. Se moltiplicato per se stesso, il numero aggiunge completezza (così come accadrebbe se moltiplicato per sette). Pertanto, il numero indica la qualità del sacerdozio detenuto da coloro che sono servitori di Dio negli ultimi giorni” (Richard D. Draper, “Understanding Images and Symbols in the Book of Revelation”, in Shedding Light on the New Testament: Acts–Revelation, ed. Ray L. Huntington et al. [2009], 275–276).

  29. Vedere Robert L. Millet, “The Second Coming of Christ: Questions and Answers”, Sperry Symposium Classics: The Doctrine and Covenants, ed. Craig K. Manscill (2004), 214–215.

  30. Vedere Dottrina e Alleanze 76:54–70; 93:20–22.

  31. Vedere Joseph Smith, “Discourse, 12 May 1844, as Reported by Thomas Bullock”, 2, josephsmithpapers.org.

  32. Vedere Apocalisse 7:15–17. Vedere anche Ronald A. Rasband, “Osanna all’Altissimo Dio”, Liahona, maggio 2023, 108–111.

  33. Vedere Matteo 21:8–9; Giovanni 12:12–13.

  34. Vedere Levitico 23:40; Dottrina e Alleanze 109:76.

  35. Apocalisse 7:14. Vedere anche Alma 5:21; 13:11–12; 3 Nefi 27:19.

  36. Vedere Dottrina e Alleanze 88:89–95.

  37. Dottrina e Alleanze 77:12. Vedere anche Dottrina e Alleanze 88:94, 99–106.

  38. Vedere Alonzo L. Gaskill, The Lost Language of Symbolism: An Essential Guide for Recognizing and Interpreting Symbols of the Gospel (2003), 124.

  39. Terry B. Ball, “Plants in the New Testament”, in New Testament History, Culture, and Society: A Background to the Texts of the New Testament, ed. Lincoln H. Blumell (2019), 636.

  40. Draper e Rhodes, The Revelation of John the Apostle, 334.

  41. KJV della Chiesa, Revelation 9:1, nota a.

  42. Vedere Apocalisse 20:1–3; Dottrina e Alleanze 43:29–33.

  43. Draper e Rhodes, The Revelation of John the Apostle, 338.

  44. Apocalisse 9:4.

  45. Vedere 1 Nefi 22:17–19; Dottrina e Alleanze 115:5–6.

  46. Insegnamenti dei presidenti della Chiesa – Joseph Smith (2007), 253.

  47. Draper e Rhodes, The Revelation of John the Apostle, 342.

  48. Bruce R. McConkie, The Millennial Messiah: The Second Coming of the Son of Man (1982), 453.

  49. Dottrina e Alleanze 77:14.

  50. Vedere Attridge et al., The HarperCollins Study Bible, 2100, nota per Apocalisse 10:9–10.

  51. Apocalisse 10:10.

  52. Apocalisse 11:2.

  53. Apocalisse 11:3.

  54. Apocalisse 11:9.

  55. Vedere Daniele 7:24–25; 12:7; Luca 4:25; Apocalisse 12:14; 13:5.

  56. Vedere Gaskill, “The Lost Language of Symbolism”, 117–119.

  57. Dottrina e Alleanze 87:6.

  58. Vedere Guida alle Scritture, “Regno di Dio o regno dei cieli”, Biblioteca evangelica.

  59. Topics and Questions, “War in Heaven,” Gospel Library.

  60. Russell M. Nelson, “Il cancro della contesa”, La Stella, luglio 1989, 61–62.

  61. Dale G. Renlund, “Scegliete oggi”, Liahona, novembre 2018, 105.