1. Le famiglie e la Chiesa nel piano di Dio
    Note a piè di pagina

    1.

    Le famiglie e la Chiesa nel piano di Dio

    1.1

    Il piano di Dio, il Padre Eterno, per la Sua famiglia eterna

    1.1.1

    La famiglia preterrena di Dio

    La famiglia è ordinata da Dio. Essa è l’unità più importante nella vita e nell’eternità. Anche prima di nascere su questa terra, facevamo parte di una famiglia. Ciascuno di noi “è un beneamato figlio o figlia di spirito di genitori celesti” e “possiede una natura e un destino divini” (“La famiglia – Un proclama al mondo”, La Stella, giugno 1996, 10). Dio è il nostro Padre Celeste e, nella vita pre-terrena, abbiamo vissuto alla Sua presenza come parte della Sua famiglia. Lì abbiamo appreso le prime lezioni e siamo stati preparati per la vita terrena (vedere DeA 138:56).

    1.1.2

    Lo scopo della vita terrena

    A motivo del Suo amore per noi, Dio preparò un piano che prevedeva la nostra venuta sulla terra, dove avremmo ricevuto un corpo e saremmo stati messi alla prova in modo da poter progredire e diventare più simili a Lui. Questo piano si chiama “il piano di salvezza” (Alma 24:14), “il grande piano di felicità” (Alma 42:8) e “il piano di redenzione” (Alma 12:25; vedere anche i versetti 26–33).

    Lo scopo del piano di Dio è condurci alla vita eterna. Dio ha dichiarato: “Questa è la mia opera e la mia gloria: fare avverare l’immortalità e la vita eterna dell’uomo” (Mosè 1:39). La vita eterna è il più grande dei doni di Dio ai Suoi figli (vedere DeA 14:7). Si tratta dell’Esaltazione nel più alto grado di gloria nel regno celeste. Tramite il piano di salvezza, possiamo ricevere questa benedizione di tornare alla presenza di Dio e ricevere una pienezza di gioia.

    1.1.3

    L’Espiazione di Gesù Cristo

    Per ottenere l’Esaltazione nel regno di Dio, dobbiamo superare due ostacoli della vita terrena: Dato che non possiamo superare nessuno dei due ostacoli da soli, il Padre Celeste ha mandato Suo Figlio, Gesù Cristo, perché fosse il nostro Salvatore e Redentore. Il sacrificio espiatorio del Salvatore ha permesso a tutti i figli di Dio di superare la morte fisica, essere risorti e avere l’immortalità. L’Espiazione ha reso anche possibile a coloro che si pentono e Lo seguono di superare la morte spirituale, ritornare alla presenza di Dio per dimorare con Lui e ottenere la vita eterna (vedere DeA 45:3–5).

    1.1.4

    Il ruolo della famiglia nel piano di Dio

    Come parte del piano del nostro Padre Celeste, siamo nati all’interno di una famiglia. Dio ha istituito la famiglia per darci felicità, per aiutarci a imparare i principi giusti in un ambiente amorevole e per prepararci per la vita eterna.

    I genitori hanno la responsabilità fondamentale di aiutare i figli a prepararsi per tornare alla presenza del Padre Celeste. I genitori adempiono questa responsabilità insegnando ai figli a seguire Gesù Cristo e a mettere in pratica il Suo vangelo.

    1.1.5

    Il ruolo della Chiesa

    La Chiesa mette a disposizione un’organizzazione e i mezzi per insegnare il vangelo di Gesù Cristo a tutti i figli di Dio. Mette a disposizione l’autorità del sacerdozio per amministrare le ordinanze di salvezza ed Esaltazione a tutti coloro che ne sono degni e sono disposti ad accettarle.

    1.2

    Ritornare al Padre

    1.2.1

    Il vangelo di Gesù Cristo

    Il piano di salvezza è la pienezza del Vangelo. Esso comprende la Creazione, la Caduta, l’espiazione di Gesù Cristo e tutte le leggi, ordinanze e dottrine del Vangelo. Ci fornisce la via per provare gioia nella mortalità (vedere 2 Nefi 2:25) nonché la benedizione della vita eterna.

    Mediante l’espiazione di Gesù Cristo, possiamo essere purificati dai peccati, santificati e prepararci a entrare nuovamente alla presenza del nostro Padre Eterno. Per ricevere questa benedizione, dobbiamo seguire i principi e le ordinanze del Vangelo (vedere Articoli di Fede 1:3). Dobbiamo:

    1. Esercitare fede nel Signore Gesù Cristo, l’Unigenito Figlio di Dio.

    2. Volgerci a Dio mediante il pentimento sincero, avere un mutamento di cuore e confessare e abbandonare i nostri peccati.

    3. Ricevere l’ordinanza di salvezza del battesimo per la remissione dei peccati.

    4. Essere confermati membri della Chiesa e ricevere il dono dello Spirito Santo mediante l’imposizione delle mani.

    5. Perseverare fino alla fine tenendo fede ad alleanze sacre.

    Questi principi sono stati insegnati sin dai giorni di Adamo. Quando comprendiamo e crediamo in queste verità e acquisiamo una testimonianza ferma di Gesù Cristo, ci sforzeremo di obbedire ai Suoi comandamenti e vogliamo condividere le nostre benedizioni con la nostra famiglia e con gli altri (vedere 1 Nefi 8:9–37). Una volta stabilito il fondamento saldo della testimonianza, gli altri elementi relativi all’attività nella Chiesa seguono in modo naturale.

    La crescita spirituale personale si realizza quando ci avviciniamo a Dio mediante la preghiera, lo studio delle Scritture, la meditazione e l’obbedienza. Nefi ha insegnato:

    “Dopo che siete entrati in questo sentiero stretto e angusto, vorrei chiedere se tutto è compiuto. Ecco, io vi dico: No; poiché non siete venuti sin qui se non per la parola di Cristo, con fede incrollabile in lui, confidando interamente nei meriti di Colui che è potente nel salvare.

    Pertanto voi dovete spingervi innanzi con costanza in Cristo, avendo un perfetto fulgore di speranza e amore verso Dio e verso tutti gli uomini. Pertanto, se vi spingerete innanzi nutrendovi abbondantemente della parola di Cristo, e persevererete fino alla fine, ecco, così dice il Padre: Avrete la vita eterna” (2 Nefi 31:19–20).

    Ciascuno di noi ha la responsabilità, davanti a Dio, di apprendere e osservare i Suoi comandamenti e di vivere il Vangelo. Saremo giudicati in base alle nostre azioni, ai desideri del nostro cuore e al tipo di persone che saremo diventati. Quando diventiamo veri seguaci di Gesù Cristo, proviamo un possente mutamento di cuore e “non abbiamo più alcuna disposizione a fare il male” (Mosia 5:2; vedere anche Alma 5:12–15; Moroni 10:32–33). Se mettiamo in pratica il vangelo di Gesù Cristo, cresciamo linea su linea e diventiamo più simili al Salvatore nel modo di amare e servire gli altri.

    1.2.2

    Il ruolo dei dirigenti e degli insegnanti della Chiesa

    Gli insegnanti e i dirigenti del sacerdozio e delle organizzazioni ausiliarie si sforzano di aiutare gli altri a diventare veri seguaci di Gesù Cristo (vedere Mosia 18:18–30). Per assistere gli individui e le famiglie in questo impegno, essi:

    1. Insegnano e rendono testimonianza delle dottrine pure del vangelo di Gesù Cristo.

    2. Rafforzano gli individui e le famiglie nel loro impegno di tenere fede alle sacre alleanze stipulate.

    3. Forniscono consiglio, sostegno e opportunità di servizio.

    Inoltre, alcuni dirigenti del sacerdozio hanno l’autorità di sovrintendere alla celebrazione delle ordinanze di salvezza del sacerdozio.

    1.3

    La creazione di famiglie eterne

    Le famiglie sono il fulcro del piano di Dio, che permette ai rapporti familiari di perpetuarsi oltre la tomba. Le sacre ordinanze e alleanze del tempio, quando rispettate con fedeltà, ci aiutano a tornare alla presenza di Dio, uniti come famiglie per l’eternità.

    1.3.1

    Marito e moglie

    L’Esaltazione nel grado più alto del regno celeste può essere ottenuta solamente da coloro che hanno vissuto il vangelo di Gesù Cristo fedelmente e sono stati suggellati come compagni eterni.

    Il suggellamento di marito e moglie per il tempo e per l’eternità mediante l’autorità del sacerdozio, conosciuto anche come matrimonio al tempio, è un sacro privilegio e un obbligo che tutti devono sforzarsi di ricevere: è il fondamento di una famiglia eterna.

    La natura degli spiriti degli uomini e delle donne è tale che si completano a vicenda. È previsto che gli uomini e le donne avanzino insieme verso l’Esaltazione.

    Il Signore ha comandato al marito e alla moglie di unirsi l’uno all’altra (vedere Genesi 2:24; DeA 42:22). In questo comandamento, la parola unirsi significa essere totalmente devoto e fedele a qualcuno. Le coppie sposate si uniscono a Dio e l’uno all’altra servendosi e amandosi a vicenda, e tenendo fede alle alleanze con completa fedeltà reciproca e verso Dio (vedere DeA 25:13).

    Marito e moglie diventano uno nel creare una famiglia come base di una vita retta. I mariti e le mogli Santi degli Ultimi Giorni si lasciano alle spalle la vita da single e considerano il matrimonio la prima priorità nella loro vita. Non permettono ad altre persone o ad altri interessi di avere una priorità maggiore nella loro vita di quella rappresentata dalla necessità di osservare le alleanze fatte con Dio e l’uno con l’altra. Nondimeno, le coppie sposate continuano ad amare e a sostenere i genitori e i loro fratelli e sorelle mentre si concentrano sulle loro famiglie. Allo stesso modo, dei genitori saggi comprendono che le loro responsabilità familiari continuano per tutta la vita in uno spirito di amore e di incoraggiamento.

    Essere uniti nel matrimonio richiede un impegno congiunto paritario. Per esempio, Adamo ed Eva lavoravano insieme, pregavano e adoravano insieme, facevano sacrifici insieme, insegnavano ai loro figli insieme e si addoloravano insieme per i figli traviati (vedere Mosè 5:1, 4, 12, 27). Erano uniti l’uno all’altra e a Dio.

    1.3.2

    Genitori e figli

    Il primo comandamento che Dio dette a Adamo ed Eva riguardava il loro potenziale di genitori come marito e moglie. […] Il comandamento dato da Dio ai Suoi figli di moltiplicarsi e riempire la terra è sempre valido” (“La famiglia – Un proclama al mondo”). Per disegno divino, sia l’uomo che la donna sono essenziali per far nascere figli sulla terra e per fornire loro l’ambiente migliore per la crescita e l’educazione.

    La totale astinenza sessuale prima del matrimonio e la completa fedeltà durante il matrimonio proteggono la santità di questa responsabilità sacra. I genitori e i dirigenti del sacerdozio e delle organizzazioni ausiliarie devono fare tutto ciò che possono per rafforzare questo insegnamento.

    In merito al ruolo dei padri e delle madri, i dirigenti della Chiesa hanno insegnato: “I padri devono presiedere alle loro famiglie con amore e rettitudine e hanno il dovere di provvedere alle necessità di vita e alla protezione delle loro famiglie. La principale responsabilità delle madri è quella di educare i figli. In queste sacre responsabilità padre e madre sono tenuti ad aiutarsi l’un l’altro come soci con eguali doveri” (“La famiglia – Un proclama al mondo”). Laddove in una casa non vi sia il padre, la madre presiede alla famiglia.

    “I genitori hanno il sacro dovere di allevare i loro figli nell’amore e nella rettitudine, di provvedere alle loro necessità fisiche e spirituali, di insegnare loro ad amarsi e ad aiutarsi l’un l’altro, a osservare i comandamenti di Dio e ad essere cittadini obbedienti alle leggi ovunque vivano” (“La famiglia: un proclama al mondo”; vedere anche Mosia 4:14–15).

    I genitori saggi insegnano ai loro figli ad applicare il potere curativo, riconciliatore e rafforzatore dell’Espiazione nell’ambito della famiglia. Proprio come il peccato, le debolezze della vita terrena, il ferimento emotivo e la rabbia sono condizioni che separano da Dio i Suoi figli, queste stesse condizioni possono separare l’uno dall’altro i membri di una famiglia. Tutti i componenti di una famiglia hanno la responsabilità di sforzarsi per realizzare l’unità familiare. I figli che imparano ad adoperarsi per l’unità nella casa troveranno più semplice fare lo stesso al di fuori della casa.

    1.3.3

    Membri della Chiesa non sposati

    Tutti i membri, anche se non si sono mai sposati o la cui famiglia non appartiene alla Chiesa, devono sforzarsi di realizzare l’ideale di una famiglia unita per l’eternità. Questo significa diventare coniugi degni e genitori amorevoli. In alcuni casi queste benedizioni non si realizzano fino a dopo questa vita, ma l’obiettivo finale è lo stesso per tutti.

    I membri fedeli le cui condizioni non consentono loro di ricevere le benedizioni del matrimonio eterno e dell’essere genitori in questa vita riceveranno tutte le benedizioni promesse nelle eternità, a patto che tengano fede alle alleanze che hanno fatto con Dio.

    1.4

    La casa e la Chiesa

    Negli insegnamenti e nelle pratiche del vangelo restaurato, la famiglia e la Chiesa si aiutano e si rafforzano a vicenda. Per qualificarsi per le benedizioni della vita eterna, le famiglie devono imparare le dottrine e ricevere le ordinanze del sacerdozio disponibili solamente tramite la Chiesa. Per poter essere un’organizzazione forte e vitale, la Chiesa ha bisogno di famiglie rette.

    Dio ha rivelato un modello di progresso spirituale per gli individui e le famiglie tramite le ordinanze, l’insegnamento, i programmi e le attività che sono incentrate nella casa e sostenute dalla Chiesa. Le organizzazioni e i programmi della Chiesa esistono per benedire gli individui e le famiglie e non sono fini a se stessi. Gli insegnanti e i dirigenti del sacerdozio e delle organizzazioni ausiliarie si sforzano di assistere i genitori e non di sostituirli o di rimpiazzarli.

    I dirigenti del sacerdozio e delle ausiliarie devono adoperarsi per rafforzare la sacralità della famiglia assicurandosi che tutte le attività della Chiesa siano un sostegno nella vita degli individui e delle famiglie. I dirigenti della Chiesa devono fare attenzione a non sovraccaricare le famiglie di troppe responsabilità legate alla Chiesa. I genitori e i dirigenti della Chiesa lavorano insieme per aiutare gli individui e le famiglie a tornare al nostro Padre nei cieli seguendo Gesù Cristo.

    1.4.1

    Il rafforzamento della casa

    I seguaci di Cristo sono invitati a radunarsi, a stare in luoghi santi e a non farsi rimuovere (vedere DeA 45:32; 87:8; 101:22; vedere anche 2 Cronache 35:5; Matteo 24:15). Questi luoghi santi comprendono i templi, le case e le cappelle. La presenza dello Spirito e il comportamento di coloro che si trovano in queste strutture fisiche sono ciò che le rendono “luoghi santi”.

    Ovunque vivano, i membri della Chiesa devono creare una casa in cui sia presente lo Spirito. Tutti i membri della Chiesa possono fare degli sforzi per assicurarsi che il luogo in cui risiedono sia un santo rifugio dal mondo. Ogni casa nella Chiesa, sia essa piccola o grande, può essere “una casa di preghiera, una casa di digiuno, una casa di fede, una casa d’istruzione, una casa di gloria, una casa d’ordine, una casa di Dio” (DeA 88:119). I membri della Chiesa possono invitare lo Spirito nella loro casa in modi semplici come godendo di intrattenimenti sani, buona musica e opere d’arte che ispirano (per esempio, un dipinto del Salvatore o di un tempio).

    Una casa in cui vi sono genitori amorevoli e leali è un ambiente in cui le necessità spirituali e fisiche dei figli vengono soddisfatte in maniera efficace. Una casa incentrata in Cristo offre a genitori e figli un luogo di difesa contro il peccato, di rifugio dal mondo, di guarigione dal dolore emotivo e di altro tipo, e garantiscono amore profondo e genuino.

    Ai genitori è sempre stato comandato di crescere i figli “in disciplina e in ammonizione del Signore” (Efesini 6:4; vedere anche Enos 1:1) e “in luce e verità” (DeA 93:40). La Prima Presidenza ha proclamato:

    “Invitiamo i genitori a dedicare tutti i loro sforzi a istruire e allevare i loro figli nei principi del Vangelo che li terranno vicini alla Chiesa. La famiglia è la base del retto vivere, e nessun altro strumento può prendere il suo posto né assolvere le funzioni indispensabili per svolgere questo compito che Dio le ha affidato.

    Consigliamo ai genitori e ai figli di dare la massima priorità alla preghiera familiare, alla serata familiare, allo studio e all’insegnamento del Vangelo e a tutte le sane attività familiari. Per quanto degni e necessari siano gli altri compiti e le altre attività, non si deve consentire loro di impedire lo svolgimento dei doveri che, per divino mandato, soltanto i genitori e gli altri familiari possono compiere adeguatamente” (lettera della prima Presidenza, 11 febbraio 1999).

    I genitori hanno la responsabilità principale nell’aiutare i figli a conoscere il Padre Celeste e Suo Figlio, Gesù Cristo (vedere Giovanni 17:3). Ai padri e alle madri Santi degli Ultimi Giorni è stato comandato di insegnare ai figli le dottrine, le ordinanze e le alleanze del Vangelo insieme a uno stile di vita retto (vedere DeA 68:25–28). I figli allevati e istruiti in tal modo hanno maggiori probabilità di essere pronti all’età giusta per ricevere le ordinanze del sacerdozio e per fare e tener fede alle alleanze con Dio.

    Il rafforzamento delle famiglie è l’obiettivo dei programmi ispirati della Chiesa come l’insegnamento familiare (vedere DeA 20:47, 51), l’insegnamento in visita e la serata familiare. Come in tutte le cose, Gesù diede l’esempio quando entrava nelle case per ministrare, insegnare e benedire (vedere Matteo 8:14–15; 9:10–13; 26:6; Marco 5:35–43; Luca 10:38–42; 19:1–9).

    1.4.2

    Serata familiare

    I profeti degli ultimi giorni hanno consigliato ai genitori di tenere una serata familiare settimanale per insegnare ai figli il Vangelo, per rendere testimonianza della sua veridicità e per rafforzare l’unità familiare. I dirigenti di palo e di rione devono tenere il lunedì sera libero da tutte le riunioni e da tutte le attività della Chiesa in modo che possa tenersi la serata familiare.

    La serata familiare può comprendere la preghiera familiare, l’istruzione nel Vangelo, la condivisione della testimonianza, inni e canzoni della Primaria e sane attività ricreative. (Per informazioni sull’utilizzo della musica nella casa, vedere 14.8.) Come parte della serata familiare, o in occasioni diverse, i genitori possono anche organizzare un consiglio di famiglia per stabilire obiettivi, risolvere problemi, coordinare impegni e dare sostegno e forza ai membri della famiglia.

    La serata familiare è un momento sacro e privato della famiglia sotto la direzione dei genitori. I dirigenti del sacerdozio non devono indicare alle famiglie cosa fare durante questo tempo.

    1.4.3

    Il rafforzamento degli individui

    I dirigenti del sacerdozio devono dedicare speciale attenzione agli individui che al momento non godono del sostegno di una famiglia di membri della Chiesa forti. Questi membri possono comprendere bambini e giovani i cui genitori non appartengono alla Chiesa, altri individui le cui famiglie appartengono solo in parte alla Chiesa e adulti non sposati di ogni età. Costoro sono membri della famiglia eterna di Dio che hanno fatto alleanze e che Dio ama profondamente. A questi individui devono essere date opportunità di servizio nella Chiesa. La Chiesa può essere fonte di occasioni di socializzazione e rafforzamento di amicizie, che questi membri non possono trovare altrove.

    Ogni membro della Chiesa è prezioso tanto quanto gli altri. Il piano eterno di Dio permette a ciascuno dei Suoi figli fedeli di ricevere tutte le benedizioni della vita eterna come famiglie esaltate per l’eternità.