2014
Aspettando l’alba
Aprile 2014


Aspettando l’alba

Julia Wagner, Ohio, USA

Le ombre avvolgevano la stanza buia; io ero sveglia; ascoltavo il respiro di mio marito, cercando di scoprire se dormisse. Solo due giorni prima, nostra figlia di dodici anni era morta in un improvviso, traumatico incidente. Solo due giorni prima, nostra figlia di dodici anni era morta in un improvviso, traumatico incidente. Richiusi gli occhi, ma il sonno mi aveva abbandonata. Volevo che mia figlia fosse lì. Tutta la conoscenza del piano di salvezza non riusciva a lenire il dolore della sua mancanza.

Mentre si avvicinava l’alba, provai un intenso sentimento di nostalgia. Presto si sarebbe levato il sole e vedevo nella mia mente il cielo inondato da una tenue luce rosa. A nostra figlia piaceva il rosa. Un’alba rosa era proprio ciò di cui avevo bisogno per sentirla di nuovo vicina.

“Andiamo a vedere l’alba”, sussurrai a mio marito ancora assonnato.

Ci fermammo nel vialetto, guardando a est, e aspettammo… e aspettammo. Benché il cielo diventasse più chiaro, il sole non riusciva a farsi strada tra le nuvole basse.

Appoggiai il capo sulla spalla di mio marito e sospirai, cercando di far finta che non avesse importanza. Ma volevo qualcosa di più; avevo bisogno di qualcosa di più. Di certo il Padre Celeste poteva concedermi questo desiderio dopo aver preso con Sé la nostra dolce bambina.

Quando mio marito si voltò per rientrare, guardando dietro di noi verso ovest, esclamò: “Guarda!”

Mi voltai. Dietro di noi le nuvole erano dipinte di un rosa delicato, circondate di una luce dorata. Trattenni il respiro, con gli occhi pieni di lacrime. Era più bello di quanto avessi mai potuto immaginare. Mi sembrava di essere abbracciata da nostra figlia. Sapevo che il Padre Celeste era cosciente del mio dolore e mi stava mandando una promessa di speranza per il futuro — per ricordarmi in modo gentile che le famiglie sono eterne e che ci saranno ancora tanti bei momenti.

Ho pensato spesso a quel momento sublime e alla nuova prospettiva che mi ha donato. Chi cercherebbe di vedere l’alba volgendosi a ovest? Eppure proprio lì mi aspettava il mio miracolo. Quante benedizioni e miracoli mi perdo perché giungono da fonti inaspettate? Quante volte mi concentro su ciò che io penso dovrebbe essere e mi perdo la gloria di ciò che è?

Ho pregato senza posa per un miracolo che mi è stato negato, ma guardandomi intorno con la mia nuova prospettiva, vidi il miracolo di quattro vite migliorate grazie alla donazione degli organi di mia figlia, il miracolo dell’amore in famiglia e dell’unità del rione e il miracolo del servizio. Ho provato profondo dolore, ma ho anche sentito una potente speranza colmare la mia anima ad ogni alba rosa, ad ogni tramonto rosa e ad ogni fiore rosa che ho visto lungo la mia via.

Ora, all’alba, guardo ad est e poi mi volgo ad ovest. Sorrido, rendendomi conto che ci sono sempre miracoli e benedizioni da scoprire — e che, se vogliamo, il sole sorgerà sempre sopra i nostri dolori.