2016
Sovvieni alla mia incredulità
Marzo 2016


Sovvieni alla mia incredulità

Stephanie Hughes, Texas, USA

Qualche settimana fa mi svegliai accorgendomi di non essere in grado di sentire dall’orecchio sinistro. Telefonai a un otorinolaringoiatra e fissai un appuntamento.

Il dottore mi indirizzò immediatamente a un audiologo per eseguire il test dell’udito. Iniziai a preoccuparmi quando mi accorsi di non sentire alcuno dei suoni del test dall’orecchio sinistro. Alla fine del test, l’audiologo diagnosticò una perdita dell’udito sensorineurale, vale a dire il danneggiamento di un nervo cranico usato nel processo uditivo.

Ero scioccata. Avevo solo 26 anni e mi ritrovavo a dovere aver bisogno di un apparecchio acustico. Una delle mie più grandi passioni è la musica. Sarei stata ancora in grado di suonare e cantare?

Il dottore mi prescrisse uno steroide per provare a migliorare la situazione, ma era quasi certo che la mia perdita di udito fosse permanente.

Presto, le emozioni ebbero la meglio su di me e non riuscii a trattenere le lacrime. Ero preoccupata per il mio futuro e mi sentivo triste perché non avrei più sentito normalmente.

Quella notte mio marito, Brian, propose di darmi una benedizione del sacerdozio. Da quella benedizione mi aspettavo conforto e forza per affrontare la perdita di udito; invece, nella sua benedizione, Brian promise che il mio udito sarebbe ritornato completamente normale. Non riuscivo a crederci.

Pensai: “Mio marito dev’essersi sbagliato”. Il dottore aveva visitato molti casi come il mio e aveva affermato che non c’era nulla da fare.

Successivamente, chiesi a Brian se pensava che la benedizione promessa fosse un suo desiderio o il volere del Signore. Brian mi disse che aveva sentito un forte impulso a fare quella promessa. Non ero convinta.

Riflettendo sulla mia condizione, ricordai un versetto del Libro di Marco, in cui Gesù dice a un padre disperato che “ogni cosa è possibile a chi crede”. L’uomo rispose: “[Signore,] io credo; sovvieni alla mia incredulità” (Marco 9:23–24). Questa fu la preghiera che rivolsi al Padre Celeste quella notte. Volevo credere che sarei guarita, ma non ne ero certa. Non avevo fede nel fatto che il Signore mi avrebbe aiutata nel momento di crisi.

Dopo la preghiera, pensai a una lezione fatta alle giovani donne sul potere delle benedizioni del sacerdozio. Avevo invitato la classe a chiedere delle benedizioni affermando che il Signore può guarire le malattie attraverso le benedizioni. Come potevo pretendere che mi credessero se io stessa non avevo fede? Decisi di affidarmi al Signore: Egli non mi aveva mai ingannato.

Due settimane dopo, l’udito ritornò completamente. L’audiologo e il medico erano sorpresi.

Sarò per sempre grata al Padre Celeste per avere riottenuto l’udito e ancor più grata sarò per la lezione appresa. Sebbene non sempre nel modo in cui ci viene promesso in una benedizione, sono certa che il Signore ci benedice se crediamo in Lui e ci affidiamo a Lui.