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    4 lezioni apprese cadendo

    Bethany Bartholomew

    Vuoi sapere il segreto per non cadere?

    Ho imparato tanto nel corso degli anni. Essendo a dir poco un po’ goffa, ho imparato molte lezioni di vita cadendo.

    Quando sono caduta dal monopattino, ho imparato a essere onesta con mio padre in merito al taglio che mi ero fatta sul piede, anche se ero terrorizzata all’idea che egli mi avrebbe detto che sarei dovuta andare dal dottore per farmi mettere dei punti.

    Quando, durante la lezione di ginnastica, sono caduta dalla trave, ho imparato a rialzarmi e a riprovare prima che le mie paure mi impedissero di risalirci.

    Quando sono caduta dalla bicicletta mentre cercavo di sorpassare i miei cugini sul go-kart, ho imparato a non scontrarmi con un go-kart e, cosa ancora più importante, a essere paziente.

    Ma una delle lezioni più preziose che ho imparato dal cadere è quella che in realtà ho imparato cadendo più volte a danza.

    Lascia che mi spieghi.

    Dove stai guardando?

    Ho trascorso anni ai corsi di danza, imparando salti, giravolte, estensioni e passi. C’era, però, una cosa che semplicemente non riuscivo a fare, a prescindere da quanto mi allenassi: la piroetta. Avevo fallito così tante volte nel tentativo di fare un giro completo rimanendo in equilibrio sulla punta di un piede solo che ero convinta di non essere semplicemente in grado di farlo.

    Poi, un giorno, l’insegnante ha spiegato un principio prezioso alla classe. Ogni volta che cadevamo nel bel mezzo di una piroetta, di solito ella dava consigli quali: “Gira la testa più velocemente” oppure “Porta l’altro piede al ginocchio più velocemente”. Questa volta, però, mi ha chiesto: “Dove cadi?”.

    Mi ha colto di sorpresa. Credevo che fosse abbastanza ovvio. Cadevo per terra.

    L’insegnante mi ha chiesto di nuovo: “In quale direzione cadi? In avanti? All’indietro? Di lato?”.

    Ho risposto che di solito cadevo in avanti.

    “Allora probabilmente stai guardando in basso”, ha spiegato. “Guarda in alto e riprova”.

    Ho fatto come ha detto, ma questa volta sono sono caduta all’indietro.

    “Bene”, ha detto sorridendo. “Solo un po’ troppa spinta dall’altra parte. Riprova”.

    Ho fatto un altro giro su me stessa, questa volta guardando in alto, concentrando lo sguardo davanti a me così da poter tenere la testa centrata sul resto del corpo.

    “Ben fatto!”, ha detto la mia insegnante quando ho completato con successo la giravolta.

    Poi ha riunito il resto della classe e ci ha spiegato il motivo per cui mi avesse chiesto in che direzione stessi cadendo.

    Ha detto che la nostra testa è in realtà molto pesante e determina la direzione che prendiamo. Si è messa su una gamba sola, ha guardato per terra e ha cominciato a cadere in avanti. Poi l’ha rifatto con la testa piegata indietro e ha cominciato a cadere all’indietro.

    “Quindi”, ha detto, “fate attenzione alla direzione in cui state cadendo. Molto ha a che fare con dove avete la testa”.

    Guarda in alto

    Ho pensato per anni a quella lezione. Dov’era la mia testa? Guardavo sempre in basso e avevo pensieri negativi su me stessa? Guardavo di lato paragonandomi a coloro che mi circondavano? Guardavo indietro concentrandomi troppo sul passato?

    Ho imparato che la direzione migliore in cui guardare è in alto, verso la luce.

    Il sentiero che conduce alla vita eterna e alla felicità eterna con il Padre Celeste è stretto e angusto, e se guardiamo in qualsiasi altra direzione, è lì che finiremo per andare: ci allontaneremo dal sentiero. Così ho imparato a guardare al Salvatore. Egli mi avrebbe aiutato a rimanere sul sentiero e mi avrebbe aiutato a rialzarmi quando sarei caduta.

    Guardare in alto, avere pensieri positivi e rimanere concentrati su ciò che contava di più mi ha aiutata a perseverare durante le lezioni di danza più difficili, e mi ha aiutata a edificare la mia testimonianza e a rimanere sul sentiero che mi ha condotto a benedizioni incredibili. Sono felice di aver appreso quella lezione difficile cadendo a danza, così ho imparato a guardare in alto.

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