Qual è il modello della Chiesa di Cristo?

Riunione del CES per i Giovani adulti • 12 gennaio 2014 • Brigham Young University


 

È una gioia trascorrere questa serata con i futuri dirigenti e genitori di questa Chiesa. Per questo motivo, ritengo che il futuro di questa Chiesa sia assicurato e radioso. Pertanto, vorrei parlare della Chiesa sulla quale un giorno presiederete.

Nella prima sezione di Dottrina e Alleanze, il Signore fa questa dichiarazione audace e significativa: “[Questa è] la sola chiesa vera e vivente sulla faccia della terra intera” (DeA 1:30). Che cosa significa? Non significa che altre chiese non abbiano parte della verità, perché certamente ce l’hanno. Non significa che altre chiese non facciano del bene, perché ne fanno molto. Quello che vuol dire è che questa è l’unica chiesa in possesso di tutta la verità rivelata fino ad ora in questa dispensazione, l’unica chiesa con le ordinanze necessarie per l’Esaltazione, e l’unica chiesa detentrice del sacerdozio di Dio per celebrare queste ordinanze con validità divina. Quali prove abbiamo a sostegno di questa affermazione?

Diversi anni fa, io e mia moglie avevamo bisogno di una casa più grande perché la nostra famiglia stava crescendo, così trovammo un appezzamento di terreno su cui costruire. Dedicammo un po’ di tempo a disegnare un progetto che avrebbe soddisfatto le esigenze della nostra famiglia. Mia moglie disegnò una porta a soffietto, posta tra il salotto e il soggiorno, che poteva essere aperta per le attività di tutta la famiglia o dei giovani. Con un po’ più di spazio sopra il garage, disegnammo una stanza dove i nostri figli avrebbero potuto dedicarsi a sane attività ricreative. Fu costruita una piccola stanza dietro il garage come ripostiglio per il cibo e per altre scorte. Questi e altri elementi furono incorporati in un progetto. Quindi, la casa fu costruita sulla base di questi piani.

Durante i lavori, di tanto in tanto presentavamo al costruttore un ordine di modifica al progetto. Quando la casa fu finalmente terminata, era precisamente conforme al nostro progetto e alle sue occasionali revisioni. Se prendeste il nostro progetto e lo confrontaste con ogni casa del mondo, quante abitazioni coinciderebbero perfettamente? Soltanto una: casa nostra. Certo, potrebbero esserci alcune somiglianze qua e là — una stanza della stessa grandezza, alcune finestre simili — ma fondamenta per fondamenta, stanza per stanza, tetto per tetto, vi sarebbe soltanto una casa perfettamente coincidente con il progetto: la nostra.

In modo simile, Cristo edificò una casa per soddisfare al meglio le esigenze spirituali dei Suoi figli: si chiamava la Sua Chiesa. Il progetto spirituale di questa Chiesa si trova nel Nuovo Testamento. A volte, il Salvatore presentò un “ordine di modifica” al progetto. Una tale modifica giungeva sotto forma di rivelazione. Ad esempio, il Salvatore comandò inizialmente ai Suoi apostoli di predicare il Vangelo al casato d’Israele, ma non ai Gentili (vedere Matteo 10:5–6). Dopo l’ascensione del Salvatore, tuttavia, Egli diede a Pietro un ordine di modifica spirituale, una rivelazione per mezzo di una visione: da quel momento, il Vangelo doveva essere insegnato anche ai Gentili (vedere Atti 10). Questa esperienza di Pietro insegnò almeno due importanti principi amministrativi nella Chiesa di Cristo: primo, il progetto poteva essere modificato, ma soltanto tramite una rivelazione da Cristo; secondo, tale rivelazione sarebbe pervenuta al profeta che fungeva da portavoce di Dio sulla terra. In altre parole, la chiesa di Dio sarebbe stata governata mediante rivelazione divina e secondo un ordine preciso.

Se qualcuno volesse scoprire la chiesa di Cristo oggi, dovrebbe confrontare il progetto spirituale contenuto nel Nuovo Testamento con ogni chiesa cristiana del mondo, fino a quando non scopra una chiesa che coincide con il progetto — organizzazione per organizzazione, insegnamento per insegnamento, ordinanza per ordinanza, frutto per frutto, rivelazione per rivelazione. Così facendo, questa persona potrebbe scoprire alcune chiese con dei tratti simili — uno o due insegnamenti affini, un’ordinanza uguale, alcuni uffici con lo stesso nome — ma troveranno soltanto una chiesa, la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi giorni, che corrisponde al modello sotto ogni punto di vista. Ora vorrei mettere alla prova questa affermazione.

Volgiamo ora la nostra attenzione alla prima pagina del progetto e vediamo quale fosse l’“Organizzazione” della Chiesa di Cristo rivelata al suo interno.

In primo luogo, la chiesa di Cristo era fondata su apostoli e profeti. Quando scrisse ad alcuni nuovi membri della Chiesa, Paolo disse loro che ora erano “edificati sul fondamento degli apostoli e de’ profeti, essendo Cristo Gesù stesso la pietra angolare” (Efesini 2:20; corsivo dell’autore).

Gli apostoli compresero la necessità assoluta di mantenere intatto il Quorum dei Dodici Apostoli. Quando un apostolo, come Giuda, moriva e una parte delle fondamenta veniva “intaccata”, gli altri undici apostoli si riunivano e sceglievano un successore, cosicché le fondamenta potessero essere nuovamente integre (vedere Atti 1:22–25).

Questo modello sottolineava l’importanza di mantenere intatto un quorum di dodici apostoli. Questi apostoli erano così importanti per il benessere della Chiesa che Paolo chiarì per quanto tempo ne avremmo avuto bisogno: “Finché tutti siamo arrivati all’unità della fede” (Efesini 4:13). Ne spiegò anche il motivo: affinché non fossimo “portati qua e là da ogni vento di dottrina” (Efesini 4:14). Di conseguenza, gli apostoli ricoprivano un ruolo vitale per mantenere pura la dottrina.

Supponete, per un momento, che io racconti una storia a qualcuno seduto a un’estremità della fila di fronte a me, e che egli la condivida con la persona seduta accanto a lui e così via, fila dopo fila, fino alla fine del settore. Che cosa accadrebbe a quella storia? Cambierebbe. Cambia sempre, è naturale che accada. Lo stesso avvenne con la dottrina insegnata dagli apostoli, quando visitavano le varie città e i villaggi. Passando da una persona all’altra, la dottrina cominciò a cambiare. Fintantoché erano presenti, gli apostoli potevano correggere la dottrina tramite epistole o sermoni tenuti di persona. Quando essi scomparvero, tuttavia, non vi fu più alcun sistema di controllo e contrappesi, nessuna azione correttiva e, ben presto, le dottrine furono distorte o andarono perdute.

Per questo e per altri motivi, il progetto rivela che gli apostoli e i profeti costituivano le fondamenta della chiesa di Cristo. Conoscete qualche ordine di modifica nel Nuovo Testamento, una rivelazione qualsiasi che abbia alterato il progetto e affermi che gli apostoli non sono più necessari? Io no. Pertanto, ne deriva che la vera chiesa di Cristo oggi deve avere apostoli e profeti come sue fondamenta.

Il Salvatore scelse degli altri uomini, chiamati Settanta, perché preparassero la via e assistessero Lui e i Suoi apostoli nel predicare il Vangelo al mondo. Questi Settanta sono menzionati in Luca, capitolo 10. Conoscete una chiesa, oggi, che rispetti questo progetto, ovvero che abbia dei Settanta?

Il modello del Nuovo Testamento rivela altri dirigenti che costituivano parte dell’organizzazione della chiesa di Cristo: vescovi (vedere 1 Timoteo 3; Tito 1:7), anziani (vedere Atti 14:23; Tito 1:5), diaconi (vedere Filippesi 1:1), evangelisti (vedere Efesini 4:11), ovvero patriarchi 1; e pastori (vedere Efesini 4:11), ovvero dirigenti quali vescovi e presidenti di palo che presiedono su un gregge 2.

Il sesto articolo di fede della Chiesa fa riferimento a questo modello: “Noi crediamo nella stessa organizzazione che esisteva nella chiesa primitiva, cioè: apostoli, profeti, pastori, insegnanti, evangelisti e così via” (Articoli di Fede 1:6; corsivo dell’autore). In altre parole, noi crediamo che l’attuale chiesa di Gesù Cristo debba avere la stessa organizzazione esistente nella chiesa originale di Cristo e che essa sia soggetta unicamente a modifiche tramite rivelazione. Pertanto, ciascuno di questi uffici è presente nella nostra Chiesa, oggi.

In che modo venivano scelti gli apostoli di Cristo e gli altri dirigenti? Il Salvatore si recava forse presso le scuole di teologia più prestigiose dell’epoca e sceglieva gli studenti con la media più alta? No. Piuttosto, il progetto ci dice che Egli scelse Pietro, un pescatore; Matteo, un esattore e, successivamente, Paolo, un fabbricante di tende. Ciascuno fu scelto tra persone comuni. In sostanza, si trattava di un ministero laico. Oggi, la Chiesa ha un quorum di dodici apostoli anch’essi scelti tra i comuni membri della Chiesa. Uno è un insegnante, un altro un ingegnere, un altro ancora un avvocato e così via.

Gli apostoli di Cristo e gli altri dirigenti fecero domanda per diventare ministri di culto? No. Il progetto ci mostra il modo in cui Cristo scelse i Suoi dirigenti: “Non siete voi che avete scelto me, ma son io che ho scelto voi, e v’ho costituiti” (Giovanni 15:16; corsivo dell’autore). Quando Cristo ordinò i Suoi apostoli, che cosa diede loro? Matteo e Luca riportano la risposta: “Diede loro potestà” (Matteo 10:1; vedere anche Luca 9:1), il potere del sacerdozio per agire in Suo nome e compiere le Sue opere. Questo è il motivo per cui il progetto ci dice che “[il Figliuol dell’]uomo... de[tte] la potestà ai suoi servitori” (Marco 13:34). Perché? Affinché potessero agire nel Suo nome e con la Sua approvazione. Ogni uomo che detiene il sacerdozio di Dio in questa Chiesa può far risalire la propria autorità del sacerdozio fino a Gesù Cristo, la fonte di ogni autorità e potere, cosicché anch’egli possa aver egualmente diritto all’approvazione di Cristo — il Suo timbro di approvazione — come previsto dal progetto.

Come si chiamava la chiesa organizzata da Cristo? Se siamo battezzati nel nome di Cristo, se preghiamo nel nome di Cristo, se siamo salvati nel nome di Cristo e se Egli è il fondatore e la pietra angolare della Sua Chiesa, quale nome pensate che abbia la Sua Chiesa? La Chiesa di Gesù Cristo. Il Salvatore, rivolgendosi al popolo ai tempi del Libro di Mormon, insegnò il principio logico fondamentale per cui la Chiesa doveva portare il Suo nome: “E come può essere la mia chiesa, salvo che sia chiamata col mio nome? Poiché se una chiesa è chiamata col nome di Mosè, allora è la chiesa di Mosè; o se è chiamata col nome di un uomo, allora è la chiesa di un uomo, ma se è chiamata con il mio nome, allora è la mia chiesa, se accadrà che essi siano edificati sul mio vangelo” (3 Nefi 27:8; corsivo dell’autore).

È per questo motivo che Paolo riprese alcuni dei primi membri della Chiesa: essi si denominavano secondo alcuni dei discepoli, piuttosto che secondo il nome di Cristo. Pertanto, Paolo scrisse:

“Voglio dire che ciascun di voi dice: Io son di Paolo; e io d’Apollo; e io di Cefa; e io di Cristo.

Cristo è egli diviso? Paolo è egli stato crocifisso per voi? O siete voi stati battezzati nel nome di Paolo?” (1 Corinzi 1:12–13).

In altre parole, non prendiamo su di noi alcun altro nome se non quello di Gesù Cristo.

Di conseguenza, il progetto c’insegna che la chiesa di Cristo deve portare il Suo nome. Ho sempre ritenuto un miracolo il fatto che la Riforma fosse in corso da più di trecento anni prima dell’epoca di Joseph Smith e che nessuno avesse pensato di chiamare la sua chiesa con il nome di Gesù Cristo. Ovviamente, dal tempo di Joseph Smith in poi, altri hanno fatto la stessa cosa ma, in qualche maniera meravigliosa, il Signore preservò l’utilizzo del Suo nome fino all’epoca di Joseph Smith e della restaurazione della chiesa di Cristo.

Passiamo ora alla seconda pagina del progetto. Quali erano gli “Insegnamenti” della Chiesa di Cristo? Esaminiamone alcuni.

Dio è unicamente un personaggio di spirito oppure ha un corpo di carne e ossa? Che cosa insegna il progetto?

Dopo la Sua risurrezione, Cristo apparve ai Suoi discepoli, i quali pensarono erroneamente che fosse uno spirito (vedere Luca 24:37). Per correggere il loro fraintendimento, Egli disse: “Guardate le mie mani ed i miei piedi, perché son ben io; palpatemi e guardate; perché uno spirito non ha carne e ossa come vedete che ho io” (Luca 24:39; corsivo dell’autore).

Per eliminare qualsiasi dubbio riguardo alla natura corporea del Suo corpo risorto, Egli chiese ai Suoi discepoli: “Avete qui nulla da mangiare?” (Luca 24:41). Le Scritture quindi riportano:

“Essi gli porsero un pezzo di pesce arrostito;

ed egli lo prese, e mangiò in loro presenza” (Luca 24:42–43).

Con quel corpo glorificato e risorto di carne ed ossa, Cristo ascese in cielo (vedere Atti 1:9),3 dove Egli siede alla destra di Dio Padre essendo, come dichiarano le Scritture, “l’impronta della sua essenza” (Ebrei 1:3). Questa è l’esatta verità insegnata da Joseph Smith come parte della restaurazione della chiesa di Cristo: “Il Padre ha un corpo di carne ed ossa, tanto tangibile quanto quello dell’uomo; il Figlio pure” (DeA 130:22).

Dio e Gesù sono lo stesso Essere, come viene insegnato da gran parte del mondo cristiano, oppure sono due Esseri distinti? Che cosa dice il progetto?

Il numero di riferimenti biblici alle identità separate e ai ruoli distinti del Padre e del Figlio è impressionante. Nel Giardino del Getsemani, consapevole del dolore straziante che avrebbe presto provato, il Salvatore dichiarò: “Non la mia volontà, ma la tua sia fatta” (Luca 22:42). Questo è il più grande atto di sottomissione che il mondo abbia mai conosciuto. Tuttavia, quale sottomissione avrebbe potuto esserci, se non vi fosse stato nessun altro Essere al quale Egli poteva sottomettersi, ovvero se Lui e il Padre fossero stati la stessa Persona? Perché il Salvatore prega il Padre o grida: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Marco 15:34). Come poteva essere abbandonato, se non c’era un Essere da Lui distinto che Lo abbandonasse? Come poté Stefano vedere Gesù alla destra di Dio, se Essi non fossero stati due Persone distinte (vedere Atti 7:55–56)?

Quando Joseph Smith uscì dal bosco, aveva appreso la verità da se stesso. Aveva visto Dio Padre e Suo Figlio, Gesù Cristo, l’Uno di fianco all’Altro; aveva udito il Padre chiamare l’Altro il Suo “Figlio diletto” (Joseph Smith–Storia 1:17). In quel giorno glorioso, il cielo infranse i miti del passato creati dall’uomo riguardo alla natura di Dio, rivelando e confermando la semplice verità insegnata in origine nel progetto: Dio Padre e Suo Figlio, Gesù Cristo, sono uno negli scopi ma hanno identità separate.

Che cosa afferma il progetto in merito a coloro che non hanno mai avuto la possibilità di ascoltare il vangelo di Gesù Cristo sulla terra? Sono forse dannati? Siamo forse privi di conoscenza rivelata circa la loro condizione spirituale?

Questa è una domanda di enorme portata che interessa miliardi di vite umane. Indubbiamente Dio deve aver parlato su questo punto e in verità lo ha fatto. Il progetto contiene la risposta.

Pietro scrisse: “Poiché per questo è stato annunziato l’Evangelo anche ai morti; onde fossero bensì giudicati secondo gli uomini quanto alla carne, ma vivessero secondo Dio quanto allo spirito” (1 Pietro 4:6). Questa dottrina andò perduta nell’apostasia che seguì la morte degli apostoli di Cristo, ma fu restaurata tramite il profeta Joseph Smith.

Vi sono tre cieli o un cielo solo? Per anni il mondo cristiano ha insegnato che esistono un paradiso e un inferno, ma che cosa insegna il progetto originale?

Paolo insegnò: “Altra è la gloria del sole, altra la gloria della luna, e altra la gloria delle stelle” (1 Corinzi 15:41). In seguito, Paolo ribadì la verità di questo cielo tripartito, quando riferì la visione di un uomo “rapito fino al terzo cielo” (2 Corinzi 12:2). Potrebbe esserci un terzo cielo, se non ci fosse nessun secondo o primo cielo? Ancora una volta, questa dottrina restaurata tramite il profeta Joseph Smith si accorda esattamente con il progetto originale.

Il matrimonio continua per l’eternità o termina con la morte? Che cosa dice il progetto?

In accordo con il potere conferito agli apostoli, per cui tutto ciò che avessero legato in terra sarebbe stato legato in cielo (vedere Matteo 18:18), Paolo dichiarò: “Nel Signore, né la donna è senza l’uomo, né l’uomo senza la donna” (1 Corinzi 11:11), a indicare che l’ideale per l’uomo e la donna è essere uniti insieme per sempre alla presenza di Dio. Pietro diede conferma di questo principio. Riferendosi ai mariti e alle mogli, egli affermò che essi dovrebbero essere “eredi [insieme] della grazia della vita” (1 Pietro 3:7), non individualmente, ma percorrendo congiuntamente il sentiero quali eredi della vita eterna. Questa è la dottrina insegnata nel progetto, e questa è la dottrina insegnata oggi nella chiesa di Cristo.

La terza pagina del progetto è intitolata: “Ordinanze nella chiesa di Cristo”. Il progetto è molto specifico a questo riguardo. Ad esempio, noi benediciamo o battezziamo i neonati e i bambini piccoli? Che cosa insegna il progetto?

Il Salvatore ci diede un esempio chiaro. Parlando dei bambini piccoli, le Scritture affermano: “E [Gesù] presili in braccio ed imposte loro le mani, li benediceva” (Marco 10:16; corsivo dell’autore). Riguardo ai piccoli fanciulli, Matteo confermò che il Salvatore “impos[e] loro le mani” (Matteo 19:15). Il progetto insegna che i neonati e i bambini piccoli vengono benedetti, non battezzati. Infatti, non c’è un solo esempio di battesimo dei bambini piccoli in tutto il Nuovo Testamento. Perché? Perché non era un’ordinanza nella chiesa di Cristo. Al giorno d’oggi, una persona alla ricerca della chiesa di Cristo dovrebbe cercare una chiesa che benedica i bambini piccoli, non che li battezzi.

Il battesimo è essenziale per la salvezza? Che cosa insegna il progetto?

Dopo aver dato l’esempio facendosi battezzare, Cristo dichiarò in termini inequivocabili: “Se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio” (Giovanni 3:5; corsivo dell’autore). In modo simile, Pietro insegnò:“Ravvedetevi, e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per la remission de’ vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo” (Atti 2:38; corsivo dell’autore). Ciò che viene insegnato nel progetto è esattamente ciò che viene insegnato nella chiesa di Cristo oggi.

Il battesimo deve essere fatto per aspersione, versamento d’acqua o immersione? Il progetto fornisce almeno quattro testimonianze del fatto che il battesimo debba essere effettuato per immersione.

Primo: il Salvatore, il nostro grande Esempio, “salì fuor dell’acqua” (Matteo 3:16), indicando così il fatto di esservi prima disceso.

Secondo: Giovanni il Battista “stava battezzando a Enon, presso Salim, perché c’era là molt’acqua” (Giovanni 3:23; corsivo dell’autore). Perché recarsi in un luogo di “molt’acqua”, se aspergere o versare acqua fossero state modalità accettate di battezzare?

Terzo: Paolo ci dice che il battesimo è un simbolo della morte, sepoltura e risurrezione di Gesù Cristo (vedere Romani 6:3–5). Quando il nuovo convertito è nelle acque del battesimo, rappresenta il vecchio uomo prossimo a morire. Quando viene immerso nell’acqua, i suoi peccati sono “sepolti” ed egli viene perdonato dal potere simbolico di purificazione dell’acqua. Uscendo fuori dall’acqua, quindi, egli rappresenta l’uomo nuovo, o risorto, in Gesù Cristo. Tutto questo simbolismo che sta alla base del battesimo è coerente con il battesimo per immersione, ma viene meno, completamente, con l’aspersione e il versamento di acqua.

Quarto: la parola greca da cui è tradotto battesimo significa immergere o gettare in acqua.

Will Durrant, un noto storico, sapeva ciò che il progetto rivelava e fece pertanto questa osservazione: “Nel nono secolo, la modalità cristiana originaria del battesimo per immersione completa era stata gradualmente sostituita... dall’aspersione, in quanto meno pericolosa per la salute nei climi nordici”.4

Non dovrebbe sorprenderci il fatto che Joseph Smith abbia ricevuto una rivelazione sul modo in cui il battesimo deve essere effettuato che è perfettamente coerente con il modello delineato da Cristo (vedere DeA 20:73–74).

Il battesimo per i morti era un’ordinanza nella chiesa originale di Cristo? Sì.

I membri della Chiesa a Corinto prendevano parte a un’ordinanza nota come battesimo per i morti. Queste persone, tuttavia, mettevano in dubbio la realtà della resurrezione. Percependo l’incoerenza di quello che facevano rispetto a ciò in cui credevano, Paolo utilizzò la loro partecipazione all’ordinanza corretta del battesimo per i morti allo scopo di dimostrare la dottrina corretta della resurrezione: “Altrimenti, che faranno quelli che son battezzati per i morti? Se i morti non risuscitano affatto, perché dunque son essi battezzati per loro?” (1 Corinzi 15:29).

Quando accetta la vera dottrina e riconosce il battesimo come essenziale per la salvezza (come è effettivamente), una persona è portata logicamente a credere nel battesimo per i morti — non può essere diversamente. Altrimenti, come si può rispondere alla difficile domanda: “Cosa ne è di coloro che sono morti senza la possibilità di essere battezzati?” Chi riflette su questa domanda ha quattro opzioni possibili tra cui scegliere.

Prima opzione: gli uomini e le donne che non sono stati battezzati saranno dannati e andranno all’inferno. Una tale risposta, tuttavia, è in contrasto con le verità scritturali secondo cui “Dio non ha riguardo alla qualità delle persone” (Atti 10:34) e desidera che “tutti gli uomini siano salvati” (1 Timoteo 2:4).

Seconda opzione: forse Dio non diceva sul serio; forse il battesimo non è davvero essenziale per la salvezza. Ciò non è plausibile, tuttavia, poiché Dio è sempre sincero: “Ciò che io il Signore ho detto, l’ho detto, e non mi scuso” (DeA 1:38; vedere anche Mosia 2:24).

Terza: alcuni credono che una nuova condizione, chiamata “battesimo mediante il desiderio” possa sostituire il battesimo mediante l’acqua. In altre parole, se qualcuno desidera seguire Gesù ma non ha avuto l’opportunità di essere battezzato durante la vita terrena, allora i suoi desideri retti divengono un sostituto accettabile al posto del battesimo d’acqua. Il problema di questa opzione è che non ha alcun sostegno scritturale. Le Scritture non dicono: “Se uno non è nato di desiderio”, bensì “se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio” (Giovanni 3:5; corsivo dell’autore).

La quarta opzione è che Dio diceva sul serio quando comandò a tutti di essere battezzati e, per questo motivo, Egli, misericordiosamente, ha preparato una via affinché tutti possano esserlo anche se non ne hanno avuto l’opportunità nella vita terrena: il battesimo per i morti. Questa è l’opzione coerente con il progetto.

Che cosa dice il progetto riguardo al modo in cui il dono — non la Sua presenza temporanea, ma il dono permanente dello Spirito Santo viene conferito dopo il battesimo? Discende forse automaticamente su una persona dopo il suo battesimo? Giunge forse come il soffiare del vento oppure c’è qualche ordinanza, qualche procedura divina che bisogna seguire per ricevere questo dono? Il progetto fornisce la risposta.

Dopo che Filippo ebbe battezzato alcuni nuovi convertiti in Samaria, arrivarono Pietro e Giovanni. Le Scritture quindi rivelano il modo in cui tale ordinanza dev’essere celebrata. “Allora [Pietro e Giovanni] imposero loro le mani, ed essi ricevettero lo Spirito Santo” (Atti 8:17; corsivo dell’autore).

La stessa procedura fu seguita dopo il battesimo di nuovi convertiti a Efeso da parte di Paolo:

“Udito questo, furon battezzati nel nome del Signor Gesù;

e dopo che Paolo ebbe loro imposto le mani, lo Spirito Santo scese su loro” (Atti 19:5–6; corsivo dell’autore).

Ancora una volta, il progetto e la chiesa restaurata di Cristo sono in perfetta armonia.

La pagina successiva del progetto potrebbe intitolarsi: “I frutti della chiesa di Cristo”. Il Salvatore diede questa prova per identificare la verità: “Voi li riconoscerete dunque dai loro frutti” (Matteo 7:20). Quali erano i frutti della chiesa di Cristo, secondo quanto riporta il progetto?

In primo luogo, quei primi membri si sforzavano di essere un popolo sano. Paolo ci ha insegnato che i nostri corpi fisici sono “templi” che ospitano il nostro spirito e, pertanto, vanno considerati sacri: “Non sapete voi che siete il tempio di Dio, e che lo Spirito di Dio abita in voi?” (1 Corinzi 3:16; vedere anche 1 Corinzi 6:19). Per questo motivo, i membri della chiesa di Cristo avevano alcune leggi di salute alle quali obbedivano, come certe restrizioni sul bere vino menzionate in Efesini 5 e 1 Timoteo 3. In conformità con questa legge divina per cui dobbiamo trattare il nostro corpo come un tempio, Joseph Smith ricevette dal Signore una legge di salute per i membri della chiesa restaurata di Cristo, nota come Parola di Saggezza. Ripetuti studi hanno confermato che, grazie all’osservanza di questa legge, i membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni sono tra le persone più sane nel mondo. Questo è uno dei frutti derivanti dal vivere la legge di salute di Cristo.

In secondo luogo, altri frutti della chiesa di Cristo erano i suoi miracoli e i doni dello Spirito. Entrambi sono descritti ripetutamente nel Nuovo Testamento e dimostravano che il potere di Dio era presente nella Chiesa di Cristo (vedere Ebrei 2:4). Sfortunatamente, con l’avvento dell’apostasia, i miracoli diminuirono; gli storici lo riconobbero prontamente e i riformatori lo ammisero. Paul Johnson, uno storico famoso, osservò: “È stato riconosciuto almeno sin dai tempi imperiali [ovvero l’epoca di Costantino] che l’età dei miracoli era terminata, nel senso che i capi cristiani non potevano più diffondere il Vangelo con l’aiuto di poteri soprannaturali, come gli apostoli”.5

Perché giunse il tempo in cui non c’erano più miracoli e doni dello Spirito? Perché l’albero che portava tale frutto, ovvero la chiesa di Cristo, non era più presente sulla terra e la fede delle persone si era affievolita. John Wesley notò questa assenza di doni dello Spirito dalla Chiesa dei suoi giorni: “Sembra che questi straordinari doni dello Spirito Santo fossero comuni nella Chiesa soltanto per due o tre secoli al massimo”.6

Basti dire — io ne porto testimonianza, come molti di voi — che questo è un tempo di miracoli e di doni dello Spirito nella chiesa restaurata di Cristo, proprio come avveniva nella Sua chiesa originale.

C’è un terzo frutto: il progetto della chiesa di Cristo contiene molti esempi di visitazioni angeliche e visioni. Alcune persone, oggigiorno, guardano con scetticismo a una chiesa che parla di angeli e visioni, ma nel farlo dimenticano che angeli e visioni erano una parte fondamentale della chiesa originale di Cristo: l’angelo che annunciò a Maria la nascita di Cristo; gli angeli che fecero visita a Pietro, Giacomo e Giovanni sul Monte della Trasfigurazione; l’angelo che liberò Pietro e Giovanni dal carcere; l’angelo che parlò a Cornelio; l’angelo che avvertì Paolo dell’imminente naufragio; l’angelo che fece visita a Giovanni il Rivelatore; la visione di Stefano del Padre e del Figlio; la visione di Giovanni degli ultimi giorni e molte altre ancora. La domanda non dovrebbe essere: “Come può la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni essere la vera chiesa, con tutti i suoi presunti angeli e le sue presunte visioni?” Piuttosto, la domanda dovrebbe essere: “Come può una qualsiasi chiesa oggi sostenere di essere la vera chiesa di Cristo, a meno che non abbia angeli e visioni, proprio come avveniva nella chiesa originale di Cristo, proprio come è rivelato nel Suo progetto?”

Vi sono molti altri frutti coerenti con la chiesa originale di Cristo.

Era una chiesa missionaria: agli apostoli fu comandato di “[andare] dunque, [e] [ammaestrare] tutti i popoli” (Matteo 28:19). Oggi abbiamo più di 80.000 missionari che adempiono tale comandamento e ne danno il frutto.

Era una chiesa virtuosa: il progetto c’insegna che ai primi santi nella chiesa di Cristo fu comandato di vestirsi con modestia e di astenersi dai rapporti sessuali prematrimoniali. Quante chiese non soltanto insegnano, ma osservano tali norme morali?

La chiesa originale di Cristo era una chiesa incentrata sulla famiglia. Ai mariti era comandato di amare ed essere fedeli alla propria moglie (vedere Efesini 5:23–25), ai figli era comandato di obbedire ai propri genitori (vedere Efesini 6:1) e ai vescovi era comandato di governare bene la propria famiglia (vedere 1 Timoteo 3:4–5). Oggi, la nostra Chiesa, come la chiesa originale di Cristo, è riconosciuta come una chiesa incentrata sulla famiglia. I frutti della chiesa di Cristo sono descritti con cura nella Bibbia e coincidono con quelli della chiesa restaurata di Cristo al giorno d’oggi.

Cristo istituì la Sua chiesa sulla terra, ma l’ultima pagina del progetto rivela che essa aveva un collegamento con il cielo: la rivelazione divina. Senza questo collegamento, la Chiesa non sarebbe nulla di più di un’organizzazione gestita da uomini e governata dai poteri della ragione. Il profeta Amos dichiarò: “Poiché il Signore, l’Eterno, non fa nulla, senza rivelare il suo segreto ai suoi servi, i profeti” (Amos 3:7). Paolo confermò che la rivelazione era parte integrante della Chiesa e che doveva essere continua, poiché affermò: “Verrò alle visioni e alle rivelazioni del Signore” (2 Corinzi 12:1; vedere anche Atti 1:2).

Coerentemente con questa dottrina fondamentale, la chiesa di Cristo al giorno d’oggi è collegata al cielo tramite la rivelazione continua. La dichiarazione di credo della Chiesa a questo riguardo, nota come nono articolo di fede, dichiara: “Noi crediamo in tutto ciò che Dio ha rivelato, in tutto ciò che rivela ora, e noi crediamo che Egli rivelerà ancora molte cose grandi e importanti relative al Regno di Dio”.

Se qualcuno dovesse confrontare il progetto della chiesa originale di Cristo con ogni chiesa cristiana presente oggi nel mondo, scoprirebbe che, punto per punto, organizzazione per organizzazione, insegnamento per insegnamento, ordinanza per ordinanza, frutto per frutto e rivelazione per rivelazione, soltanto una coinciderebbe: la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.

Se una persona rifiuta la Chiesa dopo aver esaminato il progetto, questo probabilmente la renderà inadatta per qualsiasi altra chiesa, poiché conoscerà troppe cose. Sarà come Pietro, al quale fu chiesto dal Salvatore: “Non [te] ne [vuoi] andare anche [tu]?” (Giovanni 6:67). La risposta di Pietro dovrebbe essere incisa in ogni cuore e custodita in ogni casa: “Signore, a chi ce ne andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna” (Giovanni 6:68).

Se qualcuno si allontana dalla Chiesa, dove andrà per imparare le verità restaurate sulla natura di Dio rivelate nel Bosco Sacro, la predicazione del Vangelo ai defunti, i tre gradi di gloria e le famiglie eterne? Dove andrà per accedere alle ordinanze che possono salvarlo ed esaltarlo? Dove andrà per fare in modo che sua moglie e i suoi figli siano suggellati a lui per l’eternità? Dove andrà quando vorrà una benedizione di conforto o guarigione per un membro della famiglia? Dove andrà per trovare un profeta di Dio? Cercherà invano queste dottrine, queste ordinanze, questi poteri e questi profeti, poiché appartengono unicamente alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.

Non si possono avere le dottrine e le ordinanze restaurate tramite il profeta Joseph Smith senza accettare lui e la storia alla base di queste verità; sono inseparabili, vanno mano nella mano. Non si può chiamare buono il frutto e cattivo l’albero. Il Salvatore insegnò questa verità molto tempo fa: “Un albero buono non può far frutti cattivi, né un albero cattivo far frutti buoni” (Matteo 7:18). Di conseguenza, se il frutto dottrinale di cui abbiamo parlato stasera è buono, allora l’albero da cui proviene — ovvero Joseph Smith e la relativa storia alla base di queste verità rivelate — è ugualmente buono. Non si può avere l’uno senza l’altro.

Alcuni anni fa, a una Conferenza generale, l’anziano B.H. Roberts stava parlando dei successi di Joseph Smith quando, come se si stesse rivolgendo a chi criticava Joseph, disse: “Fate altrettanto! Fate altrettando, vi dico, oppure rimanete in silenzio con le mani sulla bocca quando viene fatto il suo nome”7.

Le preoccupazioni storiche o sociali che qualcuno può avere e le presunte divergenze scientifiche sono dettagli marginali; la priorità sono le dottrine, le ordinanze, il potere del sacerdozio e gli altri frutti della nostra Chiesa, molti dei quali abbiamo esaminato stasera. Alcuni, tuttavia, potrebbero ribattere: “Credo in tutte queste cose, ma come rispondo ai detrattori e alle loro domande specifiche?”

Un avvocato sa che, dopo la presentazione del testimone chiave da parte dell’accusa, il caso contro l’imputato è stato messo sotto la luce peggiore possibile. Una persona che tenda a giudicare impulsivamente, a questo punto, potrebbe ritenere colpevole l’imputato, ma proprio allora accade un fenomeno interessante in aula. La difesa comincia il controinterrogatorio dello stesso testimone e, spesso, accade quanto segue: le risposte certe del testimone cominciano a indebolirsi sotto la pressione del controinterrogatorio. Il testimone, che prima sembrava così inattaccabile, presenta ora alcune incoerenze e, forse, persino delle contraddizioni lampanti nella sua versione dei fatti. Il racconto del testimone, in apparenza a prova di bomba, comincia a incrinarsi e a sgretolarsi a ogni nuova domanda che gli viene posta. Il testimone non aveva difficoltà a gestire le domande morbide del suo avvocato, ma davanti al gioco duro della parte opposta, non riesce a sostenerne l’intensità e l’indagine approfondita. Quando il controinterrogatorio è terminato, la credibilità del testimone è in buona parte venuta meno. L’osservatore che prima era pronto ad “impiccare” l’imputato vede ora la sua completa innocenza con nuovi occhi.

Allo stesso modo, alcuni detrattori pongono alla Chiesa domande tendenziose con l’intenzione di metterla sotto la peggior luce possibile. Le domande, tuttavia, procedono in entrambe le direzioni.8 I testimoni chiave dell’accusa non sono immuni dal controinterrogatorio, e neppure lo sono i nemici più accaniti della Chiesa. Non ho mai incontrato alcun detrattore in grado di fornirmi risposte soddisfacenti al controinterrogatorio delle seguenti domande.

In primo luogo, come seppe Joseph Smith di dover restaurare le dottrine e le ordinanze della Bibbia, quali la dottrina della vita pre-terrena, la vera natura di Dio, il Vangelo predicato ai morti, il battesimo per i morti e molte altre di cui abbiamo parlato stasera, se tali dottrine e ordinanze non venivano insegnate dalle altre chiese dei suoi tempi? Perché Joseph Smith fu l’unico a scoprirle e restaurarle? Anche considerandolo un genio della teologia, non v’era stato nessun altro nel corso dei 1800 anni successivi al ministero del Salvatore in grado di fare altrettanto?

In secondo luogo, se questa Chiesa non è la chiesa di Cristo, perché ha gli stessi frutti della chiesa originale di Cristo, vale a dire miracoli e doni dello Spirito, rivelazioni attuali di apostoli e profeti, angeli e visioni, un popolo sano, un popolo virtuoso, un popolo con una mentalità missionaria e un popolo fortemente incentrato sulla famiglia? Il Salvatore non diede forse il modo per riconoscere la verità? “Voi li riconoscerete dunque dai loro frutti” (Matteo 7:20).

Certo, durante il controinterrogatorio si potrebbero porre molte altre domande. Tuttavia, alcune domande superano in importanza e trascendono tutte le altre; in sostanza, esse costituiscono il punto cruciale di una questione. Basti dire che alcune domande sono più importanti di altre nella scoperta della verità. Se pervenite alla conoscenza che Joseph Smith restaurò gli insegnamenti e le ordinanze bibliche menzionate stasera, se arrivate a sapere che la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni possiede gli stessi frutti della chiesa originale di Cristo oppure se giungete alla conoscenza che il Libro di Mormon è di origine divina, allora sapete che Joseph Smith è un profeta. Se Joseph Smith è un profeta, allora questa è la sola chiesa vera e vivente sulla faccia della terra. Tutte le altre domande impallidiscono al confronto. È come la sentenza della Corte Suprema su un determinato argomento. Tutte le dicisioni contrarie dei tribunali inferiori diventano irrilevanti. Allo stesso modo tutte le domande degli oppositori, per quanto probatorie, sconcertanti o interessanti possano essere, diventano irrilevanti nell’equazione della verità. Perché? Perché si è già data risposta alle domande chiave — alle domande vitali e trascendenti — che costituiscono i pilastri fondamentali per la conoscenza della verità.

Mi basti dire che posso sopportare qualche imperfezione umana, persino tra i profeti di Dio; è normale che sia così per gli esseri umani. Posso accettare alcune presunte scoperte scientifiche contrarie al Libro di Mormon; il tempo risolverà queste divergenze. Posso convivere con alcune apparenti anomalie storiche; sono dettagli di minor importanza nel panorama complessivo della verità. Non posso vivere, però, senza le verità dottrinali e le ordinanze restaurate da Joseph Smith, non posso vivere senza il sacerdozio di Dio che benedica la mia famiglia e non posso vivere senza sapere che mia moglie e i miei figli sono suggellati a me per l’eternità. Questa è la scelta che ci troviamo dinanzi: alcune domande senza risposta da un lato contro una moltitudine di certezze dottrinali e il potere di Dio dall’altro. Per me, e spero anche per voi, si tratta di una scelta facile e razionale.

Rendo testimonianza che la Chiesa sulla quale presiederete un giorno porta il nome di Cristo perché possiede la Sua organizzazione divinamente approvata, i Suoi insegnamenti, le Sue ordinanze, i Suoi poteri, i Suoi frutti e la Sua rivelazione costante, e tutti questi aspetti sono contenuti nel Suo progetto divino. Possiamo noi avere gli occhi spirituali per vedere il collegamento tra quel modello e l’odierna Chiesa restaurata di Cristo, poiché esso rappresenta per noi una delle testimonianze divine più convincenti. Di questo porto testimonianza e per questo prego nel nome di Gesù Cristo. Amen.

© 2014 by Intellectual Reserve, Inc. Tutti i diritti riservati. Testo inglese approvato: 9/13. Approvato per la traduzione: 9/13. Traduzione di What Is the Blueprint of Christ’s Church? Italian. PD50051805 160

Note

  1. Il profeta Joseph Smith insegnò: “Un evangelista è un patriarca” (Insegnamenti dei presidenti della Chiesa – Joseph Smith [2007], 145).

  2. “Pastore” è un termine generale, non specifico, per indicare qualcuno che veglia su un gregge.

  3. Alcuni suggeriscono che il corpo risorto di Cristo fosse solo una temporanea manifestazione fisica a beneficio degli uomini terreni e che, una volta asceso al cielo, Egli abbia abbandonato il Suo corpo fisico in modo da non essere gravato da “limitazioni” di natura corporea. Di conseguenza, dichiarano, Cristo oggi è uno spirito in cielo. Tuttavia, non vi è alcuna prova scritturale del fatto che il corpo fisico di Cristo risorto fosse di natura temporanea o che Egli l’abbia mai abbandonato. Senza dubbio per prevenire tale obiezione, l’apostolo Paolo lo confutò e insegnò che sarebbe stato impossibile per Cristo abbandonare il Suo corpo risorto,“sapendo che Cristo, essendo risuscitato dai morti, non muore più; la morte non lo signoreggia più” (Romani 6:9; corsivo dell’autore). Questo versetto dichiara che Cristo non poteva morire dopo la Sua risurrezione. Poiché la morte è la separazione del corpo dallo spirito (vedere Giacomo 2:26), questo passo scritturale insegna che Cristo non avrebbe potuto abbandonare il Suo corpo fisico prima di ascendere al cielo; se l’avesse fatto, avrebbe patito una seconda morte al momento della Sua ascensione — evento che Paolo dichiarò impossibile.

  4. Will Durrant, The Story of Civilization: The Age of Faith (1950), 738.

  5. Paul Johnson, A History of Christianity (1976), 162; corsivo dell’autore.

  6. John Wesley, The Works of John Wesley, terza edizione, 14 voll. (ristampato nel 1986 dall’edizione del 1872), 7:26.

  7. B. H. Roberts, citato da Truman G. Madsen in Defender of the Faith: The B. H. Roberts Story (1980), 351.

  8. Il Salvatore, che aveva appena purificato il tempio ove in seguito tornò per insegnare, fu avvicinato dai Suoi detrattori, i quali Gli chiesero: “Con quale autorità fai tu queste cose?” Il Salvatore, capendo l’ambivalenza delle domande, in pratica rispose dicendo: “[Risponderò alla vostra domanda se prima voi risponderete alla mia]. Il battesimo di Giovanni, d’onde veniva? dal cielo o dagli uomini?” I detrattori, percependo il pericolo insito nel rispondere alla Sua domanda, dissero di non poterlo fare, a cui il Salvatore replicò: “Neppur io vi dirò con quale autorità io fo queste cose” (vedere Matteo 21:23–27).