Restaurazione e storia della Chiesa
1 Radunare una compagnia
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“Radunare una compagnia”, capitolo 1 di Santi – La storia della Chiesa di Gesù Cristo negli ultimi giorni, volume 2, Nessuna mano profana, 1846–1893 (2019)

Capitolo 1: “Radunare una compagnia”

Capitolo 1

Radunare una compagnia

Saints V2 illustration - Ship Brooklyn

“[Desidero] parlare del defunto”.

Migliaia di Santi degli Ultimi Giorni fecero silenzio nel momento in cui la voce di Lucy Mack Smith echeggiò nell’ampia sala delle assemblee situata al piano terra del Tempio di Nauvoo, quasi completato.

Era la mattina dell’8 ottobre 1845, il terzo e ultimo giorno della conferenza autunnale della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Consapevole del fatto che non avrebbe avuto molte altre occasioni per parlare ai santi, soprattutto ora che stavano pianificando di lasciare Nauvoo per trovare una nuova patria lontano, ad ovest, Lucy parlò con una forza che superava quella del suo fragile corpo di settantenne.

“Lo scorso ventidue settembre sono passati diciotto anni da quando Joseph ha tratto le tavole fuori dalla terra”, testimoniò, “e lunedì scorso sono passati diciotto anni da quando Joseph Smith, il profeta del Signore… ”1.

Si interruppe, ricordando Joseph, il figlio martirizzato. I santi presenti nella sala sapevano già del modo in cui un angelo del Signore lo avesse guidato nel luogo dove una raccolta di tavole d’oro era stata sotterrata, presso una collina chiamata Cumora. Sapevano che Joseph aveva tradotto le tavole per dono e potere di Dio e che le aveva pubblicate con il nome di Libro di Mormon. Ma quanti dei santi radunati nella sala delle assemblee lo avevano davvero conosciuto?

Lucy ricordava ancora di quando Joseph, allora solamente ventunenne, le aveva detto per la prima volta che Dio gli aveva affidato le tavole. Era rimasta in ansia per tutta la mattinata, temendo che sarebbe tornato dalla collina a mani vuote, com’era accaduto nel corso dei quattro anni precedenti. Ma quando era arrivato, lei si era calmata velocemente. “Non essere inquieta”, le aveva detto. “Va tutto bene”. Poi le aveva porto gli strumenti che il Signore aveva fornito per la traduzione delle tavole, avvolti in un fazzoletto, come prova del fatto che fosse riuscito a recuperare gli annali.

A quell’epoca c’era solo una manciata di credenti, molti dei quali erano membri della famiglia Smith. Ora, più di undicimila santi provenienti dal Nord America e dall’Europa vivevano a Nauvoo, dove la Chiesa si era riunita nel corso degli ultimi sei anni. Alcuni di loro erano nuovi nella Chiesa e non avevano avuto la possibilità di incontrare Joseph o suo fratello Hyrum prima che dei facinorosi sparassero ai due uomini e li uccidessero nel giugno del 1844.2 Questa era la ragione per cui Lucy desiderava parlare del defunto. Prima che i santi si trasferissero altrove, voleva portare testimonianza della chiamata profetica di Joseph e del ruolo della sua famiglia nell’ambito della restaurazione del Vangelo.

Da più di un mese, bande di vigilanti stavano dando fuoco alle case e agli edifici commerciali dei santi negli insediamenti vicini. Temendo per la loro vita, molti di loro si erano rifugiati nella relativamente sicura Nauvoo. Ma con il passare delle settimane i facinorosi si erano solo fatti più forti e meglio organizzati e presto erano scoppiate delle schermaglie armate tra loro e i santi. Nel frattempo, il governo nazionale e quello statale non avevano fatto nulla per tutelare i diritti dei santi.3

Credendo che fosse solo una questione di tempo prima che la plebaglia attaccasse Nauvoo, i dirigenti della Chiesa avevano negoziato una fragile pace, accettando di far evacuare i santi dallo stato entro la primavera.4

Guidati dalla rivelazione divina, Brigham Young e gli altri membri del Quorum dei Dodici Apostoli stavano pianificando di far trasferire i santi a più di milleseicento chilometri verso ovest, al di là delle Montagne Rocciose, appena fuori dal confine degli Stati Uniti. In qualità di quorum presiedente della Chiesa, i Dodici avevano annunciato tale decisione ai santi il primo giorno della conferenza autunnale.

“Il Signore intende guidarci verso un più vasto campo d’azione”, aveva dichiarato l’apostolo Parley Pratt, “dove potremo godere dei puri principi della libertà e di eguali diritti”5.

Lucy sapeva che i santi l’avrebbero aiutata a compiere questo viaggio, se avesse deciso di partire. I santi avevano ricevuto tramite rivelazione il comandamento di radunarsi in un unico luogo e i Dodici erano determinati a portare a compimento la volontà del Signore. Lucy però era anziana e credeva che non sarebbe vissuta molto a lungo. Alla sua morte, desiderava essere sepolta a Nauvoo, vicino a Joseph, Hyrum e agli altri familiari che erano defunti, compreso suo marito, Joseph Smith sr.

Inoltre, la maggior parte dei membri della sua famiglia ancora in vita sarebbe rimasta a Nauvoo. Il suo unico figlio sopravvissuto, William, era stato un membro del Quorum dei Dodici, ma aveva rigettato la loro guida e si rifiutava di partire per l’ovest. Anche le tre figlie, Sophronia, Katharine e Lucy, sarebbero rimaste lì. E così anche sua nuora, Emma, la vedova del Profeta.

Nel parlare alla congregazione, Lucy esortò gli astanti a non affliggersi a causa del viaggio che li aspettava. “Non siate scoraggiati perché non potete procurarvi i carri e tutto il resto”, disse. A dispetto della povertà e della persecuzione, la sua famiglia aveva adempiuto il comandamento del Signore di pubblicare il Libro di Mormon. Li esortò ad ascoltare i loro dirigenti e a trattarsi vicendevolmente bene.

“Come dice Brigham, dovete tutti essere onesti o non arriverete a destinazione”, affermò. “Se vi offenderete, avrete dei problemi”.

Lucy continuò a parlare della sua famiglia, delle terribili persecuzioni che avevano subito nel Missouri e nell’Illinois e delle prove che attendevano i santi. “Prego che il Signore possa benedire i capi di questa Chiesa, il fratello Brigham e tutti gli altri”, disse. “Quando sarò in un altro mondo, vorrò incontrarvi tutti”6.


Poco dopo un mese, Wilford Woodruff, apostolo e presidente della Missione britannica della Chiesa, trovò ad attenderlo nel suo ufficio di Liverpool, in Inghilterra, una lettera da parte di Brigham Young. “Questo autunno abbiamo avuto una buona dose di dolore e di preoccupazioni qui”, aveva scritto Brigham al suo amico. “È pertanto opportuno che ce ne andiamo, perché è l’unica condizione per avere pace”7.

Wilford si preoccupò ma non ne fu sorpreso. Aveva letto nei giornali i resoconti degli attacchi da parte della plebaglia nei pressi di Nauvoo. Fino ad allora, però, non era stato a conoscenza della gravità della situazione. “Viviamo in una strana epoca”, pensò Wilford dopo aver letto la lettera. Il governo degli Stati Uniti affermava di proteggere le persone oppresse e di dare asilo agli esuli, ma Wilford non riusciva a ricordare un’occasione in cui avesse aiutato i santi.

“Lo stato dell’Illinois e tutti gli Stati Uniti hanno riempito la loro coppa d’iniquità”, scrisse nel suo diario, “e i santi fanno bene ad uscirne”8.

Fortunatamente, gran parte della famiglia di Wilford era fuori pericolo. Sua moglie, Phebe, e i loro figli più giovani, Susan e Joseph, erano con lui in Inghilterra. Phebe Amelia, l’altra figlia, era con dei parenti negli Stati Uniti orientali, più di milleseicento chilometri lontano dal pericolo.

Invece Willy, il figlio maggiore, era ancora a Nauvoo, affidato alle cure di cari amici. Nella sua lettera, Brigham aveva menzionato che il ragazzo era al sicuro, tuttavia Wilford non vedeva l’ora di riunire la sua famiglia.9

Quale presidente del quorum, Brigham fornì a Wilford le istruzioni su cosa fare. La sua raccomandazione fu: “Non mandare più qui altri emigranti, fai in modo che aspettino in Inghilterra finché non potranno imbarcarsi su una nave in rotta per l’Oceano Pacifico”. Per quanto riguardava i missionari americani in Inghilterra, egli voleva che quelli che non avevano ricevuto le ordinanze del tempio tornassero immediatamente a Nauvoo per celebrarle.10

Nei giorni che seguirono, Wilford inviò lettere agli anziani americani che stavano predicando in Inghilterra per informarli delle persecuzioni a Nauvoo. Sebbene lui e Phebe avessero già ricevuto le ordinanze, decisero di tornare a casa anche loro.

“Parte della mia famiglia è sparsa a più di tremila chilometri di distanza negli Stati Uniti”, spiegò Wilford ai santi britannici in un messaggio d’addio. “In questo momento è mio dovere tornare e riunire i miei figli affinché possano partire con il campo dei santi”.

Wilford incaricò Reuben Hedlock, l’ex presidente di missione, di presiedere nuovamente in Gran Bretagna. Sebbene Wilford non avesse piena fiducia in Reuben, in quanto in passato aveva mal gestito i fondi della Chiesa, in Inghilterra non c’era nessun altro che avesse maggiore esperienza di lui nella dirigenza di una missione. E Wilford non aveva tempo per trovare un sostituto migliore. Dopo essersi riunito con il Quorum dei Dodici, avrebbe suggerito di chiamare qualcun altro al posto di Reuben.11


Mentre Wilford e Phebe si preparavano per tornare a Nauvoo, Samuel Brannan, l’anziano che presiedeva alla Chiesa a New York City, sentì dire che il governo degli Stati Uniti preferiva disarmare e sterminare i santi piuttosto che permettere loro di lasciare il paese e magari allearsi con il Messico o con la Gran Bretagna, che erano due nazioni che rivendicavano vaste regioni nell’Ovest. Allarmato, Sam scrisse immediatamente a Brigham Young per riferire il rischio.

La lettera di Sam raggiunse Nauvoo nel bel mezzo di nuovi pericoli. Brigham e altri apostoli avevano ricevuto degli ordini di comparizione basati su false accuse di falsificazione valutaria, e i tutori della legge volevano arrestarli.12 Dopo aver letto la lettera di Sam, gli apostoli pregarono per avere protezione e chiesero al Signore di guidare i santi in sicurezza fuori città.13

Poco tempo dopo, il governatore dell’Illinois Thomas Ford sembrò confermare quanto riferito da Sam. “È molto probabile che il governo a Washington, D.C., interverrà per impedire ai mormoni di andare a ovest delle Montagne Rocciose”, fu il suo ammonimento. “Molte persone intelligenti credono sinceramente che essi si uniranno ai britannici se andranno là, e che creeranno più problemi di prima”14.

A gennaio del 1846 Brigham incontrò spesso il Quorum dei Dodici e il Consiglio dei Cinquanta, un’organizzazione che si occupava di supervisionare gli affari temporali del regno di Dio sulla terra, per pianificare il modo migliore e più rapido per evacuare Nauvoo e stabilire un nuovo luogo di raduno per i santi. Heber Kimball, uno degli altri apostoli, raccomandò di guidare un piccolo gruppo di santi a ovest il prima possibile.

Egli consigliò di “radunare una compagnia che potesse prepararsi [e] che potesse essere pronta in qualsiasi momento venisse chiamata ad andare a predisporre un luogo per le rispettive famiglie e per i poveri”.

“Se ci sarà una prima compagnia che partirà e comincerà a coltivare questa primavera”, fece notare l’apostolo Orson Pratt, “sarà necessario partire il primo febbraio”. Si domandò se non fosse più saggio fermarsi in qualche luogo più vicino, in modo da poter seminare prima.

A Brigham l’idea non piacque. Il Signore aveva già indicato ai santi di insediarsi vicino al Grande Lago Salato. Il lago faceva parte del Grande Bacino, un’enorme regione a forma di conca circondata dalle montagne. Gran parte del bacino era costituito da terra desertica difficile da coltivare, il che rendeva poco allettante per molti americani l’idea di trasferirsi a ovest.

“Se ci rechiamo tra le montagne nel luogo che stiamo prendendo in considerazione”, argomentò Brigham, “non ci saranno gelosie da parte di alcuna nazione”. Brigham sapeva che la regione era già abitata da alcuni popoli di nativi americani. Ciononostante, sperava che i santi avrebbero potuto stabilirsi pacificamente tra loro.15

Nel corso degli anni, i santi avevano provato a condividere il Vangelo con gli indiani americani negli Stati Uniti, e avevano in mente di fare lo stesso con i popoli nativi dell’ovest. Come la maggior parte delle persone bianche degli Stati Uniti, molti santi bianchi consideravano la loro cultura superiore a quella degli indiani e conoscevano ben poco della loro lingua e dei loro costumi. Però consideravano anche gli indiani come altri membri del casato d’Israele e come potenziali alleati e speravano di stringere amicizie con gli Ute, con gli Shoshoni e con altre tribù dell’ovest.16

Il 13 gennaio, Brigham incontrò nuovamente i consigli per sapere quanti santi erano pronti a partire da Nauvoo con un preavviso di sei ore. Era fiducioso che la maggior parte dei santi fosse al sicuro stando in città fino alla data limite di primavera. Per garantire un viaggio veloce, voleva che meno famiglie possibili partissero con la compagnia d’avanguardia.

Egli disse: “Tutti gli uomini che sono in pericolo e che corrono il rischio di essere convocati con ordinanze del tribunale, vadano e si portino le loro famiglie”. Tutti gli altri avrebbero dovuto aspettare la primavera per recarsi a ovest, dopo che la compagnia d’avanguardia avesse raggiunto le montagne e avesse fondato un nuovo insediamento.17


Il pomeriggio del 4 febbraio 1846, la luce del sole splendeva sul porto di New York, mentre una folla accalcava il molo per dire addio alla Brooklyn, una nave da 450 tonnellate che salpava in direzione della baia di San Francisco, sulla costa della California, una regione scarsamente popolata del Messico nord occidentale. Sul ponte della nave, più di duecento santi, la maggior parte dei quali erano troppo poveri per affrontare il viaggio verso ovest con i carri, salutavano i loro parenti e amici riuniti sotto.18

A guidarli c’era il ventiseienne Sam Brannan. Dopo la conferenza di ottobre, i Dodici avevano istruito Sam di prenotare un passaggio in nave e di condurre una compagnia di santi degli stati dell’est fino in California, dove avrebbero atteso di incontrarsi con il corpo principale della Chiesa da qualche parte a ovest.

“Fuggite da Babilonia!”, li aveva ammoniti l’apostolo Orson Pratt. “Non vogliamo che nessun santo rimanga negli Stati Uniti”19.

Sam prenotò subito la nave Brooklyn ad un prezzo accessibile e furono costruite trentadue piccole stanze con cuccette per accogliere i passeggeri. Chiese ai santi di portare aratri, pale, zappe, forconi e altri strumenti di cui avrebbero avuto bisogno per coltivare la terra e per costruire le case. Non sapendo che cosa li aspettasse, misero nella stiva molto cibo e provviste, del bestiame, tre macine per grano, pietre per affilare, torni, chiodi, una macchina da stampa e delle armi da fuoco. Inoltre, un’associazione filantropica donò alla nave una quantità di libri sufficiente a organizzare una buona biblioteca.20

Mentre Sam si preparava per il viaggio, un politico di Washington di sua conoscenza lo avvertì che gli Stati Uniti erano ancora decisi a impedire ai santi di lasciare Nauvoo. Il politico inoltre disse a Sam che lui e un uomo d’affari con degli interessi in California erano disposti a fare pressioni sul governo in favore della Chiesa in cambio della metà delle terre acquisite dai santi all’ovest.

Sam sapeva che i termini dell’accordo non erano buoni, ma riteneva che quegli uomini fossero suoi amici e che potessero proteggere i santi. Alcuni giorni prima di imbarcarsi sulla nave Brooklyn, Sam fece redigere un contratto e lo mandò a Brigham, raccomandandogli di firmarlo. “Andrà tutto bene”, promise.21

Inoltre informò Brigham del suo piano di stabilire una città nella baia di San Francisco, magari come un nuovo luogo di raduno per i santi. “Identificherò il posto più adatto”, scrisse. “Prima che arriviate, se sarà la volontà del Signore, avrò preparato tutto per voi”22.

Quando la nave Brooklyn sciolse gli ormeggi, Sam era certo di aver garantito sicurezza ai santi che lasciavano Nauvoo e che il viaggio della sua compagnia sarebbe andato bene. La nave avrebbe seguito le correnti oceaniche superando la burrascosa punta meridionale del Sud America per poi trovarsi nel cuore del Pacifico. Una volta arrivati in California, avrebbero fondato la loro città e iniziato una nuova vita nell’ovest.

Mentre un battello a vapore guidava la nave Brooklyn lontano dal molo, le persone che salutavano i loro cari in partenza levarono tre urrà per i santi, i quali risposero alla stessa maniera. Poi la nave superò lo stretto imbocco del porto, spiegò le vele e fu trasportata dal vento sull’Oceano Atlantico.23


Lo stesso giorno in cui la nave Brooklyn salpò per la California, quindici carri della compagnia d’avanguardia dei santi attraversarono il fiume Mississippi nel Territorio dell’Iowa, appena a ovest di Nauvoo, e montarono un accampamento nelle vicinanze di Sugar Creek.

Quattro giorni dopo, Brigham Young si incontrò un’ultima volta con gli apostoli nel Tempio di Nauvoo.24 Anche se il tempio nella sua interezza non era stato dedicato, il piano superiore era già stato dedicato e lì erano state amministrate le ordinanze dell’investitura a più di cinquemila santi desiderosi di riceverle. Erano anche state suggellate per il tempo e per l’eternità circa milletrecento coppie.25 Alcuni di questi suggellamenti erano matrimoni plurimi che alcuni santi fedeli avevano cominciato a praticare in privato a Nauvoo, seguendo un principio che il Signore aveva rivelato a Joseph Smith agli inizi del decennio del 1830.26

Brigham aveva programmato di smettere di amministrare le ordinanze il 3 febbraio, il giorno prima che i primi carri lasciassero la città, ma i santi affollarono il tempio tutto il giorno, ansiosi di ricevere le ordinanze prima della loro partenza. All’inizio, Brigham cercò di mandarli via. “Costruiremo altri templi e avremo altre opportunità di ricevere le benedizioni del Signore”, provò a insistere. “In questo tempio siamo stati abbondantemente ricompensati, anche se non riceveremo altro”.

Credendo che la folla si sarebbe dispersa, Brigham si diresse verso casa. Non andò molto lontano prima di decidersi a tornare e trovò il tempio affollato di persone che erano assetate e affamate della parola del Signore. Quel giorno, altri duecentonovantacinque santi ricevettero le benedizioni del tempio.27

Dopo aver terminato con le ordinanze, gli apostoli si inginocchiarono attorno all’altare del tempio e pregarono per avere un viaggio sicuro verso ovest. Nessuno sapeva quali prove avrebbero potuto incontrare nelle settimane e nei mesi a venire. Guide e cartine descrivevano piste non segnate per gran parte del tragitto che conduceva alle montagne. Lungo il cammino c’erano molti fiumi e ruscelli, e per le pianure si aggiravano tantissimi bisonti e animali selvatici. Tuttavia quel territorio era diverso da qualsiasi altro che i santi avessero mai percorso fino ad allora.28

Non essendo disposti a lasciare nessuno in pericolo, i santi avevano fatto alleanza di aiutare chiunque volesse recarsi a ovest, in particolare i poveri, gli ammalati o coloro che erano rimasti vedovi. “Se sarete fedeli alla vostra alleanza”, aveva promesso Brigham ai santi alla conferenza di ottobre, “il grande Dio riverserà su questo popolo i mezzi per compiere alla lettera ciò che ci chiede”29.

Il 15 febbraio, il fardello di questa alleanza pesò grandemente su Brigham mentre attraversava il Mississippi. Quel pomeriggio, spinse e tirò i carri su per una collina innevata e infangata, poco più di sei chilometri a ovest del fiume. Pur avendo solo poche ore di luce prima che la sera oscurasse il cammino davanti a loro, Brigham era determinato a non fermarsi finché ogni carro dei santi degli ultimi giorni a ovest del fiume non fosse giunto in sicurezza a Sugar Creek.30

Per quell’anno il piano di mandare una piccola compagnia d’avanguardia sulle montagne era già in ritardo. Brigham e altri dirigenti della Chiesa avevano lasciato la città più tardi del previsto e alcuni santi, ignorando il consiglio di restare a Nauvoo, avevano attraversato il fiume e si erano accampati con la compagnia d’avanguardia a Sugar Creek. Dopo essere fuggite così velocemente dalla città, lungo il percorso molte famiglie si rivelarono disorganizzate, male equipaggiate e impreparate.

Brigham non sapeva che cosa fare. Quei santi avrebbero sicuramente rallentato gli altri, ma non li avrebbe rimandati in città, ora che erano già partiti. Nella sua mente, Nauvoo era diventata una prigione, non il posto per il popolo di Dio. La strada per l’ovest era la libertà.

Lui e i Dodici dovevano semplicemente continuare, confidando che il Signore li avrebbe aiutati a trovare una soluzione.31