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    Posso provare gioia quando ho una brutta giornata?

    Abbiamo chiesto ai giovani di leggere il messaggio sulla gioia portato dal presidente Russell M. Nelson alla conferenza generale di ottobre 2016, e di metterne in pratica i principi. Questo è ciò che hanno imparato.

    Vuoi provare una gioia maggiore nella tua vita? A volte pensiamo di essere troppo impegnati, troppo tristi o troppo maturi per provare gioia — ma questo modo di pensare è sbagliato! Non ci credi? Allora dai un’occhiata a questa fantastica citazione del presidente Russell M. Nelson, presidente del Quorum dei Dodici Apostoli: “I santi possono essere felici in ogni circostanza. Possiamo provare gioia anche quando abbiamo una brutta giornata, una brutta settimana o persino un brutto anno! [La gioia che proviamo] ha poco a che fare con le circostanze in cui viviamo ma dipende totalmente da ciò su cui incentriamo la nostra vita. Quando incentriamo la nostra vita sul piano di salvezza di Dio, […] su Gesù Cristo e sul Suo vangelo, possiamo provare gioia a prescindere da ciò che sta accadendo — o non accadendo — in essa. La gioia scaturisce da Lui e grazie a Lui. Egli è la fonte di tutta la gioia” (“Gioia e sopravvivenza spirituale”, conferenza generale di ottobre 2016).

    Abbiamo chiesto ai giovani di tutto il mondo di leggere il discorso del presidente Nelson e di mettere in pratica per un mese i principi in esso contenuti, per poi condividere con noi l’esperienza che hanno avuto. Questo è quanto hanno detto tre di loro!

    Victoria H.

    Gioia durante un anno impegnativo

    “Questo è stato un anno molto difficile per me. Ogni minuto della mia giornata era occupato dai compiti di scuola, da un imminente esame di pianoforte, dai compiti e dalle letture assegnatimi al Seminario. È stata dura da gestire e all’inizio ho fatto parecchia fatica e mi sono fatta molti pianti. Ho anche digiunato e pregato a lungo affinché il Signore mi rafforzasse, aiutandomi a gestire il tutto e a farlo con gioia.

    Poi, durante la Conferenza generale, il discorso del presidente Nelson mi ha toccato profondamente — era come se fosse diretto a me personalmente. Mi ha dato coraggio in abbondanza per aggrapparmi alla fede e perseverare sino alla fine. Poche settimane dopo, terminati gli esami scolastici, sono stata tentata di dedicare tutto il mio tempo a esercitarmi al pianoforte in preparazione a quest’altro esame. Poi però mi sono ricordata ciò che il presidente Nelson ha detto in merito a come concentrarsi su Cristo ci porti gioia, e ho quindi deciso di impegnarmi prima di tutto a completare la verifica del Seminario. Una volta terminato anche questo, mi sono dedicata alla musica e ho sostenuto l’esame di pianoforte.

    Alla fine li ho superati tutti! Me la sono cavata bene sia a scuola che al Seminario che con il pianoforte. Ma cosa ancora più importante, la mia fede nel Signore è stata rafforzata dal fatto che abbia provato gioia in un periodo tanto impegnativo. Adesso provo gioia perché ho sopportato tutto per bene”.

    Victoria H., 16 anni, Selangor, Malaysia

    Aurora D.

    L’Espiazione del Salvatore mi rende gioiosa

    “Il discorso del presidente Nelson mi è piaciuto tantissimo da subito, non appena l’ho sentito. Mi piace soprattutto il passaggio in cui dice: ‘Di tutte le parole che poteva usare per descrivere la natura e lo scopo della nostra vita qui sulla terra, scelse gioia!’. Ha cambiato il mio modo di pensare e di concentrarmi sulla vita — ora mi concentro molto di più sulla gioia che sui problemi.

    Questo mese sono accadute molte cose che avrebbero potuto farmi arrabbiare facilmente, e molte volte è semplice concentrarsi su queste cose. Ma, avendo deciso di concentrarmi su Cristo e sulla gioia, è stato più facile superare queste prove. È stato anche un mese grandioso perché al Seminario ci siamo concentrati parecchio sull’Espiazione di Gesù Cristo e su come essa possa renderci gioiosi. Ho pensato tanto a quanto il Salvatore abbia fatto per noi molto più di quello che comprendiamo, e sono davvero grata per Lui. Questo mi rende gioiosa”.

    Aurora D., 14 anni, Alaska, USA

    Luke G.

    Concentrarci sulle cose positive

    “Quando ho cominciato a lavorare sulla sfida di concentrarmi per un mese sulle cose che portano gioia nella mia vita, francamente non mi aspettavo che le cose sarebbero cambiate più di tanto. Tuttavia, quando mi sono messo a studiare davvero il discorso del presidente Nelson e ho provato a seguire le sue istruzioni, ho notato qualcosa: concentrarmi sulle cose buone e sulle cose che portano gioia nella mia vita (persino le cose ‘mondane’) mi ha veramente aiutato a rimettere tutto in prospettiva.

    Un sabato son dovuto rimanere a casa per lavorare a un progetto di chimica che avrei dovuto consegnare il lunedì. Mi seccava dover fare i compiti ogni fine settimana e mi sembrava di sprecare il sabato. Poi mia madre è entrata in camera per informarmi che saremmo andati a trovare mio fratello e mia sorella più grandi all’università che frequentavano. Avrei potuto rimanere arrabbiato a causa del progetto di chimica e lasciare che rovinasse la cosa positiva che era appena arrivata nella mia vita. Invece, dato che avevo deciso di concentrarmi sulla gioia, la frustrazione dovuta al progetto di chimica sembrò subito insignificante paragonata alla felicità che provavo al pensiero di riabbracciare mio fratello e mia sorella.

    È quando mi concentro sulla gioia che inizio a notare le cose che ho e per le quali dovrei essere grato. Quando non mi focalizzo sulle cose brutte e vedo tutto ciò che di buono c’è nella mia vita, le cose negative appaiono insignificanti al confronto”.

    Luke G., 17 anni, Arizona, USA

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