Mille fili di amore
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    Messaggio della Prima Presidenza

    Mille fili di amore

    Essere buoni genitori è il compito più difficile al mondo. Su questo argomento vi sono circa tante opinioni diverse quanti sono i genitori, e tuttavia pochi sono coloro che asseriscono di conoscere tutte le risposte. Sicuramente io non sono uno di loro.

    Ritengo che oggi tra i nostri fedeli vi siano più giovani uomini e donne straordinari di quanti ve ne siano stati in qualsiasi altro momento durante la mia vita. Questo presuppone che la maggior parte di questi bravi giovani provenga da buone famiglie e abbia genitori impegnati e premurosi. E tuttavia la maggior parte dei genitori coscienziosi ritiene di aver compiuto alcuni errori. Una volta commisi una sciocchezza, e ricordo che mia madre esclamò: «In cosa ho sbagliato?»

    Il Signore ci ha rivolto questo ammonimento: «Io vi ho comandato di allevare i vostri figli in luce e verità».1 Per me, non c’è lavoro umano più importante. Essere padre o madre è non soltanto un grande compito, è una chiamata divina. È uno sforzo che richiede la consacrazione. Il presidente David O. McKay (1873–1970) disse che essere genitori è «la massima responsabilità mai affidata agli esseri umani».2

    Un grande impegno

    È vero che pochi impegni umani sono più difficili di quello di essere buoni genitori ma, d’altra parte, poche occasioni offrono un più grande potenziale di gioia. Sicuramente nessun lavoro si può svolgere in questo mondo che sia più importante del preparare i nostri figli ad essere timorati di Dio, felici, stimabili e produttivi. Per i genitori non c’è gioia maggiore di quella che i figli possono dare loro onorandoli e rispettando i loro insegnamenti. Questa è la gloria dei genitori. Giovanni rese questa testimonianza: «Io non ho maggiore allegrezza di questa, d’udire che i miei figliuoli camminano nella verità».3

    A mio avviso, istruire, allevare e addestrare i figli richiede più intelligenza, intuito, umiltà, forza, saggezza, spiritualità, perseveranza e duro lavoro di qualsiasi altro compito possiamo svolgere in questa vita. Ciò è particolarmente vero quando le strutture morali dell’onore e della decenza crollano tutto attorno a noi. Per garantire il successo della famiglia si devono insegnare dei valori, si devono stabilire delle regole, si devono istituire delle norme e si devono osservare certi principi fondamentali. Molti ambienti offrono ai genitori ben poco sostegno nell’insegnare e nell’onorare i valori morali. Molti paesi stanno diventando veramente privi di valori, e molti dei giovani di questi paesi diventano moralmente cinici.

    La speranza maggiore

    A mano a mano che le società nel loro insieme sono decadute e hanno perduto la loro identità morale e a mano a mano che tante famiglie vengono divise, la nostra maggiore speranza consiste nel dedicare maggiore attenzione e maggiori sforzi a istruire la prossima generazione: i nostri figli. Per farlo dobbiamo prima rafforzare i principali insegnanti dei figli. Tra questi troviamo al primo posto i genitori e gli altri familiari, e il migliore ambiente per impartire questo insegnamento è la casa. In ogni maniera possibile dobbiamo sforzarci di rendere le nostre case più forti, in modo che si ergano come santuari contro il decadimento morale tanto diffuso attorno a noi. L’armonia, la felicità, la pace e l’amore in famiglia possono dare ai figli la forza interiore di cui hanno bisogno per affrontare le difficoltà della vita. Barbara Bush, moglie dell’ex presidente degli Stati Uniti, George Bush, una volta disse ai laureandi del Wellesley College:

    «Ma a prescindere dal periodo della storia, a prescindere dal passare del tempo, una cosa non cambierà mai: padri e madri, se avete dei figli, essi devono venire al primo posto. Dovete leggere ai vostri figli, dovete abbracciare i vostri figli, dovete amare i vostri figli. Il successo della vostra famiglia, il successo della nostra società dipende non da ciò che accade alla Casa Bianca, ma da ciò che accade dentro le vostre case».4

    Essere un buon padre e una buona madre richiede che i genitori rimandino la soddisfazione di molte delle loro esigenze e dei loro desideri dando la precedenza alle necessità dei loro figli. Come conseguenza di questo sacrificio, i genitori coscienziosi sviluppano la nobiltà di carattere e imparano a mettere in pratica le altruistiche verità predicate dal Salvatore.

    Ho il più grande rispetto per le madri che si sforzano e si sacrificano per allevare da sole i figli, lottando contro difficoltà quasi insuperabili per tenere unita la famiglia. Queste donne dovrebbero essere onorate e aiutate nei loro sforzi eroici. Ma il compito di qualsiasi madre o padre diventa molto più facile quando in famiglia vi sono due genitori all’altezza del loro compito. I figli spesso sfidano e mettono alla prova la forza e la saggezza di entrambi i genitori.

    Anni fa il vescovo Stanley Smoot fu intervistato dal presidente Spencer W. Kimball (1895–1985). Il presidente Kimball chiese: «Quante volte tenete la preghiera familiare?»

    Il vescovo Smoot rispose: «Cerchiamo di tenere la preghiera familiare due volte al giorno, ma in media lo facciamo una sola volta».

    Il presidente Kimball rispose: «Nel passato tenere la preghiera familiare una volta al giorno forse poteva essere sufficiente, ma nel futuro non basterà se vogliamo salvare i nostri figli».

    Mi chiedo se tenere la serata familiare in modo casuale e discontinuo basterà per munire i nostri figli di sufficiente forza morale. Nel futuro lo studio delle Scritture da parte della famiglia, svolto irregolarmente, potrà dimostrarsi inadeguato per armare i nostri figli delle virtù necessarie a resistere al decadimento morale dell’ambiente in cui essi vivranno. Dove mai al mondo i figli imparano i principi della castità, integrità, onestà e fondamentale decenza umana se non nella casa? Questi valori, naturalmente, saranno rafforzati in chiesa, ma gli insegnamenti dei genitori sono un elemento più costante.

    Quando i genitori cercano di insegnare ai loro figli ad evitare il pericolo, non serve a nulla che essi dicano loro: «Siamo più esperti e più saggi nelle cose del mondo e possiamo avvicinarci più di voi al precipizio». L’ipocrisia dei genitori può rendere i figli cinici e increduli riguardo a ciò che viene insegnato nella casa. Per esempio, quando i genitori assistono alla proiezione di film che essi proibiscono ai loro figli di vedere, la loro credibilità viene sminuita. Se vogliamo che i figli siano onesti, i genitori devono essere onesti. Se ci aspettiamo che i figli siano virtuosi, i genitori devono essere virtuosi. Se vi aspettate che i vostri figli siano stimabili, voi dovete essere stimabili.

    Tra gli altri valori che si devono insegnare ai figli troviamo il rispetto per gli altri, a cominciare dai genitori e dagli altri familiari, il rispetto per i simboli della fede e del patriottismo degli altri, il rispetto per la legge e l’ordine, il rispetto per le proprietà altrui, il rispetto per l’autorità. Paolo ci ricorda che i figli devono imparare «essi prima a mostrarsi pii verso la propria famiglia».5

    Una disciplina adeguata

    Uno dei compiti più difficili dei genitori è di correggere opportunamente i loro figli. Allevare i figli è un compito individualizzato. Ogni bambino è diverso e unico in sé. Ciò che funziona con uno può non funzionare con un altro. Non so chi è abbastanza saggio da poter dire quali misure disciplinari sono troppo dure o quali sono troppo leggere se non i genitori dei figli stessi, che essi amano di più. Per i genitori è una questione di discernimento accompagnato dalla preghiera. Sicuramente il principio più basilare e generale è che la disciplina dei figli deve essere motivata più dall’amore che dal castigo. Brigham Young impartì questo consiglio: «Se vi trovate nella condizione di dover punire una persona, fate che la punizione non sia più grande del balsamo guaritore che è in voi».6 Tuttavia la guida e la disciplina sono sicuramente un elemento indispensabile nell’allevare i figli. Se i genitori non correggono i loro figli, allora sarà il mondo a farlo, in maniera certamente non gradita ai genitori. Senza disciplina i figli non rispetteranno né le regole di casa né le regole della società.

    Uno degli scopi principali della disciplina è insegnare l’obbedienza. Il presidente David O. McKay dichiarò: «Quando i genitori mancano di insegnare l’obbedienza ai loro figli, se nelle loro case non si sviluppa l’obbedienza, la società la pretenderà e riuscirà a ottenerla. È pertanto meglio che la famiglia, con bontà, sensibilità e comprensione, addestri un figlio nell’obbedienza, invece di abbandonarlo brutalmente alla disciplina crudele che la società gli imporrà, se la famiglia non ha adempiuto prima i suoi obblighi».7

    L’insegnamento del senso di responsabilità

    Un elemento indispensabile per inculcare nei figli un sentimento di disciplina e il senso della responsabilità è fare in modo che imparino a lavorare. A mano a mano che cresciamo, molti di noi sono come quell’uomo che disse: «Mi piace il lavoro, mi affascina, posso rimanere seduto a guardar lavorare per ore intere».8 E inoltre i migliori insegnanti del principio del lavoro sono i genitori stessi. Per me il lavoro diventò una gioia quando cominciai a lavorare accanto a mio padre e a mio nonno, ai miei zii e ai miei fratelli. Sono certo che per loro ero più spesso una perdita che un guadagno, ma i miei ricordi sono dolci e le lezioni che ho appreso impagabili. I figli devono imparare a essere responsabili e indipendenti. I genitori dedicano il tempo necessario a mostrare, dimostrare e spiegare quanto è necessario, in modo che i figli possano, come dichiarò Lehi: «Agire da sé e non… subire»?9

    Luther Burbank, uno dei più grandi giardinieri del mondo, disse: «Se non dedicassimo alle nostre piante più attenzioni di quante ne dedichiamo ai nostri figli, oggi vivremmo in una vera giungla».10

    Anche i figli beneficiano del libero arbitrio mediante il quale a tutti viene data la possibilità di progredire, crescere e svilupparsi. Questo libero arbitrio permette anche ai figli di scegliere a favore dell’egoismo, dello sperpero, dell’indulgenza verso se stessi e dell’autodistruzione. I figli spesso esprimono questo libero arbitrio quando sono ancora molto giovani.

    I genitori che si sono mostrati coscienziosi, affettuosi e interessati e che hanno messo in pratica i principi della rettitudine al meglio delle loro possibilità, devono trovare conforto nella consapevolezza che essi sono buoni genitori, nonostante le azioni di alcuni dei loro figli. I figli da parte loro hanno il dovere di ascoltare, obbedire e, essendo stati istruiti, di imparare. I genitori non possono sempre rispondere per la cattiva condotta di tutti i loro figli, poiché non possono assicurare il buon comportamento degli stessi. Alcuni figli potrebbero mettere a dura prova anche la saggezza di Salomone e la pazienza di Giobbe.

    Spesso è particolarmente difficile per quei genitori che sono benestanti o eccessivamente indulgenti. In un certo senso alcuni figli in queste circostanze tengono in ostaggio i loro genitori, rifiutandosi di obbedire alle regole da essi imposte se questi non acconsentono a soddisfare le loro richieste. L’anziano Neal A. Maxwell (1926–2004) del Quorum dei Dodici Apostoli ha detto: «Coloro che fanno troppo per i loro figli, presto si accorgeranno di non poter più ottenere nulla dai loro figli. Per moltissimi figli viene fatto tanto che essi ne risultano quasi rovinati».11 Sembra che faccia parte della natura umana l’impossibilità di apprezzare pienamente i beni materiali che non ci siamo guadagnati.

    C’è una certa ironia nel fatto che alcuni genitori sono tanto ansiosi che i loro figli siano accettati e benvoluti dai loro coetanei, tuttavia quegli stessi genitori temono che i loro figli possano fare le cose che i loro coetanei stanno già facendo.

    Generalmente i figli che prendono delle decisioni e ad esse rimangono fedeli, per esempio di astenersi dal fare uso di droga, alcol e sesso illecito, sono quelli che hanno adottato e assimilato i forti valori rispettati dai loro genitori. Di fronte alle decisioni difficili è più probabile che essi seguano gli insegnamenti dei loro genitori, invece dell’esempio dei loro coetanei e i sofismi dei mezzi d’informazione che cercano di rivestire di abiti attraenti il consumo d’alcol, il sesso illecito, l’infedeltà, la disonestà e altri vizi. Essi sono come i duemila giovani guerrieri di Helaman, ai quali era stato insegnato che «se non avessero dubitato, Dio li avrebbe liberati» dalla morte.12 «E mi rammentarono… le parole delle loro madri, dicendo: Noi non dubitiamo che le nostre madri lo sapevano».13

    Una ferma fede nella Divinità

    L’elemento che sembra dare particolare efficacia agli insegnamenti e ai valori dei genitori nella vita dei figli è una ferma fede nella Divinità. Quando questa fede diventa un elemento integrante del loro carattere, essi possiedono una forza interiore. Pertanto, tra tutte le cose che è importante insegnare, cosa dovrebbero insegnare i genitori? Le Scritture spiegano che i genitori devono insegnare ai loro figli la «fede in Cristo il Figlio del Dio vivente, e [il] battesimo e [il] dono dello Spirito Santo», e «la dottrina del pentimento».14 Questi principi devono essere insegnati nella casa. Non possono essere insegnati nelle scuole pubbliche, né saranno insegnati dal governo o dalla società. Naturalmente i programmi della Chiesa possono dare un valido aiuto, ma l’insegnamento più efficace ha luogo nella casa.

    I momenti di cui i genitori possono approfittare per insegnare non devono necessariamente essere momenti eccezionali. Impariamo questo principio dal Maestro stesso. Parlando del Salvatore, uno scrittore affermò:

    «La stupenda bellezza della vita di Cristo è soltanto la somma di piccoli modesti atti pieni di bellezza, come parlare con la donna alla fonte… mostrare al giovane ricco l’ambizione che gli riempiva il cuore e lo teneva lontano dal regno dei cieli… insegnare a un piccolo gruppo di seguaci come pregare… accendere un fuoco e arrostire del pesce, in modo che i Suoi discepoli potessero ricevere una colazione; aspettarli quando vennero a terra dopo una notte di pesca infruttuosa, infreddoliti, stanchi e scoraggiati. Vedete, tutte queste cose ci conducono facilmente alla vera qualità e alla natura degli interessi di Cristo, tanto specifici, tanto ridotti all’essenziale, tanto interessati a ciò che è piccolo, diretti a ciò che è minuscolo».15

    Così devono fare i genitori. Le piccole cose sono grandi cose inserite nella trama e nell’ordito della vita familiare da mille fili di amore, fede, disciplina, sacrificio, pazienza e lavoro.

    Vi sono alcune grandi promesse spirituali che possono aiutare i fedeli genitori di questa chiesa, che sono le stesse promesse divine fatte ai loro valorosi antenati che osservarono nobilmente le loro alleanze. Le alleanze ricordate dai genitori sono ricordate da Dio. I figli possono pertanto diventare i beneficiari e gli eredi di queste grandi alleanze e promesse. Ciò avviene poiché essi sono i figli dell’alleanza.16

    Dio benedica i genitori onorevoli di tutto il mondo che lottano e si sacrificano. Possa Egli in particolare onorare le alleanze osservate dai fedeli genitori della nostra chiesa e vegliare su questi figli dell’alleanza.

    Idee per gli insegnanti familiari

    Dopo aver pregato ed esservi preparati, condividete questo messaggio impiegando un metodo che incoraggi la partecipazione di coloro cui insegnate. Seguono alcuni esempi:

    1. Spiegate ai familiari che un rifugio è un luogo di protezione dal pericolo o dal dolore. Invitateli a disegnare ciò che per loro è un rifugio. Chiedete loro di spiegare ciò che hanno disegnato e perché è un rifugio. Leggete ad alta voce il primo paragrafo che segue il sottotitolo «La speranza maggiore». In che modo la nostra casa può essere un rifugio?

    2. Leggete ad alta voce la prima frase del messaggio. Parlate poi di ciò che il presidente Faust ha indicato come alcuni degli impegni genitoriali. Chiedete ai familiari di esporre le loro idee su come i genitori potrebbero assolvere tali impegni. Nei mesi seguenti, quale consiglio del presidente Faust la famiglia potrebbe mettere in atto?

    3. Leggendo insieme le sezioni «L’insegnamento del senso di responsabilità» e «Una ferma fede nella Divinità», elencate ciò che il presidente Faust ha affermato che i figli hanno bisogno di apprendere. Scegliete uno o due di questi argomenti da esaminare. Durante la discussione potreste proporre anche alcuni versetti scritturali. Portate testimonianza dei benefici dell’insegnamento e dell’apprendimento del Vangelo in famiglia.