2015
Che cosa intende dire l’ottavo articolo di fede nell’affermare: ‘Noi crediamo che la Bibbia è la Parola di Dio, per quanto è tradotta correttamente’?
Settembre 2015


Che cosa intende dire l’ottavo articolo di fede nell’affermare: “Noi crediamo che la Bibbia è la Parola di Dio, per quanto è tradotta correttamente”?

La Bibbia non conta meno delle altre Scritture. L’anziano M. Russell Ballard del Quorum dei Dodici Apostoli ha detto: “Noi crediamo, rispettiamo e amiamo la Sacra Bibbia. Noi possediamo altre sacre Scritture, […] ma [esse sostengono] la Bibbia, senza sostituirla” (“Il miracolo della Sacra Bibbia”, Liahona, maggio 2007, 81).

L’ottavo articolo di fede enuncia: “Noi crediamo che la Bibbia è la Parola di Dio, per quanto è tradotta correttamente”. All’epoca di Joseph Smith, il termine tradurre non significava solo trasporre qualcosa in un’altra lingua; poteva significare anche trasferire, comunicare, interpretare o spiegare. Anche se ci sono errori nelle varie versioni dei testi originali ebraici e greci, il problema maggiore è che, nel tramandare i testi antichi ai giorni moderni, “molte cose chiare e preziose […] sono state tolte” (1 Nefi 13:28). Quindi, quando i testi della Bibbia ci sono stati trasmessi, alcuni insegnamenti sono andati perduti. Questa è una delle ragioni per cui la gente ha così tante interpretazioni della Bibbia, come accadde a Joseph Smith (vedere Joseph Smith – Storia 1:12). Perciò uno dei modi in cui la rivelazione moderna ci aiuta a chiarire e a confermare le verità contenute nella Bibbia è mediante la restaurazione di altre verità che erano perdute (vedere 1 Nefi 13:39–40).