2015
Preservare la libertà di scelta, proteggendo la libertà di religione
Maggio 2015


Preservare la libertà di scelta, proteggendo la libertà di religione

L’uso fedele della nostra libertà di scelta dipende dalla nostra possibilità di avere libertà di religione.

Oggi è la domenica di Pasqua: un giorno di gratitudine e di rimembranza in onore dell’Espiazione e della Risurrezione del nostro Salvatore Gesù Cristo in favore di tutta l’umanità. Lo adoriamo, grati di avere libertà di religione, libertà di riunirci, libertà di parola e il diritto di scegliere datoci da Dio.

Come i profeti hanno predetto riguardo ai giorni in cui viviamo, vi sono molti che sono confusi su chi siamo e su ciò in cui crediamo. Alcuni sono “calunniatori [e] senza amore per il bene”1. Altri “chiaman bene il male, e male il bene, [e] mutan le tenebre in luce e la luce in tenebre”2.

Mentre chi ci circonda sceglie in che modo rispondere a ciò in cui crediamo, non dobbiamo dimenticare che l’arbitrio morale è una parte essenziale del piano che Dio ha per tutti i Suoi figli. Il piano eterno, presentatoci nel Concilio pre-terreno tenuto nei cieli, comprendeva il dono di agire in piena libertà.3

In quel grande concilio, Lucifero, noto come Satana, decise liberamente di opporsi al piano di Dio. Dio disse: “Per il fatto che Satana si ribellò contro di me e cercò di distruggere il libero arbitrio dell’uomo, che io, il Signore Iddio, gli avevo dato […] feci sì che fosse gettato giù”4.

Continuò dicendo: “E distolse a me anche una terza parte delle schiere del cielo a causa del loro libero arbitrio”5.

Come conseguenza, i figli di spirito del Padre Celeste che scelsero di rigettare il Suo piano e di seguire Lucifero persero il loro destino divino.

Gesù Cristo, esercitando la Sua libertà di scelta, disse:

“Eccomi, manda me”6.

“Sia fatta la tua volontà, e sia tua la gloria per sempre”7.

Gesù, che esercitò la Sua libertà di scelta per sostenere il piano del Padre Celeste, fu riconosciuto e designato dal Padre quale nostro Salvatore, preordinato per compiere il sacrificio espiatorio per tutti. Similmente, la nostra libera scelta di osservare i comandamenti ci consente di comprendere appieno chi siamo e di ricevere tutte le benedizioni che il Padre Celeste ha — inclusa l’opportunità di avere un corpo, di progredire, di provare gioia, di avere una famiglia e di ereditare la vita eterna.

Per osservare i comandamenti, dobbiamo conoscere la dottrina ufficiale della Chiesa in modo da non permettere alle mutevoli teorie delle persone di allontanarci dalla guida di Cristo.

Le benedizioni di cui godiamo adesso le abbiamo perché, prima di questa vita, abbiamo scelto di seguire il Salvatore. A chiunque ascolti o legga queste parole, chiunque voi siate e qualunque sia il vostro passato, ricordate questo: non è troppo tardi per fare ancora una volta quella stessa scelta e seguirLo.

Tramite la nostra fede in Gesù Cristo, credendo nella Sua Espiazione, pentendoci dei nostri peccati ed essendo battezzati, possiamo ricevere il dono divino dello Spirito Santo. Tale dono dà conoscenza e comprensione, guida e forza per imparare e per ottenere una testimonianza, potere, purificazione per vincere il peccato, e conforto e incoraggiamento per essere fedeli nelle tribolazioni. Queste incomparabili benedizioni dello Spirito aumentano la nostra libertà e il nostro potere di fare ciò che è giusto, poiché “dov’è lo Spirito del Signore, quivi è libertà”8.

Mentre percorriamo il sentiero della libertà spirituale in questi ultimi giorni, dobbiamo capire che l’uso fedele della nostra libertà di scelta dipende dalla nostra possibilità di avere libertà di religione. Sappiamo già che Satana non vuole che godiamo di questa libertà. Nei cieli egli tentò di distruggere l’arbitrio morale nei cieli, e adesso, sulla terra, sta violentemente destabilizzando, contrapponendo e diffondendo confusione sulla libertà di religione – su ciò che essa è e sul perché è essenziale per la nostra vita spirituale e anche per la nostra salvezza.

Ci sono quattro pietre angolari della libertà di religione su cui noi Santi degli Ultimi Giorni dobbiamo fare affidamento e che dobbiamo proteggere.

La prima è la libertà di credere. Nessuno dovrebbe essere criticato, perseguitato o attaccato dalle persone, e neanche dai governi, per il suo modo di credere in Dio. È una cosa molto personale e importante. Una dichiarazione fatta tempo fa riguardo a ciò che crediamo in merito alla libertà di religione, recita:

“Nessun governo [può] sussistere in pace a meno che non siano formulate e mantenute inviolate leggi tali da assicurare ad ogni individuo il libero esercizio della propria coscienza. […]

Il magistrato civile [deve] reprimere il crimine, ma mai controllare la coscienza; dovrebbe punire la colpa, ma mai sopprimere la libertà dell’anima”9.

Da allora, questa fondamentale libertà di credo è stata riconosciuta dalle Nazioni Unite nella Dichiarazione universale dei diritti umani e da altri documenti nazionali e internazionali sui diritti umani.10

La seconda pietra angolare della libertà di religione è la libertà di condividere la nostra fede e il nostro credo con gli altri. Il Signore ci comanda: “Insegnerete [il Vangelo] ai vostri figliuoli […] quando te ne starai seduto in casa tua”11. Disse anche ai Suoi discepoli: “Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura”12. Come genitori, missionari a tempo pieno e membri missionari facciamo affidamento sulla libertà di religione per poter insegnare la dottrina del Signore in famiglia e in tutto il mondo.

La terza pietra angolare della libertà di religione è la libertà di costituire un’organizzazione religiosa – una chiesa – e di rendere culto pacificamente assieme agli altri. L’undicesimo articolo di fede dichiara: “Noi rivendichiamo il privilegio di adorare Dio Onnipotente secondo i dettami della nostra coscienza e riconosciamo a tutti gli uomini lo stesso privilegio: che adorino come, dove o ciò che vogliono”. Documenti internazionali sui diritti umani e molte costituzioni nazionali avallano questo principio.

La quarta pietra angolare della libertà di religione è la libertà di professare la nostra fede: il libero esercizio della fede, non soltanto in casa e in cappella, ma anche nei luoghi pubblici. Il Signore non solo ci comanda di pregare nel segreto13, ma anche di farci avanti e lasciare che “risplenda la [nostra] luce nel cospetto degli uomini, affinché veggano le [nostre] buone opere e glorifichino il Padre [nostro] che è ne’ cieli”14.

Alcune persone si offendono quando presentiamo la nostra religione in pubblico, tuttavia, le stesse persone che insistono sul fatto che i loro punti di vista e le loro azioni vengano tollerati nella società sono spesso molto lente a concedere quella stessa tolleranza alle persone religiose, le quali sperano, allo stesso modo, che i loro punti di vista e le loro azioni vengano tollerati. La generale mancanza di rispetto nei confronti dei punti di vista religiosi sta rapidamente degenerando in intolleranza sociale e politica verso le persone e le istituzioni religiose.

Nell’affrontare la crescente pressione a sottomettere le nostre norme a quelle del mondo, ad abbandonare la nostra libertà di religione e a compromettere la nostra libertà di scelta, prendiamo in considerazione ciò che insegna il Libro di Mormon riguardo alle nostre responsabilità. Nel libro di Alma leggiamo di Amlici, un “uomo malvagio” e “assai astuto” che cercò di stabilirsi come re sul popolo e di “[privarlo] dei diritti e dei privilegi”, il che “era allarmante per il popolo della chiesa”15. Il popolo fu istruito da re Mosia a levare la propria voce per ciò che ritenevano giusto16. Il popolo, dunque, “si riunì assieme in tutto il paese, ognuno secondo la sua scelta, che fosse per o contro Amlici, in gruppi separati, con molte dispute […] gli uni con gli altri”17.

In queste discussioni, i membri della Chiesa e altri ebbero l’opportunità di riunirsi, di sperimentare lo spirito di unità e di essere influenzati dallo Spirito Santo. “E avvenne che la voce del popolo fu contro Amlici, cosicché non fu fatto re”18.

Quali discepoli di Gesù Cristo abbiamo la responsabilità di lavorare insieme a persone religiose che condividono il nostro stesso intento, per far sentire la nostra voce a favore di ciò che è giusto. Sebbene i membri non dovrebbero mai rivendicare o persino sottintendere che stanno parlando a nome della Chiesa, noi tutti siamo invitati, in veste di cittadini, a condividere la nostra personale testimonianza con convinzione e amore – “ognuno secondo la [propria] scelta”19.

Il profeta Joseph Smith disse:

“Dichiaro con franchezza dinanzi al cielo che sono altrettanto pronto a morire in difesa dei diritti di un presbiteriano, di un battista o di un brav’uomo di qualsiasi altra confessione religiosa [quanto lo sono per un mormone], perché lo stesso principio che calpestasse i diritti dei Santi degli Ultimi Giorni calpesterebbe anche i diritti dei cattolici romani o di qualsiasi altra setta religiosa che fosse impopolare e troppo debole per difendersi.

È l’amore per la libertà che ispira l’anima mia – libertà civile e religiosa per tutta la razza umana”20.

Fratelli e sorelle, siamo responsabili di salvaguardare queste sacre libertà e questi sacri diritti per noi stessi e per la nostra posterità. Che cosa possiamo fare voi e io?

Primo, possiamo informarci. Siate consapevoli di questioni nella vostra comunità che potrebbero avere un impatto sulla libertà di religione.

Secondo, in base alla vostra capacità individuale, unitevi ad altri che condividono il nostro impegno verso la libertà di religione. Lavorate fianco a fianco per proteggere la libertà di religione.

Terzo, vivete la vostra vita in modo da essere un buon esempio di ciò in cui credete – a parole e con i fatti. Il modo in cui viviamo la nostra religione è molto più importante di ciò che possiamo dire della nostra religione.

La Seconda Venuta del nostro Salvatore si avvicina. Non procrastiniamo ulteriormente questa grande causa. Ricordate il comandante Moroni, che innalzò lo stendardo della libertà con su iscritte le parole: “In ricordo del nostro Dio, della nostra religione, della libertà, della nostra pace, delle nostre mogli e dei nostri figli”21. Ricordiamo la risposta del popolo che, esercitando la propria libertà di scelta, “accorse” con un’alleanza ad agire.22

Miei cari fratelli e sorelle, non camminate! Correte! Correte per ricevere le benedizioni della libertà di scelta seguendo lo Spirito Santo ed esercitando le libertà che Dio ci ha date per fare la Sua volontà.

In questo speciale giorno di Pasqua, rendo la mia speciale testimonianza che Gesù Cristo usò la Sua libertà di scelta per fare la volontà del nostro Padre.

Del nostro Salvatore, cantiamo: “Con il Suo sangue riscattò dal mal l’umanità”23. Poiché, dunque, lo fece, abbiamo l’inestimabile opportunità “di scegliere la libertà e la vita eterna” tramite il potere e le benedizioni della Sua Espiazione24. Spero che possiamo scegliere liberamente di seguirLo oggi e sempre; questa è la mia preghiera nel santo nome di Gesù Cristo. Amen.