Insegnamenti dei presidenti
La vita e il ministero di Wilford Woodruff


La vita e il ministero di Wilford Woodruff

Dio si muove in maniera misteriosa nel compiere le Sue meraviglie; lascia le sue impronte nel mare e cavalca la tempesta».1 Così inizia l’inno preferito del presidente Wilford Woodruff, «Dio si muove in maniera misteriosa».

«Amava [quell’inno]», osservò il presidente Heber J. Grant, che era un apostolo quando Wilford Woodruff era il presidente della Chiesa. «A volte penso che lo cantavamo due volte al mese durante la nostra riunione settimanale nel tempio. Raramente trascorreva un mese senza che il fratello Woodruff chiedesse che cantassimo quest’inno. Credeva in quest’opera con tutto il suo cuore e la sua mente; lavorava con tutto il vigore che Dio gli dava per l’avanzamento del Regno».2

Matthias F. Cowley, che servì anche lui con il presidente Woodruff, osservò: «Forse nessun uomo nella Chiesa ha mai sentito più profondamente di Wilford Woodruff la verità delle parole: ‹Dio si muove in maniera misteriosa nel compiere le Sue meraviglie›. Egli era così intensamente spirituale, tanto devoto al servizio di Dio, che in tutta la sua vita gli furono concesse in abbondanza le manifestazioni miracolose degli scopi divini. Non ha mai basato la propria fede sui miracoli: essi confermavano solamente ciò che credeva con tutto il cuore e sostenevano le sue idee riguardo agli insegnamenti contenuti nei sacri scritti».3

Come il presidente Grant e il fratello Cowley osservarono, l’inno preferito del presidente Woodruff si adeguava perfettamente alla sua vita. Esso descrisse, inoltre, il progresso della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni di cui egli fu testimone. L’inno prosegue:

Voi santi timorosi, riprendete coraggio;

le nubi tanto temute

sono cariche di misericordia e s’apriranno

riversando benedizioni sul vostro capo.

I Suoi disegni matureranno presto,

schiudendosi ogni ora;

la gemma può sì esser amara,

ma dolce sarà il fiore.

L’incredulo cieco è certo di errare

scrutando in vano le Sue opere;

Dio è interprete di Se stesso,

e porterà avanti la Sua opera in maniera semplice.4

Agli albori della Chiesa, Wilford Woodruff fu una delle persone di spicco che prese parte a molti eventi chiave, e familiarizzò con le nubi dell’avversità, che, alla fine, portarono benedizioni su coloro che furono fedeli. Assaporò l’amarezza delle persecuzioni e delle sofferenze, ma, attraverso di essa, gustò anche la dolcezza che consiste nell’essere guidato dalla mano di Dio. Man mano che vide svelata la restaurazione del Vangelo, ottenne una comprensione chiara dell’opera divina.

L’infanzia e l’adolescenza di Wilford Woodruff: un solido fondamento posto in famiglia

Wilford Woodruff nacque l’1 marzo 1807 a Farmington, Connecticut, da Aphek Woodruff e Beulah Thompson Woodruff. Quando aveva quindici mesi, sua madre morì di tifo petecchiale. Dopo circa tre anni, Aphek si risposò. Wilford e i suoi due fratelli maggiori furono cresciuti da loro padre e dalla sua seconda moglie, Azubah Hart Woodruff. Aphek e Azubah ebbero insieme altri sei figli, quattro dei quali morirono neonati o nell’infanzia.

Gli scritti di Wilford Woodruff evidenziano che egli crebbe in maniera simile agli altri ragazzi del suo tempo: andava a scuola e lavorava nella fattoria di famiglia. Da piccolo, inoltre, lavorò nella segheria del padre, facendo quelle esperienze che lo avrebbero aiutato da adulto, quando egli stesso mandò avanti un mulino. Uno dei suoi passatempi preferiti era la pesca. Spesso lui e i fratelli si dedicavano alla pesca delle trote nel corso d’acqua che correva presso lo stabilimento del padre.

Amava la sua famiglia e aveva un profondo rispetto per i genitori. Pieno di ammirazione e gratitudine, descrisse il padre come una persona robusta, un lavoratore indefesso, «un uomo di grande carità, onestà, integrità e verità».5 Raccontò anche di come gli insegnamenti evangelici della sua nuova madre contribuirono a spingerlo a cercare la vera chiesa del Signore.6

Anche in età adulta, molti dei momenti di maggior felicità ebbero a che fare con i suoi genitori e fratelli. Lui e suo fratello Azmon si unirono alla chiesa lo stesso giorno. Gioì quando poté insegnare e battezzare suo padre, la moglie di lui e i loro parenti. In seguito si assicurò che il lavoro di tempio fosse svolto a favore di sua madre, privilegio che, a sua detta, fu sufficiente per ripagarlo di tutta la fatica fatta nella vita.7

«La protezione e la misericordia di Dio»

Riguardando indietro alla sua infanzia e adolescenza, Wilford Woodruff riconobbe la mano del Signore nel preservargli la vita in molte occasioni. Nel capitolo intitolato «Capitolo degli incidenti», descrisse alcuni infortuni che gli occorsero, meravigliandosi di essere sopravvissuto abbastanza a lungo da raccontarli. Scrisse, ad esempio, di un’avventura che gli capitò nella fattoria di famiglia: «Quando avevo sei anni, fui quasi ucciso da un toro scontroso. Io e mio padre stavamo dando delle zucche da mangiare alle mucche, quand’ecco che un toro arcigno allontanò la mia mucca dalla zucca che stava mangiando. Presi la zucca che era rimasta, per la qual cosa il toro mi puntò. Mio padre mi gridò di gettare la zucca e di correre. Io corsi lungo il ripido pendio di una collina, tenendomi stretta la zucca, poiché ero determinato a far sì che i diritti della mucca fossero rispettati. Il toro m’inseguì. Quando era sul punto di raggiungermi, misi un piede in fallo in una buca e caddi; il toro mi saltò con un balzo, lanciato verso la zucca, che fece a pezzi a suon di cornate. Mi avrebbe riservato lo stesso trattamento, se non fossi caduto».8

Raccontò, inoltre, di un incidente che ebbe quando aveva diciassette anni: «Stavo cavalcando un cavallo con un carattere molto brutto e che non conoscevo bene. Mentre stavo discendendo una collina rocciosa molto ripida, il cavallo, approfittando del terreno, lasciò improvvisamente la pista e si lanciò a tutta velocità giù dalla scarpata, in mezzo alle rocce. Cominciò a scalciare e cercò di disarcionarmi sbalzandomi sopra la testa, per farmi sbattere poi sulle pietre, ma io caddi quasi in cima alla sua testa e mi aggrappai disperatamente a ognuna delle sue orecchie, aspettandomi in ogni momento di finire a pezzi contro i massi. Mentre mi trovavo in quel frangente, seduto a cavalcioni del suo collo, senza briglie per guidarlo, se non le sue orecchie, l’animale corse all’impazzata, fino a che andò a urtare un macigno e si abbatté al suolo. Fui catapultato sopra la sua testa e il blocco di roccia, a una distanza di circa una pertica, e ricaddi a terra in piedi, il che fu la sola cosa che, secondo me, mi salvò la vita, poiché, se fossi atterrato su una qualsiasi altra parte del corpo, sarei morto all’istante. Ciò nonostante, le mie ossa si frantumarono sotto il mio peso cose se fossero di canna. Mi ruppi la gamba sinistra in due punti, entrambe le caviglie si lussarono in maniera impressionante e il cavallo per poco non mi cadde addosso mentre cercava di rialzarsi. Mio zio, Titus Woodruff, mi vide cadere, chiamò aiuto e mi portò a casa sua. Giacqui dalle due del pomeriggio sino alle dieci di sera senza ricevere alcun trattamento medico, poi arrivò mio padre con il dottor Swift di Farmington, che mi rimise a posto le ossa, m’immobilizzò gli arti e quella notte mi trasportò per otto miglia a casa di mio padre sulla sua carrozza. Le sofferenze furono tremende. Tuttavia mi furono prestate buone cure e dopo otto settimane mi potei muovere fuori casa con le stampelle».9

Anche in età adulta, la vita di Wilford Woodruff fu risparmiata, nonostante i frequenti incidenti che gli capitarono. A quarantun anni, fece un riassunto delle sventure che gli erano capitate, esprimendo gratitudine per la mano protettrice del Signore:

«Mi sono fratturato entrambe le gambe, di cui una in due punti, ambedue le braccia, lo sterno e tre coste; mi sono lussate tutte e due le caviglie. Ho rischiato di annegare, mi sono congelato, ustionato e sono stato morso da un cane forsennato, sono caduto in acqua profonda soggetto alla forza violenta dell’acqua in caduta, ho superato gravi accessi febbrili, sono stato avvelenato dalle peggiori forme di sostanze pericolose, sono atterrato su una pila di rovine ferroviarie, sono stato mancato di poco da proiettili vaganti e me la sono cavata per un pelo in dozzine d’occasioni.

Mi sembra un fatto miracoloso che, con tutti gli infortuni e le fratture che ho riportato, non ho un solo arto che sia claudicante, ma che sono stato in grado di sopportare il lavoro più duro, l’esposizione alle intemperie e i viaggi, durante i quali spesso ho camminato per quaranta, cinquanta e, una volta, sessanta miglia in un giorno. La protezione e la misericordia di Dio sono stati su di me e la mia vita, sino ad ora, è stata preservata. Per queste benedizioni mi sento di esprimere tutta la gratitudine del mio cuore al Padre celeste, pregando che possa trascorrere il resto dei miei giorni al Suo servizio e a edificare il Suo regno».10

La ricerca della vera chiesa del Signore

Da ragazzo Wilford Woodruff iniziò a desiderare di servire il Signore e di conoscerLo meglio. Egli raccontò: «Sin da giovane la mia mente era ricettiva a ciò che era religioso».11 Egli scelse, tuttavia, di non unirsi a nessuna chiesa. Era determinato, invece, a trovare l’unica vera chiesa di Gesù Cristo. Influenzato dagli insegnamenti dei genitori e di alcuni amici, come pure dai suggerimenti dello Spirito, si convinse «che la chiesa di Cristo fosse nel deserto, ossia che ci fosse stato un allontanamento dalla religione pura e immacolata dinanzi a Dio e che stesse per avvenire un gran mutamento».12 Egli fu particolarmente motivato dagli insegnamenti di un uomo di nome Robert Mason, che profetizzò che Wilford avrebbe assaporato in vita i frutti del vangelo restaurato (vedere pagine 1–3 del libro).

Anni dopo, ritenendo che gli altri Santi degli Ultimi Giorni avrebbero tratto beneficio dalle sue esperienze,13 il presidente Wilford Woodruff raccontò spesso la storia della sua ricerca della verità:

«Non riuscivo a trovare nessuna denominazione religiosa le cui dottrine, fede o pratiche concordassero con il vangelo di Gesù Cristo, o le ordinanze e i doni che gli Apostoli avevano insegnato. Benché i ministri del tempo insegnassero che la fede, i doni, la grazia, i miracoli e le ordinanze per gli antichi santi fossero cessati e che non ne avessi più bisogno, non ero persuaso fosse vero, ma che fossero stati ritirati a causa dell’incredulità dei figliuoli degli uomini. Ritenevo che, in ogni epoca del mondo, ogni qual volta Dio avesse avuto la Sua chiesa sulla terra, sarebbero stati manifestati gli stessi doni, grazia, miracoli e poteri, e che la chiesa di Cristo sarebbe stata ristabilita sul pianeta e che io l’avrei vista. Questi principi si scolpirono nella mia mente grazie alla lettura dell’Antico e Nuovo Testamento, elevando una preghiera fervente affinché il Signore mi mostrasse ciò che era giusto o sbagliato e che mi scortasse sul sentiero della salvezza, senza riguardo alle opinioni umane. Per tre anni, i suggerimenti dello Spirito del Signore m’insegnarono che Egli stava per stabilire la Sua chiesa e regno sulla terra negli ultimi giorni».14

«La mia anima era attratta da queste cose», disse. «Quando ero un giovane uomo, pregai giorno e notte affinché potessi vivere per conoscere di persona un profeta. Avrei percorso mille miglia per vedere un profeta, o un uomo che potesse insegnarmi le cose che leggevo nella Bibbia. Non potevo unirmi a nessuna chiesa, poiché a quel tempo non ne potevo trovare alcuna che sostenesse tali principi. Molte volte nel cuore della notte mi ritrovai lungo un fiume, sulle montagne e nel mio mulino… intento a invocare l’Eterno acciocché potessi vedere un profeta o un uomo che m’insegnasse le cose del regno di Dio come le leggevo».15

La ricerca di Wilford Woodruff terminò quando aveva ventisei anni. Il 29 dicembre 1833, udì un sermone predicato dall’anziano Zera Pulsipher, che era un missionario Santo degli Ultimi Giorni. Nel diario descrisse la sua reazione al discorso dell’anziano Pulsipher:

«Aprì la riunione facendo un’introduzione e poi pregò. Sentii lo Spirito di Dio che portava testimonianza che egli era un servitore dell’Onnipotente. Iniziò poi a predicare, cosa che pure fece con autorità. Quando terminò il discorso, sentii veramente che quello era stato il primo sermone evangelico che avessi ascoltato. Pensai che era proprio ciò che da qualche tempo avevo desiderato. Non potei fare a meno di sentirmi in dovere di andarmene da quella casa solo dopo aver portato testimonianza della verità davanti alla gente. Aprii gli occhi per vedere, le orecchie per udire, il cuore per comprendere e l’uscio di casa per accogliere colui che ci aveva predicato».16

Wilford Woodruff invitò l’anziano Pulsipher e il collega, Elijah Cheney, a stare nella sua casa. Due giorni dopo, dopo aver dedicato tempo alla lettura del Libro di Mormon ed essersi ritrovato con i missionari, il fratello Woodruff fu battezzato e confermato membro della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Da quel giorno la sua vita cambiò. Dopo aver trovato la verità, dedicò la propria vita affinché altre persone potessero fare altrettanto.

«Il desiderio di andare e predicare il Vangelo»

Deciso a tener fede alle alleanze strette al battesimo, Wilford Woodruff fu uno strumento volenteroso nelle mani del Signore, sempre pronto a fare la Sua volontà. Verso la fine del 1834 «desiderava andare a predicare il Vangelo»,17 e ricevette la chiamata a servire negli Stati Uniti sud orientali. Era consapevole delle prove che lo attendevano e che, durante il viaggio, la sua vita sarebbe stata in pericolo, ma trovò forza nella testimonianza e nella fede. In seguito ricordò: «Sapevo che il Vangelo che il Signore aveva rivelato a Joseph Smith era vero e d’immenso valore, tanto che desideravo proclamarlo a coloro che non l’avevano udito. Era così buono e semplice, che pensavo che potessi far sì che le persone ci credessero».18

Quando Wilford Woodruff iniziò la prima missione, era stato da poco ordinato all’ufficio di sacerdote nel Sacerdozio di Aaronne. Il collega, che era un anziano, rimase con lui durante le prime difficoltà della missione, ma presto si scoraggiò e ritornò nella sua casa di Kirtland, Ohio. Solo, in una terra che non conosceva, Wilford Woodruff pregò per ricevere aiuto e continuò l’opera missionaria, camminando a stento in paludi e acquitrini. Alla fine arrivò a Memphis, Tennessee, «esausto e affamato».19 Nella sua prima esperienza missionaria in quella città, parlò a un pubblico numeroso. Raccontò:

«Entrai nella migliore taverna [o locanda] del luogo, di un certo signor Josiah Jackson. Gli spiegai che ero forestiero e che non avevo denaro. Gli chiesi se mi avrebbe potuto dare ospitalità per la notte. Mi chiese di che cosa mi occupassi. Lo informai che predicavo il Vangelo. Egli si mise a ridere e mi disse che non avevo molto l’aspetto di un predicatore. Non posso certo biasimarlo per questo: tutti i predicatori che aveva conosciuto viaggiavano su bei cavalli o su carri eleganti, vestiti di abiti di squisita fattura e ricevevano ottimi salari e avrebbero visto il mondo sprofondare nella perdizione prima di affondare nella melma per centosettanta miglia per salvare la gente.

Il padrone desiderava divertirsi un po’, così mi disse che mi avrebbe fatto rimanere lì se avessi predicato. Voleva vedere se fossi stato capace di tenere un sermone. Devo confessare che a quel punto diventai un po’ malizioso e lo supplicai di non farmi predicare. Più lo pregai di dispensarmi, maggiore divenne determinata la richiesta del signor Jackson affinché parlassi in pubblico…

Mi sedetti in un salone a cenare. Prima che finissi, la stanza iniziò a riempirsi di alcune tra le persone ricche ed eleganti di Memphis, vestiti di tessuti preziosi e seta, mentre il mio aspetto era quello che potete immaginarvi, dopo aver camminato nel fango, come mi era per l’appunto capitato. Quando terminai di mangiare, il tavolo fu sollevato sopra le persone e portato fuori. Mi fecero andare in un angolo del salone, dove c’era un pulpito con una Bibbia, un innario e una candela, circondato da una dozzina di uomini, al cui centro c’era il padrone della locanda. C’erano circa cinquecento persone che si erano riunite non per udire il Vangelo, bensì per divertirsi… Come vi sentireste in questa situazione? Alla vostra prima missione, senza un collega o amico, chiamato a predicare a una congregazione di questo tipo? Per me fu una delle ore più belle della mia vita, sebbene mi sarebbe piaciuto non essere solo.

Lessi un inno e chiesi agli astanti di cantare. Non una sola persona cantò una parola. Spiegai loro che non avevo il dono del canto, ma che, con l’aiuto del Signore, avrei sia pregato sia predicato. M’inginocchiai per pregare e gli uomini attorno a me caddero in ginocchio. Chiesi al Signore di concedermi il Suo Spirito e di mostrarmi il cuore delle persone. Nella preghiera, promisi a Dio che avrei detto a quella congregazione qualsiasi cosa Egli mi avrebbe suggerito. Mi alzai e parlai per un’ora e mezza e quello fu uno dei sermoni migliori che abbia tenuto in vita mia.

La vita delle persone della congregazione mi fu rivelata in visione e dissertai delle loro malefatte e della ricompensa che avrebbero ottenuto. Gli uomini che mi circondavano abbassarono il capo. Tre minuti dopo aver terminato rimasi solo nel salone.

Ben presto fui accompagnato in una stanza con un letto, adiacente ad un’altra grande nella quale erano riunite molte persone che avevano ascoltato la predica. Potei ascoltare la loro conversazione. Un uomo disse che avrebbe voluto sapere in che modo quel ragazzo mormone conosceva la loro vita passata. Dopo un po’ giunsero a disputare su alcuni punti dottrinali. Qualcuno suggerì di chiamarmi affinché facessi luce sul punto. Il padrone disse: ‹No, oggi ne abbiamo avute abbastanza›.

La mattina feci una ricca colazione. Qualora fossi ripassato in zona, il proprietario m’invitò a fermarmi da lui per quanto avessi desiderato».20

Nel novembre 1836, Wilford Woodruff completò la missione negli Stati Uniti sud orientali. Riportò nel diario che nel 1835 e nel 1836 aveva percorso 9.805 miglia, tenuto 323 riunioni, organizzato quattro rami della Chiesa, battezzato settanta persone e confermate sessantadue, celebrato undici ordinazioni al sacerdozio, guarito quattro persone mediante l’imposizione delle mani e che era sfuggito a ben sei gruppi diversi di facinorosi.21 Egli fu ordinato anziano nel giugno 1835 e Settanta nel maggio 1836.

Quando l’anziano Woodruff fece ritorno a Kirtland, trovò che molti fedeli della Chiesa erano caduti in apostasia e parlavano contro il profeta Joseph Smith. In seguito egli affermò: «Al tempo dell’apostasia di Kirtland, quando incontrava una persona, Joseph Smith a malapena sapeva, a meno che lo Spirito di Dio glielo rivelasse, se questa gli fosse amica o l’osteggiasse. La maggior parte degli uomini di spicco gli erano nemici».22

Anche «nel mezzo delle tenebre»,23 Wilford Woodruff rimase fedele al Profeta e alla propria determinazione di predicare il Vangelo. Fu chiamato nel Primo Quorum dei Settanta e, con tale incarico, non smise di portare testimonianza della verità, viaggiando per presenziare alle conferenze in quella zona. Dopo essere rimasto a Kirtland per meno di un anno, seguì il suggerimento spirituale di svolgere una missione a tempo pieno nelle Isole Fox, al largo della costa del Maine. Raccontò:

«Lo Spirito di Dio mi ha detto: ‹Scegli un collega e dirigiti subito alle Isole Fox›. Beh, non sapevo che cosa ci fosse sulle Isole Fox più di quanto sapessi che cosa ci fosse su Kolob, ma il Signore mi aveva detto di andare, e io partii. Scelsi Jonathan H. Hale, che accettò di venire con me. Lì scacciamo demoni, predicammo il Vangelo e facemmo alcuni miracoli… Raggiunsi le Isole Fox e vi feci un buon lavoro».24 Quando l’anziano Woodruff arrivò su tali isole, scoprì «un popolo che desiderava l’ordine antico delle cose». In seguito scrisse: «Direi che, più o meno, lì ho battezzato oltre cento persone».25

Il proseguimento del servizio missionario come apostolo del Signore Gesù Cristo

Mentre nel 1838 l’anziano Woodruff stava svolgendo la missione nelle Isole Fox, ricevette una chiamata che estese il servizio missionario al resto della sua vita. Egli raccontò: «Il 9 agosto ricevetti una lettera da Thomas B. Marsh, che allora era il presidente del Quorum dei Dodici Apostoli, mediante la quale m’informava che Joseph Smith, il Profeta, aveva ricevuto una rivelazione, nella quale erano nominate le persone scelte per riempire i posti vacanti di coloro che erano caduti. I nuovi apostoli sarebbero stati: John E. Page, John Taylor, Wilford Woodruff e Willard Richards.

Il presidente Marsh nella lettera aggiunse: ‹Fratello Woodruff, allora, sappia con la presente che lei è stato scelto a colmare il posto vacante di uno dei dodici apostoli, e che è desiderio del Signore, come rivelato recentemente, che giunga speditamente a Far West e che il prossimo 26 aprile si congedi dai santi del luogo per recarsi in altri climi dall’altra parte dell’oceano›».

In seguito, il presidente Woodruff commentò: «La sostanza di questa lettera mi era stata rivelata diverse settimane prima, ma non ne avevo fatto menzione con nessuno».26

L’istruzione di «recarsi in altri climi dall’altra parte dell’oceano» si riferisce al comandamento del Signore che i Dodici svolgessero missioni in Gran Bretagna. Il 26 aprile 1839, subito dopo essere stato ordinato apostolo, l’anziano Wilford Woodruff partì alla volta delle Isole britanniche come uno dei «testimoni speciali del nome di Cristo in tutto il mondo» (DeA 107:23).

L’anziano Woodruff avrebbe poi svolto altre missioni negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. Egli è diventato noto come uno dei più grandi missionari nella storia della Chiesa. Il presente libro contiene molti racconti tratti dalle sue esperienze missionarie.

L’aiuto elargito ai santi perché si radunassero insieme

Oggi i Santi degli Ultimi Giorni sono incoraggiati a edificare il regno di Dio nell’area in cui vivono, rafforzando così la Chiesa nel mondo. Agli albori della Chiesa, i missionari Santi degli Ultimi Giorni incoraggiavano i nuovi convertiti a emigrare verso la sede centrale della Chiesa, sia che fosse a Kirtland, Ohio, o nella Contea di Jackson, Missouri, o a Nauvoo, Illinois, oppure a Salt Lake City, Utah.

Dopo circa due anni dal martirio di Joseph e Hyrum Smith, i santi furono costretti ad abbandonare la propria dimora di Nauvoo e a stabilirsi in un insediamento temporaneo nei Quartieri d’Inverno, Nebraska. L’anziano Woodruff, che si trovava in missione in Inghilterra, ritornò per congiungersi al corpo principale della Chiesa. Partendo dai Quartieri d’Inverno, contribuì a guidare i santi in quella che è stata la loro migrazione più famosa: il viaggio attraverso le praterie e le montagne degli Stati Uniti fino alla terra promessa nella Valle del Lago Salato. Nella sua prima compagnia di pionieri, nell’ultima parte del percorso, trasportò il presidente Brigham Young, che era malato. L’anziano Woodruff era presente quando il presidente Young si alzò dal giaciglio sul carro, esaminò la terra che si distendeva dinanzi a loro e proclamò: «Basta così. Questo è il posto giusto! Proseguiamo».27

L’anziano Woodruff continuò a dare una mano ai santi a radunarsi nella terra promessa. In una delle sue missioni, trascorse con la sua famiglia due anni e mezzo in Canada e negli Stati Uniti nord orientali, aiutando i fedeli della Chiesa a immigrare nella Valle del Lago Salato. Si trovava con l’ultimo gruppo di questi santi, quando fece la seguente esperienza, che mostra la sua sensibilità ai suggerimenti dello Spirito:

«Vidi un traghetto a vapore con le ciminiere fumanti, pronto per partire. Andai dal comandante e gli chiesi quanti passeggeri avesse a bordo. ‹Trecentocinquanta›. ‹Potrebbe farne salire un altro centinaio?› ‹Sì›. Stavo quasi per dirgli che volevamo salire a bordo, quando lo Spirito mi disse: ‹Non salire a bordo di questo vaporetto, né tu né la tua compagnia›. Va bene, mi dissi. Avevo imparato qualcosa riguardo a quella voce dolce e sommessa. Non salii sull’imbarcazione, ma attesi fino il mattino seguente. Dopo trenta minuti che era partito, il traghetto prese fuoco. Il timone era manovrato da corde invece che da catene metalliche e la barca non poté essere accostata a riva. Era una notte buia e non si salvò una sola persona. Se non avessi seguito l’influenza di quel protettore interiore, io, come pure il resto della compagnia, avremmo fatto la stessa fine».28

Il servizio nella Valle del Lago Salato

Dopo che i santi si stabilirono nella Valle del Lago Salato, i compiti dell’anziano Woodruff cambiarono. Non fu più mandato all’estero in missioni a tempo pieno. Si dedicò, piuttosto, ad aiutare di più i santi a immigrare nella sede della Chiesa, incontrarsi con coloro che visitavano la zona, servire come legislatore, lavorare per irrigare e coltivare la terra, sviluppare dei metodi idonei all’agricoltura e alla pastorizia nell’area. Spesso andò in visita presso insediamenti di Santi degli Ultimi Giorni stanziati in Utah, Arizona e Idaho, predicando il Vangelo e incoraggiando i fedeli nell’adempimento dei loro doveri.

Wilford Woodruff fu dal 1856 al 1883 assistente allo storiografo della Chiesa e, dal 1883 al 1889, fu egli stesso lo storiografo ufficiale. Questo periodo coprì la maggior parte della sua appartenenza al Quorum dei Dodici Apostoli. Sebbene quest’incarico gli richiese moltissimo tempo, egli lo considerava un privilegio, ritenendo che «la storia di questa Chiesa rimarrà nel tempo e nell’eternità».29 La chiamata come storiografo lo portò a proseguire l’opera che aveva avviato sin dal 1835, quando aveva iniziato a tenere il diario, nel quale aveva documentato la sua vita e la storia della Chiesa (vedere pagine 125–127).

Nel suo sforzo continuo di rafforzare la Chiesa, servire la comunità e provvedere alla propria famiglia, Wilford Woodruff seguì i principi appresi da suo padre, che era un lavoratore indefesso. L’anziano Franklin D. Richards, membro del Quorum dei Dodici Apostoli, affermò che l’anziano Woodruff era «rinomato per la sua attività, industriosità e resistenza fisica. Benché non fosse grande, fu in grado di compiere lavori che avrebbero sfinito uomini con un fisico ordinario».30

Il diario dell’anziano Woodruff è pieno di resoconti di lunghi giorni di duro lavoro. Raccontò una volta che, quando aveva sessantasette anni, salì con suo figlio Asahel su una scala di quasi quattro metri per raccogliere pesche. Il figlio iniziò a perdere l’equilibrio e, nel tentativo di salvarlo, l’anziano Woodruff cadde. Egli scrisse: «Caddi da un’altezza di circa tre metri sulla spalla e sull’anca destra, il che fu molto doloroso. Asahel non si fece molto male. Per tutta la sera e la notte fui zoppo e dolorante».31 Il giorno dopo riportò: «Oggi ero tutto dolorante e zoppo, tuttavia sono andato nei campi e rincasato la sera».32 Riguardo all’accaduto, Matthias Cowley commentò: «Una persona giustamente si chiede che cosa stesse facendo un uomo della sua età su un albero. Tanto per iniziare, con l’anziano Woodruff non è mai stata una questione d’età: quando vedeva qualcosa che riteneva andasse fatta, stabiliva se gli fosse possibile compierla. Era ovunque… Era sempre pronto per qualsiasi emergenza. Se vedeva un ramo in cima a un melo che doveva essere tagliato, non faceva in tempo a pensarci che era già sull’albero. Gli riusciva sempre difficile chiedere a qualcuno di fare ciò che egli stesso poteva fare».33

La costruzione dei templi e il lavoro che vi si svolge

Ogni qual volta i santi si sono radunati in un luogo per un periodo prolungato, hanno costruito un tempio. Hanno seguito questa regola a Kirtland, Nauvoo e, alla fine, a Salt Lake City. Così facendo, sono stati fedeli alla rivelazione data dal Signore al profeta Joseph Smith, rivelazione che l’anziano Woodruff riportò sul proprio diario:

«Qual era lo scopo del raduno degli Ebrei, o del popolo di Dio in qualsiasi età del mondo? L’obiettivo principale era di costruire una casa per il Signore in cui Egli potesse rivelare al Suo popolo le ordinanze della Sua casa e le glorie del Suo regno, e insegnargli la via della salvezza; perché ci sono certe ordinanze e principi il cui insegnamento ed applicazione devono avvenire in un luogo costruito per questo scopo. Questo era lo scopo nella mente di Dio prima che il mondo fosse e fu a questo fine che Dio stabilì spesso di radunare gli Ebrei, ma essi si rifiutarono. È per lo stesso scopo che Dio raduna il Suo popolo negli ultimi giorni: per edificare al Signore una casa e prepararlo per le ordinanze e le dotazioni, le abluzioni e le unzioni, ecc.»34

L’anziano Woodruff esortò frequentemente i suoi compagni Santi degli Ultimi Giorni a prender parte alle benedizioni messe a disposizione nel tempio. Affermò: «Credo che l’edificazione dei templi sia una delle cose più importanti richieste dal Signore ai Santi degli Ultimi Giorni nella dispensazione della pienezza dei tempi, affinché possiamo entrare nella casa del Signore e non solo redimere i vivi, ma anche i nostri morti».35 Con la sua tipica diligenza, stabilì un esempio nel lavoro di tempio, assicurandosi che le ordinanze fossero celebrate per migliaia di suoi antenati.

Come molti altri profeti del suo tempo, l’anziano Woodruff profetizzò che sarebbe giunto il momento in cui ci sarebbero stati templi su tutta la superficie del pianeta.36 Egli gioì per la possibilità di vedere che la profezia iniziava a adempiersi, poiché quattro templi furono costruiti e dedicati nel Territorio dello Utah nei primi quarantasei anni dopo l’arrivo dei santi nella Valle del Lago Salato: St. George, Logan, Manti e Salt Lake City.

Il presidente Woodruff disse le preghiere dedicatorie per i templi di Manti e Salt Lake City. In un messaggio rivolto a tutti i santi, lui e i suoi consiglieri della Prima Presidenza portarono testimonianza dei benefici che si riversano su coloro che partecipano alla dedicazione dei templi con uno spirito di adorazione sincera: «Essi riceveranno i dolci suggerimenti dello Spirito Santo e in aggiunta, di tanto in tanto, otterranno i tesori celesti, la comunione con gli angeli, poiché la promessa [del Signore] è stata fatta e non verrà meno».37 Scrisse di un’esperienza di questo tipo, che fece alla dedicazione del Tempio di Logan:

«Mentre assistevo alla dedicazione di questo tempio, contemplai l’immagine di quante ore avevo trascorso in preghiera da giovane implorando Dio di consentirmi di vivere sulla terra per vedere lo stabilimento della chiesa di Cristo e un popolo che ricevesse il vangelo antico e che combattesse per la fede che una volta era stata data ai santi. Il Signore mi promise che avrei trovato in vita il popolo di Dio e che avrei avuto un nome e un posto… nella Sua casa, un nome migliore di figli e figlie, che sarebbe stato eterno. Oggi gioisco per avere un nome con il Suo popolo e di assistere alla dedicazione di un altro tempio al Suo santissimo nome. Sia in sempiterno lode a Dio e all’Agnello».38

Il ministero di Wilford Woodruff come presidente della Chiesa

Quando il 25 luglio 1887 morì il presidente John Taylor, il Quorum dei Dodici Apostoli divenne il corpo governante della Chiesa, con il presidente Woodruff come dirigente presiedente. Sentendo il fardello della guida dell’intera Chiesa, il presidente Woodruff riportò i pensieri seguenti nel suo diario: «Ciò mi mette in una situazione assai particolare, in una posizione che non ho mai cercato nella vita. La provvidenza divina, tuttavia, è su di me, e io invoco Dio, il mio Padre celeste, di conferirmi grazia pari alla responsabilità. È una posizione d’immensa responsabilità per chiunque la occupi, che necessita di grande saggezza. Non mi sarei mai aspettato di vivere più a lungo del presidente Taylor… Ma è accaduto… Posso solo esclamare: meravigliose sono le Tue vie, o Signore Onnipotente, perché hai certamente scelto le cose deboli del mondo per svolgere la Tua opera sulla terra. Possa il tuo servitore Wilford essere preparato per qualsiasi cosa lo attenda sulla terra e avere la capacità di svolgere qualsivoglia compito gli sia richiesto dal Dio del cielo. Chiedo queste benedizioni al mio Padre celeste nel nome di Gesù Cristo, il Figlio del Dio vivente».39 Il 7 aprile 1889, il presidente Woodruff fu sostenuto come presidente della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Fu il quarto presidente della Chiesa in questa dispensazione.

La testimonianza dell’opera del Signore negli ultimi giorni

Nei messaggi rivolti ai fedeli della Chiesa, il presidente Woodruff portò ripetutamente testimonianza della restaurazione del Vangelo, proprio come aveva sempre fatto durante il suo ministero. Egli, tuttavia, negli ultimi nove anni di vita testimoniò con maggiore sollecitudine. Fu l’ultimo sopravvissuto che fosse stato un apostolo con Joseph Smith, e sentì un bisogno fortissimo di lasciare una testimonianza chiara e duratura del profeta della Restaurazione. Circa un anno prima di morire, disse:

«Ci sono molte cose che non comprendo, tra cui il motivo per cui mi trovo qui in questo momento. Non capisco perché sono stato conservato in vita tanto a lungo, mentre moltissimi apostoli e profeti sono stati chiamati a casa… Sono il solo uomo nella carne che abbia ricevuto l’investitura per mano del profeta Joseph Smith. Sono l’unico sopravvissuto che era con i Dodici Apostoli quando egli rimise il regno di Dio sulle loro spalle, comandandogli di assumersene la responsabilità. Egli rimase in piedi nella stanza per circa tre ore per tenerci la sua ultima lezione. La sala traboccava di Spirito, che era come un fuoco consumante. Il suo volto era chiaro come l’ambra; le sue parole per noi furono come lampi vividi. Esse penetrarono ogni parte del nostro essere, dalla sommità della testa alla pianta dei piedi. Egli dichiarò: ‹Fratelli, il Signore Onnipotente ha suggellato sul mio capo ogni Sacerdozio, chiave, potere e principio che appartengono all’ultima dispensazione della pienezza dei tempi e che occorrono per l’edificazione del regno di Dio. Ho suggellato sul vostro capo tutti quei principi, Sacerdozi, apostolato e chiavi del regno di Dio; ora dovete raddrizzare le spalle e sostenere il Regno. Se non lo farete sarete dannati›. Non mi sono dimenticato queste parole, né mai lo farò finché vivrò. Quello fu l’ultimo discorso che tenne nella carne. Subito dopo fu martirizzato e chiamato a casa, dove l’attendeva la gloria».40

Come presidente della Chiesa, Wilford Woodruff spronò i santi a cercare e seguire la guida dello Spirito Santo, a tener fede alle alleanze, predicare il Vangelo a casa e nel mondo, essere onesti nelle responsabilità temporali e a essere diligenti nel lavoro di tempio e genealogia. Il suo consiglio riecheggiò una dichiarazione che aveva fatto quando era un membro del Quorum dei Dodici: «Per quanto buoni possiamo essere, dovremmo continuamente cercare di migliorarci. Abbiamo osservato una legge e un vangelo diverso da quello che le altre persone hanno seguito, abbiamo anche una visione di un regno differente, pertanto la nostra meta dovrebbe essere più elevata dinanzi al Signore nostro Dio, dovremmo governarci e auto controllarci di conseguenza e io prego Dio, il mio Padre celeste, affinché il Suo Spirito dimori con noi e ci consenta di fare ciò».41

L’emanazione del Manifesto

Rafforzato dalla mano del Signore, il presidente Woodruff fu a capo dei Santi degli Ultimi Giorni in uno dei periodi più turbolenti di questa dispensazione. Verso la fine del decennio compreso tra il 1880 e il 1890, nella Chiesa era continuata la pratica del matrimonio plurimo, in obbedienza al comandamento del Signore dato al profeta Joseph Smith. Il governo degli Stati Uniti, però, aveva recentemente promulgato leggi contro tale pratica, prevedendo pene severe per la violazione di dette leggi, tra cui la confisca delle proprietà della Chiesa e la negazione ai santi dei diritti civili fondamentali, come quello di voto. Questi sviluppi aprirono canali legali di persecuzione verso i Santi degli Ultimi Giorni che praticavano il matrimonio plurimo. La Chiesa continuò a ricorrere in appello, ma senza alcun successo.

Queste circostanze preoccuparono molto il presidente Woodruff. Egli cercò di conoscere la volontà del Signore sulla questione e, alla fine, ricevette la rivelazione che i Santi degli Ultimi Giorni dovessero cessare la pratica del matrimonio plurimo. In ottemperanza alla disposizione del Signore, emanò quello che è divenuto conosciuto come il Manifesto, una dichiarazione ispirata che indica tuttora la posizione ufficiale della Chiesa sul matrimonio plurimo. In questa dichiarazione pubblica, datata 24 settembre 1890, dichiarò le proprie intenzioni di sottomettersi alle leggi del paese. Portò, inoltre, testimonianza che la Chiesa aveva smesso d’insegnare la pratica del matrimonio plurimo.42 Il 6 ottobre 1890, in una sessione della conferenza generale, i Santi degli Ultimi Giorni sostennero la rivelazione ricevuta dal loro profeta, avallando all’unanimità una dichiarazione che egli era «pienamente autorizzato, in virtù della sua posizione, a pubblicare il Manifesto».43

La riaffermazione della natura eterna della famiglia

Tre mesi prima di morire martirizzato, il profeta Joseph Smith tenne un discorso ad una vasta assemblea di santi. L’anziano Wilford Woodruff, che trascrisse una sinossi del discorso, asserì che il Profeta parlò di «uno dei temi più importanti e interessanti mai presentati ai santi».44 Nel sermone, il Profeta attestò la natura eterna delle famiglie. Parlò della necessità di essere suggellati ai genitori e di perpetuare quest’ordinanza di suggellamento a tutte le generazioni.

«Questo è lo spirito di Elia: redimere i nostri morti, legare noi ai nostri padri che sono in cielo e suggellare i morti affinché vengano avanti nella prima risurrezione. Qui desideriamo che il potere di Elia suggelli coloro che dimorano sulla terra a coloro che sono in cielo… Andate e suggellate i figli e le figlie a voi stessi, e voi stessi ai vostri antenati nella gloria eterna».45

Nei primi decenni che seguirono, i Santi degli Ultimi Giorni seppero che doveva esserci «un legame di un qualche tipo tra i padri e i figli» (DeA 128:18), tuttavia, le procedure non erano ancora completamente stabilite, poiché, come osservò il presidente Woodruff, il profeta Joseph Smith non era vissuto abbastanza a lungo da «approfondire queste questioni».46 Agendo in accordo a «tutta la luce e conoscenza che avevano»47, spesso si fecero suggellare, o «adottare», a Joseph Smith, Brigham Young oppure ad altri dirigenti della Chiesa del loro tempo, piuttosto che ai propri genitori. In qualità di presidente della Chiesa, Wilford Woodruff si espresse in merito a questa pratica, affermando: «Noi non abbiamo messo completamente in atto quei principi in adempimento delle rivelazioni dateci dall’Eterno, nel suggellare il cuore dei padri ai figli e i figli ai padri. Non mi sento ancora soddisfatto, né lo era il presidente [John] Taylor, né lo è stato alcuno che abbia partecipato all’ordinanza di adozione nei templi del nostro Dio, a partire dal profeta Joseph Smith. Abbiamo sentito che c’erano più cose in materia che dovessero essere rivelate rispetto a quelle che abbiamo ricevuto».48

Quell’ulteriore rivelazione giunse al presidente Woodruff il 5 aprile 1894.49 Tre giorni dopo, in un discorso tenuto alla conferenza generale, egli parlò della rivelazione: «Quando mi recai dal Signore per conoscere a chi dovessi essere suggellato… lo Spirito di Dio mi disse: ‹Non hai un padre che ti ha messo al mondo?› ‹Sì, ce l’ho›. ‹Allora, perché non gli rendi onore? Perché non ti suggelli a lui?› ‹Sì, questo è giusto›. Sono stato suggellato a mio padre e avrei dovuto suggellare mio padre a mio nonno, e così via di generazione in generazione. Da oggi in poi e per sempre, a meno che l’Onnipotente disponga diversamente, il dovere che desidero che ogni fratello che presiede a un tempio veda adempiuto è che ogni uomo sia suggellato a suo padre… Questa è la volontà di Dio per questo popolo. Vorrei che tutti i presidenti di tempio in queste montagne d’Israele lo tengano ben presente. Chi sono io per togliere a una persona i diritti del proprio lignaggio? A che titolo un uomo qualsiasi può fare ciò? No. Vi dico: ogni uomo sia suggellato a suo padre e allora farete esattamente ciò che Dio ha affermato quando dichiarò che, negli ultimi giorni, avrebbe mandato il profeta Elia [vedere Malachia 4:5–6]…

Desideriamo che i Santi degli Ultimi Giorni da questo momento facciano la ricerca della loro genealogia, fino ad arrivare più indietro che possono, e che siano suggellati ai padri e alle madri. Suggellate i figli ai loro genitori e portate avanti questa catena fin dove potete…

Fratelli e sorelle, fate vostre queste cose. Andiamo avanti con i nostri documenti genealogici, compiliamoli in rettitudine dinanzi al Signore e portiamo a compimento questo principio, allora la grazia di Dio si riverserà su di noi e, in giorni a venire, coloro che saranno redenti ci benediranno. Prego l’Altissimo che a noi, come popolo, gli occhi possano aprirsi e vedere, le orecchie udire e il cuore comprendere l’opera grande e possente che ci è posta sulle spalle e che il Dio del cielo richiede dalle nostre mani».50

«Per te, Profeta»

L’1 marzo 1897, i Santi degli Ultimi Giorni riempirono il Tabernacolo di Salt Lake per celebrare il 90° compleanno del presidente Wilford Woodruff. In quell’occasione udirono un inno nuovo: «Per te, Profeta». Evan Stephens aveva adattato la musica di un inno già esistente e aveva scritto nuove parole per pagare tributo all’amato profeta della Chiesa:

Per te, Profeta, noi Iddio preghiam

ch’Ei ti conforti ognor nel tuo servir.

Pure se pesa in te la lunga età,

brilli ancor per noi la luce tua,

brilli ancor per noi la luce tua.

Con tutto il cuor per te noi or preghiam

che ispiri sempre il ciel ogni tuo agir.

Il tuo consiglio sia nei nostri dì

luce che ognor ci fa chiara la via,

luce che ognor ci fa chiara la via.

Noi con fervente amor qui or preghiam,

certi ch’Ei ascolterà questo invocar.

Che benedetto tu sia dal Signor,

quanto di meglio ha il ciel Ei doni a te,

quanto di meglio ha il ciel Ei doni a te.51

Diciotto mesi dopo, il 2 settembre 1898, il presidente Wilford Woodruff morì, ricongiungendosi, alla fine, con i santi che lo avevano preceduto lungo la via eterna. Ai suoi funerali, che furono tenuti nel Tabernacolo di Salt Lake, uno «spirito di pace… si riversò sull’intero programma, pervase l’assemblea e rimase a lenire i sentimenti dei presenti». L’interno del Tabernacolo fu «coperto in maniera artistica di drappi bianchi», con addobbi floreali «copiosi e magnifici» e covoni di grano e avena. «Ad entrambi i lati dell’organo c’era il numero 1847 e grandi mazzi di artemisia tridentata, girasoli [e] apici di pino», il che richiamava l’ingresso dei pionieri nella Valle del Lago Salato, avvenuto nel luglio del 1847. Sopra un imponente ritratto del presidente Woodruff era illuminata la scritta «Benché morto, egli parla ancora», in onore al profeta di Dio i cui insegnamenti ed esempio avrebbero continuato a ispirare i Santi degli Ultimi Giorni nel loro sforzo di edificare il regno di Dio.52

Note

  1. Hymns, 285; testo di William Cowper.

  2. Conference Report, aprile 1937, 11.

  3. Wilford Woodruff: History of His Life and Labors As Recorded in His Daily Journals (1964), 37.

  4. Hymns, 285.

  5. «History of Wilford Woodruff (From His Own Pen)», Millennial Star, marzo 18, 1865, 167–168.

  6. Vedere Journal of Wilford Woodruff, prefazione al 1838, Archivi della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.

  7. Vedere Deseret Weekly, 24 febbraio 1894, 288.

  8. «History of Wilford Woodruff (From His Own Pen): Chapter of Accidents», Millennial Star, 10 giugno 1865, 359–360; da un documento che l’anziano Woodruff scrisse nel 1858.

  9. «History of Wilford Woodruff (From His Own Pen): Chapter of Accidents», Millennial Star, 17 giugno 1865, 374–375.

  10. «History of Wilford Woodruff (From His Own Pen): Chapter of Accidents», Millennial Star, 24 giugno 1865, 392.

  11. «History of Wilford Woodruff (From His Own Pen)», Millennial Star, 25 marzo 1865, 182.

  12. Journal of Wilford Woodruff, prefazione al 1838.

  13. Vedere Deseret Weekly, 5 settembre 1891, 323.

  14. Millennial Star, 25 marzo 1865, 182.

  15. Millennial Star, 21 novembre 1895, 741.

  16. Journal of Wilford Woodruff, introduzione.

  17. «Leaves from My Journal», Millennial Star, 30 maggio 1881, 342.

  18. Millennial Star, 30 maggio 1881, 342.

  19. «Leaves from My Journal», Millennial Star, 20 giugno 1881, 391.

  20. Millennial Star, 20 giugno 1881, 391.

  21. Vedere Journal of Wilford Woodruff, sommari del 1835 e del 1836.

  22. Deseret Weekly, 7 novembre 1896, 643.

  23. Deseret Weekly, 7 novembre 1896, 643.

  24. Deseret Weekly, 7 novembre 1896, 643.

  25. Conference Report, ottobre 1897, 46.

  26. «Leaves from My Journal», Millennial Star, 26 settembre 1881, 621.

  27. Deseret News: Semi-Weekly, 27 luglio 1880, 2.

  28. Conference Report, aprile 1898, 30.

  29. Journal of Wilford Woodruff, 6 settembre 1856.

  30. «Wilford Woodruff», Improvement Era, ottobre 1898, 865.

  31. Journal of Wilford Woodruff, 7 settembre 1874.

  32. Journal of Wilford Woodruff, 8 settembre 1874.

  33. Wilford Woodruff: History of His Life and Labors, 484.

  34. Citato da Wilford Woodruff, in Journal of Wilford Woodruff, 11 giugno 1843.

  35. Deseret News: Semi-Weekly, 2 maggio 1876, 4.

  36. Vedere Deseret News: Semi-Weekly, 26 marzo 1878, 1.

  37. «Address from the First Presidency», Millennial Star, 10 aprile 1893, 246.

  38. Journal of Wilford Woodruff, 17 maggio 1884.

  39. Journal of Wilford Woodruff, 25 luglio 1887.

  40. Deseret Weekly, 4 settembre 1897, 356.

  41. Deseret News: Semi-Weekly, 28 dicembre 1875, 1.

  42. Vedere Dottrina e Alleanze, Dichiarazione Ufficiale 1.

  43. Lorenzo Snow, testo inserito in Dottrina e Alleanze, Dichiarazione Ufficiale 1.

  44. Journal of Wilford Woodruff, 10 marzo 1844.

  45. Citato da Wilford Woodruff, in Journal of Wilford Woodruff, 10 marzo 1844.

  46. «Discourse by President Wilford Woodruff», Millennial Star, 28 maggio 1894, 338.

  47. Millennial Star, 28 maggio 1894, 337.

  48. Millennial Star, 28 maggio 1894, 337.

  49. Vedere Journal of Wilford Woodruff, 5 aprile 1894.

  50. Millennial Star, 28 maggio 1894, 338, 339, 341.

  51. Inni, 15.

  52. Vedere «In Memoriam: President Wilford Woodruff», Woman’s Exponent, 15 settembre 1898, 44–45.