2014
Le LDS Charities forniscono aiuti
Novembre 2014


Le LDS Charities forniscono aiuti

Sin dai primi giorni dopo la Restaurazione, i membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni sono stati conosciuti per la loro determinazione nel tendere la mano e confortare chi soffre.

Negli ultimi anni, grazie a generose donazioni, i santi e altre persone hanno fornito i mezzi affinché i programmi dei servizi umanitari della Chiesa aiutassero persone in tutto il mondo. Solo nel 2013, i programmi dei servizi umanitari della Chiesa hanno aiutato più di 10,5 milioni di persone in 130 nazioni.

Queste iniziative vanno dal distribuire generi di conforto e di sostentamento basilare al rendere disponibile l’acqua potabile, addestrare le ostetriche e i medici affinché salvino la vita di migliaia di neonati, al consegnare sedie a rotelle. Oltre a ciò, la Chiesa si occupa della cura dei disturbi della vista e di formare persone che possano occuparsene sul luogo; partecipa a programmi di vaccinazioni e assiste le comunità affinché imparino a coltivare cibo nutriente.

Assistenza ai rifugiati

La Chiesa ha costantemente compiuto sforzi considerevoli per soccorrere i rifugiati, come pure altre persone che soffrono a causa di conflitti e di carenza di cibo. Recentemente:

  • La Chiesa in Ciad ha donato a famiglie migliaia di tende e di cibo di base; nei campi di rifugiati del Burkina Faso ha costruito pozzi a pompa manuale, latrine e docce.

  • In Giordania, Siria, Libano, Iraq e nella regione curda, le LDS Charities distribuiscono pacchi di cibo, coperte, medicine, kit d’igiene, biancheria da letto e vestiti invernali. In Iraq e nella regione curda, a persone ferite nei conflitti sono state distribuite sedie a rotelle e altri sussidi per la deambulazione.

  • A Gaza, sono stati donati all’ospedale centrale farmaci, attrezzature mediche e latte in polvere.

  • In Israele, a un centro medico è stata donata un’apparecchiatura a ultrasuoni.

  • In Ucraina e in Russia, la Chiesa ha collaborato con il programma di sviluppo delle Nazioni Unite per fornire cibo, biancheria da letto, vestiti e articoli per l’igiene personale a 30.000 profughi vittime delle sommosse civili.

Le LDS Charities s’impegnano a rimanere politicamente neutrali e ad aiutare persone di qualsiasi credo.

Iniziative di soccorso

La Chiesa interviene anche in caso di calamità naturali.

  • In Sierra Leone e in Liberia, la Chiesa ha impegnato 1.600 volontari locali per fornire addestramenti su come evitare l’ebola; inoltre, tramite i volontari ha distribuito cibo e forniture mediche ed igieniche di base.

  • Dopo un’alluvione causata da un forte monsone che si è abbattuto sul Pakistan e sull’India, la Chiesa ha fornito cibo, kit d’igiene e forniture mediche.

  • A Tonga, un ciclone ha distrutto centinaia di case, tra cui quelle di 116 famiglie di fedeli. I fedeli aiuteranno nella ricostruzione delle case. Ricevono addestramento su come costruire il loro riparo ed è chiesto loro di aiutare almeno altre quattro persone nella ricostruzione. La Chiesa sta inoltre reintegrando i raccolti e insegnando a creare e a mantenere un orto di famiglia.

  • In Messico, quando un uragano ha lasciato migliaia di case danneggiate o distrutte, i dirigenti locali della Chiesa hanno fornito acqua e cibo ai fedeli colpiti. La Chiesa ha collaborato con il governo statale nella distribuzione di kit alimentari.

Quello che puoi fare

Le donazioni al Fondo per gli aiuti umanitari permettono alla Chiesa di intervenire immediatamente in caso di emergenza. Inoltre, ovunque vivano, i santi possono dimostrare amore cristiano, offrire servizio e rispettare tutte le persone. Occuparci dei rifugiati e degli immigrati che si trovano nella nostra comunità, o di chi sta vivendo grandi prove personali, e offrire loro amicizia, comprensione e un ambiente accogliente sono gesti cristiani che non saranno mai vani.

Attraverso il suo braccio umanitario, la Chiesa si sforza di mettere in pratica il consiglio del presidente Thomas S. Monson: “Possiamo rafforzarci reciprocamente, abbiamo la capacità di notare le cose che passano inosservate. Se abbiamo occhi che vedono, orecchie che ascoltano e un cuore che sa e percepisce, possiamo raggiungere e salvare coloro di cui noi siamo responsabili” (“La chiamata a servire”, Liahona, gennaio 2001, 58).

Il presidente del Distretto di Amman, in Giordania, e sua figlia incontrano i rifugiati.

FOTOGRAFIA DI SARAH JANE WEAVER,, CHURCH NEWS